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“Santa in Giallo”: oggi le “Signore” del noir e il grande giornalismo di Umberto Brindani

Iniziano le tre giornate conclusive di Santa in Giallo. Oggi alle 18 all’Anfiteatro Bindi, nei giardini a mare, arrivano tre scrittrici del calibro di Maria Masella, Daniela Piazza e Silvia Volpi: sono le “Signore in giallo”. Con loro sarà sul palco Cecilia Scerbanenco, madrina del festival. Alle 21 sarà invece protagonista Umberto Brindani, giornalista, direttore del settimanale Gente, che riceverà il Premio Internazionale Golfo del Tigullio per il giornalismo, tornato in città dopo dieci anni.

La giornata comincia già al mattino nelle scuole, grazie alla collaborazione del dirigente scolastico Riccardo Antola, della prof. Monica Repetto e di numerose altre docenti. Due scrittori di libri per i giovanissimi incontrano gli studenti delle scuole medie. Antonino Fiore presenta I delitti delle Malebolge agli studenti della secondaria che hanno ricevuto e letto il romanzo; Valeria Corciolani presenta La trappola del tempo. Interviene anche il Quartetto di trombe Miramare 416 diretto dal maestro Fabio Fabbri. Alle 18, dunque, spazio a tre scrittrici con percorsi differenti. Maria Masella, genovese, è una delle autrici liguri più prolifiche nel campo del giallo e ha pubblicato con diversi editori numerosi romanzi e racconti, costruendo anche serie investigative con personaggi ricorrenti. Daniela Piazza è autrice di romanzi nei quali ricostruzione storica, mistero e avventura si intrecciano, con particolare attenzione alla ricerca documentaria. Silvia Volpi, giornalista e scrittrice, ha affiancato alla professione nell’informazione l’attività narrativa, portando anche nei romanzi strumenti e sensibilità del mestiere giornalistico. Al termine firmacopie e musica del Santemo Group.

Alle 21 l’appuntamento di maggiore rilievo della giornata. Umberto Brindani, attuale direttore di Gente, ha ricoperto nella sua lunga carriera incarichi di vertice in importanti periodici e testate nazionali, attraversando da protagonista diversi decenni dell’editoria italiana. Giornalista e scrittore, sarà intervistato da Marco Delpino a partire dal libro Senza lasciare traccia e sul giornalismo contemporaneo. Brindani riceverà il Premio del Direttore artistico di Santa in Giallo e il Premio Internazionale Golfo del Tigullio per il giornalismo, riconoscimento che torna a essere assegnato dopo dieci anni.

Tre giornalisti, tre romanzi e una sala che canta

Giovedì 24 uno degli appuntamenti più riusciti di “Aspettando Santa in Giallo” ha invece portato una sessantina di persone a Spazio Aperto di via dell’Arco per Michele Brambilla, Laura Guglielmi e Mario Paternostro, tre giornalisti legati in periodi e ruoli differenti al Secolo XIX. A condurre Marinella Gagliardi Santi e Giammauro Gargiulo, con gli intermezzi musicali di Graziano Nardini.Brambilla, fino a poche settimane fa direttore del Secolo XIX, ha presentato La signora Gisa è improvvisamente scomparsa. Parlando del passaggio dal giornalismo alla narrativa ha ricordato il mestiere del cronista negli anni Ottanta, tra macchine per scrivere, stenografi e articoli affidati alle corriere perché raggiungessero la redazione. Il “fuori sacco”, ha scherzato, era «la mail della mia giovinezza». E sulla differenza tra i due mestieri: «I giornalisti fanno della cronaca, raccontano una cosa che hanno visto cercando di verificarla. La narrativa è l’invenzione del vero».

Laura Guglielmi ha presentato Mary Shelley. La meravigliosa creatura, biografia romanzata della giovane donna che inventò Frankenstein. «Mi interessava andare alla ricerca della persona dietro a questa grandissima invenzione letteraria», ha spiegato. Il libro segue Mary dall’adolescenza, dalla fuga a sedici anni con Percy Shelley, fino alla maturità e al rapporto con l’Italia, attraverso un lavoro di ricerca che cerca di mantenere sempre distinto ciò che è documentato da ciò che appartiene alla ricostruzione narrativa.Mario Paternostro ha invece portato Mi è scappato il nonno partigiano, nato anche dai ricordi familiari. Nel romanzo un anziano e il nipote vedono progressivamente invertirsi i ruoli quando la memoria del nonno comincia a vacillare. «Ho avuto voglia di mettere insieme quello che mio nonno mi raccontava», ha spiegato Paternostro. La vicenda familiare incontra così la storia della Repubblica partigiana dell’Ossola e le ricerche compiute dall’autore negli archivi e nei giornali dell’epoca. Il momento più inatteso è arrivato dalla musica. Quando Nardini ha intonato Ma mi una canzone della mala milanese, numerosi spettatori presenti in sala l’hanno subito riconosciuta, trasformando per qualche minuto l’incontro in un coro. Risate e applausi avevano già accompagnato gli aneddoti dei tre giornalisti. Alla fine molti spettatori si sono fermati allo spazio della Libreria Fieschi di Lavagna acquistando i libri presentati.

In biblioteca si indaga giocando

Sempre giovedì, la Biblioteca civica “Achille e Amalia Vago” ha fatto il pieno con il torneo di giochi investigativi: 25 partecipanti e tutti i posti esauriti in brevissimo tempo. Su tre tavoli si è giocato a Cluedo, Sherlock Holmes consulente investigativo e Cold Case. Bambini, ragazzi e adulti hanno giocato insieme, alternandosi fra i tavoli e provando indagini differenti. Quasi due ore e mezza tra indizi, deduzioni e false piste, con il coinvolgimento anche dei dipendenti della biblioteca. La soddisfazione è stata particolare proprio perché, quando l’iniziativa era stata proposta, non era affatto scontato prevederne il successo. Invece i posti sono andati esauriti rapidamente e alla fine partecipanti e organizzatori sono usciti decisamente soddisfatti. A chiudere la giornata è stato il Cinema Centrale, con oltre cento spettatori per Maigret, l’amore e la morte, diretto da Pascal Bonitzer con Denis Podalydès nei panni del commissario creato da Georges Simenon. Il film, tratto da Maigret e i vecchi, ha richiamato un pubblico numeroso, un risultato tutt’altro che scontato oggi per una singola proiezione cinematografica.