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La città ha tante carte da giocare
|Chiavari: molte iniziative di successo, ma tutte in ambito locale
Le manifestazioni turistiche-culturali-promozionali, costituiscono un investimento ed hanno un costo. In vista delle prossime elezioni anche i candidati alla gestione di Palazzo Bianco dovranno indicare e giustificare la scelta delle future iniziative nel settore. Il tema è stato recentemente trattato da Davide Grillo, di Impegno Comune, probabile candidato sindaco. Ma interessa tutta la città.
Chiavari propone un programma ricco di cui non si conosce il costo complessivo, certamente importante, ma che non è in grado di attirare in città turisti attratti da una particolare manifestazione. Citiamo Cosplay; Chiavari in fiore, le giornate di Chiavari; Giannini, gli apprezzati concerti all’alba; Dionisio Festival; Chiavari in Jazz; Carnevale d’agosto. In alcuni casi la partecipazione è ampia, ma costituita da persone del comprensorio, turisti già in vacanza. Nessuno che per assistervi prenda un treno da Roma o un aereo da Palermo. Forse per Chiavari ciò è sufficiente; ma la città merita un salto di qualità.
A Portofino per il Concerto lirico Clip, si muove gente da tutti i continenti; a Camogli per il Festival della Comunicazione si prenotano alberghi e case vacanza un anno prima, anche presso i comuni vicini. Riviera Film Festival e l’Andersen richiamano a Sestri Levante un turismo internazionale. Anche Rapallo e Recco con le loro feste patronal-pirotecniche, soprattutto folcloristiche, richiamano turisti anche dal nostro Sud.
Chissà se il sindaco di Chiavari ha letto il libro dello scrittore e giornalista Paolo Rumiz intitolato “Bella e perduta – Canto dell’Italia garibaldina”. E’ un libro che non racconta il Risorgimento; dimostra il grande seguito ed interesse, in tutta Italia e in Europa, ottenuto da una inchiesta di Rumiz pubblicata da Repubblica su Garibaldi. Un libro scritto per dimostrare, messaggi alla mano, la popolarità di cui ancor oggi gode il Risorgimento.
Lo abbiamo scritto più volte, Chiavari per ottenere una visibilità culturale nazionale, potrebbe giocare le carte che ha in mano: il ruolo ed i personaggi che durante il Risorgimento si mossero a Chiavari. Probabilmente nessun “piazzista” di spettacoli e manifestazioni ha mai proposto nulla in materia. Ma dovrebbe essere il Comune a convogliare idee e finanziamenti su un filone che potrebbe attrarre studiosi e pubblico. Certo per questo deve trovare esperti del settore e nell’organizzazione di eventi (e non di iniziative chiamate eventi).
Per il materiale che possiede, un alleato importante potrebbe essere la Società Economica, oggi impegnata soprattutto in presentazioni di libri, organizzazioni di mostre, iniziative locali. (m.m.)


