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Sestri: “Caso Smeraldi, si esprimano anche gli altri consiglieri e assessori”

Dai Segretari dei Circoli PD Sestri Levante, Riva, Santa Vittoria (testo e foto)

Dopo il nostro comunicato di ieri, il Sindaco Solinas è finalmente intervenuto sulle dichiarazioni del suo consigliere Smeraldi sul femminicidio.

Prendiamo atto delle sue parole, ma non possiamo considerarle una presa di distanza chiara e netta. Condannare la violenza contro le donne e, contemporaneamente, definire quelle dichiarazioni una semplice “visione personale” o una “interpretazione dei dati” non è sufficiente.

Quando un rappresentante delle istituzioni mette in discussione l’esistenza stessa del fenomeno del femminicidio, non siamo davanti a una normale discussione statistica. Servono parole chiare e una condanna inequivocabile.

E infatti la stessa presa di distanza del Sindaco ha provocato la reazione dello stesso Smeraldi, che ha attaccato pubblicamente Solinas accusandolo di “poco coraggio” e di essersi “smarcato alla velocità della luce”.

A questo punto, però, una domanda è inevitabile: cosa ne pensano gli altri consiglieri e gli assessori della maggioranza?

Sestri Levante ha il diritto di sapere da chi è governata e quali siano le posizioni di chi oggi ha responsabilità istituzionali nella nostra città. Ci aspettiamo quindi che, soprattutto su un tema come la violenza contro le donne, non prevalga ancora una volta il silenzio.

E ci rivolgiamo in particolare alle donne che siedono nella maggioranza: ritengono accettabili le parole pronunciate dal loro collega? Condividono la debole presa di distanza del Sindaco?

Non è una questione che possa essere liquidata con il silenzio o con qualche formula di circostanza.

Come Circoli del Partito Democratico di Sestri Levante, Riva Trigoso e Santa Vittoria continueremo a fare opposizione nel merito. Ma chiediamo a chi governa la città di assumersi le proprie responsabilità.

Perché se un consigliere di maggioranza attacca pubblicamente il Sindaco e ne mette in discussione il coraggio, mentre gli altri componenti della coalizione scelgono di non esprimersi, il problema non riguarda il PD: riguarda la solidità e la coesione della maggioranza che governa Sestri Levante.

Ora parlino anche gli altri. Sestri ha il diritto di sapere.

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Dall’ufficio stampa dell’onorevole Valentina Ghio

“Il femminicidio purtroppo esiste eccome. E l’affermazione di un consigliere comunale di maggioranza di Sestri Levante, secondo cui sarebbe un’emergenza che non esiste, è grave e inaccettabile. Chi ricopre un ruolo istituzionale dovrebbe avere innanzitutto l’onestà intellettuale di riconoscere la realtà e l’attenzione necessaria verso i bisogni delle persone che amministra, a partire da quelli delle donne. Intorno ai giorni di Ferragosto abbiamo assistito ad una drammatica intensificazione del numero di donne uccise, alcune delle quali avevano già denunciato violenza. Ogni anno nel nostro Paese sono decine e decine le donne che vengono ammazzate da compagni, ex compagni o persone con cui hanno avuto una relazione. Negare che esista un fenomeno specifico di violenza legato alla condizione delle donne significa ignorare una realtà che invece dovrebbe impegnare tutte le istituzioni, a ogni livello. Serve un lavoro enorme di prevenzione, formazione ed educazione, a partire dalle scuole, dalla formazione specifica nei servizi , per costruire relazioni fondate sul rispetto, sulla reciprocità e sulla libertà. Non servono negazioni né provocazioni e ricerca di visibilità personale sulla pelle delle donne. L’introduzione del reato di femminicidio è stato un passo avanti importante e su questo terreno non possiamo permetterci di tornare indietro. È positivo che in diversi abbiano preso le distanze dalle parole del consigliere. Ma a Sestri Levante c’è un elemento ulteriore che non può essere ignorato: nel momento in cui emerge una differenza di vedute su una questione così importante all’interno della maggioranza che governa la città occorre un chiarimento netto da parte di tutta l’Amministrazione. Il Sindaco, l’Assessora ai servizi sociali, le donne che fanno parte della maggioranza dovrebbero esprimere in modo inequivocabile se ritengono compatibile con l’indirizzo amministrativo  affermazioni che negano un fenomeno tanto drammatico. Su questo non possono esserci ambiguità. Non un passo indietro sul contrasto alla violenza di genere, sulla prevenzione e sulla costruzione di una cultura del rispetto”, così la vicepresidente del Gruppo PD alla Camera e componente Commissione Femminicidio intervenendo sul post del consigliere di Sestri levante.
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Da Ivan raso, presidente Anpi Sestri Levante – Sezione Brigata Zelasco
Il femminicidio è una realtà strutturale che non può essere negata. «Femminicidio: un’emergenza che non esiste». È il titolo scelto dal consigliere comunale di maggioranza del Comune di Sestri Levante, Paolo Smeraldi, per un intervento pubblicato sui propri canali social.
Il femminicidio, purtroppo, non è soltanto un’emergenza temporanea, ma una realtà strutturale del nostro tessuto sociale e culturale. Non possiamo abituarci alla violenza né permettere che venga minimizzata, derubricata a semplice questione statistica o negata.
Dietro ogni numero c’è una donna uccisa, una famiglia distrutta, figli rimasti senza madre e
un’intera comunità ferita. I dati devono servire a comprendere e contrastare il fenomeno, non a
cancellarne la gravità.
Il sindaco Francesco Solinas ha dichiarato che la posizione del consigliere è lontana dal proprio
pensiero e dalle proprie convinzioni. Riteniamo, tuttavia, che una distanza personale non sia
sufficiente: occorre una presa di posizione politica e istituzionale chiara da parte del sindaco e
dell’intera Amministrazione comunale.
I valori della Resistenza ci richiamano ogni giorno alla difesa della dignità, dell’uguaglianza e dei
diritti delle persone. Per questo chiediamo al sindaco e all’Amministrazione di prendere
pubblicamente e senza ambiguità le distanze dalle affermazioni e dalla posizione politica del
consigliere Smeraldi.
Chiediamo inoltre al consigliere Smeraldi di assumersi la responsabilità delle proprie parole e di
rassegnare le dimissioni dalla carica ricoperta.
Sul femminicidio non possono esserci ambiguità o minimizzazioni. La violenza deve essere
riconosciuta, contrastata e mai normalizzata.
La violenza contro le donne riguarda tutta la comunità. Contrastarla significa educare al rispetto,
ascoltare le vittime, sostenere chi chiede aiuto e costruire una cultura nella quale nessuna donna
debba sentirsi sola o non creduta.
Su questo tema non cerchiamo lo scontro. Chiediamo chiarezza, responsabilità e rispetto.