Paolo Corsiglia nel Parco di Portofino
|Regione: in Consiglio i parchi regionali, l’ex Ilva e diga Genova
Dall’ufficio stampa del Consiglio regionale, la cronaca della seduta odierna
Rappresentanti regionali nei parchi liguri
In apertura di seduta il presidente dell’assemblea legislativa Stefano Balleari ha comunicato al Consiglio le nomine dei rappresentanti dell’Ente nei parchi liguri da parte della Giunta.
Paolo Corsiglia è il rappresentante della Regione, nel Consiglio dell’Ente Parco di Portofino Leonardo Paoletti è il rappresentante della Regione nel Consiglio dell’Ente Parco di Montemarcello – Magra – Vara.
Francesco Dulbecco è il rappresentante della Regione nel Consiglio dell’Ente Parco delle Alpi Liguri.
Claudio Garbarino è il rappresentante della Regione nel Consiglio dell’Ente Parco dell’Antola.
Daniele Buschiazzo è il rappresentante della Regione nel Consiglio dell’Ente Parco del Beigua.
Situazione attuale e prospettive future della ex Ilva
Armando Sanna (Pd) ha chiesto di poter trattare la questione alla luce del recente incontro del presidente della Giunta Marco Bucci con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e ha preannunciato la presentazione di un ordine del giorno. Sanna ha annunciato, inoltre, che sarà richiesta una seduta straordinaria del Consiglio regionale per approfondire il t
Alessio Piana, assessore allo sviluppo economico, ha riferito all’aula l’avvio di una serie di tavoli tecnici. In particolare ha ricordato che oggi è in corso un primo confronto con le organizzazioni sindacali e che domani ci sarà un altro vertice con Confindustria, Federacciai, Federmeccanica. L’assessore ha aggiunto che, sempre domani, ci sarà un confronto con l’amministrazione comunale di Taranto e regionale della Puglia e, infine, il 6 agosto un vertice con tutte le imprese dell’indotto. Piana ha precisato che al termine del percorso il ministro si è impegnato a un ulteriore confronto con il Comune Genova e la Regione Liguria e ha ricordato che nell’incontro del 28 luglio scorso il presidente Bucci ha ribadito con fermezza che lo stabilimento di Cornigliano è un asset strategico nazionale e che la tutela dell’occupazione e la continuità produttiva sono preoccupazioni costanti. L’assessore ha ricordato che, sul sito genovese, la società occupa un milione di metri quadrati dove sono operativi circa 900 addetti. «Siamo a fianco e in costante contatto con le organizzazioni – ha concluso – e condividiamo la loro preoccupazione. Cornigliano non deve pagare il prezzo di una crisi del genere».
Nuova diga foranea di Genova
Nella seduta del pomeriggio si è svolto il dibattito sullo stato di realizzazione della nuova infrastruttura nello scalo portuale di Genova.
Nel ricostruire i passaggi che hanno portato allo stato attuale dell’opera, Andrea Orlando (Pd) ha affermato: «Il Consiglio è la sede principale di confronto su tutte le opere di rilevanza significativa che vengono fatte in Liguria, a prescindere dalla modalità scelta per la realizzazione. La diga assorbe la stragrande maggioranza delle risorse a disposizione della Regione e questo rende i consiglieri ancora più responsabili. Le vicende emerse in tema di ambiente, di tutela del lavoro e di legalità chiedono trasparenza. Oggi vogliamo affermare il principio che l’aula consiliare è il luogo deputato alla discussione di questi temi. Non è tollerabile che si tenti di spogliare il Consiglio di questo ruolo». A ulteriore supporto di questa affermazione, il consigliere ha ricordato che si tratta di un’opera di rilevanza europea e che la Regione ha partecipato al finanziamento. Secondo Orlando, lo stesso Bucci, assegnando all’assessore Giampedrone la delega sulla diga, ha implicitamente riconosciuto che si tratta di un tema regionale. Orlando ha detto che si tratta di un’opera strategica per lo sviluppo del porto di Genova, ma ha ricordato che dal costo iniziale di 1,3 miliardi di euro si è arrivati a una cifra molto più alta a causa delle varianti e ha rimarcato che gli extra-costi sono stati oggetto di verifiche da parte della Magistratura e di osservazioni da parte di Anac perché «le varianti che si sono rese necessarie – date le criticità rilevate sui fondali – erano scontate, non problemi imprevisti». Secondo Orlando, in ultima istanza, «è imprescindibile che ci sia un confronto aperto, perché si tratta di un’opera fondamentale e i cittadini meritano informazioni trasparenti e rispetto della legalità».
Chiara Cerri (FI-Berlusconi), presidente della IV Commissione Territorio e Ambiente, ha proposto un approfondimento nella Commissione da lei presieduta, per effettuare un esame sugli aspetti tecnici a partire dal mese di settembre «per arrivare – ha detto – successivamente, ad un voto serio e consapevole in Consiglio».
Armando Biasi (Lega Liguria-Salvini), presidente della III Commissione Attività produttive, cultura, formazione e lavoro, si è associato alla proposta della presidente Cerri per effettuare un esame congiunto dell’argomento nelle due commissioni: «Occorre una importante riflessione tecnica – ha spiegato – a cui può seguire una riflessione di natura politica» e ha ribadito la disponibilità al confronto della maggioranza.
Accogliendo la richiesta della minoranza, l’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone ha detto: «Per la parte che mi compete, sono disponibile ad andare in commissione e mi fa piacere consentire alla struttura commissariale di partecipare alla discussione tecnica. Distinguere il ruolo del presidente della Regione e il ruolo di Commissario non è un sofismo: è giusto che il progetto venga visto in commissione e poi in Consiglio; una volta acquisiti dai consiglieri tutti gli elementi necessari, si può discutere in Consiglio da un punto di vista politico. Orlando – ha sottolineato – ha pieno titolo e ragione a chiedere di discutere in aula e il Presidente Bucci ha sempre dato la piena disponibilità a partecipare a una seduta di commissione dedicata alla diga». L’assessore ha assunto, nel gennaio 2026, le funzioni di coordinamento e di impulso per conto di Regione Liguria, soggetto attuatore per la fase esecutiva dell’intervento relativo alla Fase B della nuova diga foranea di Genova.
Andrea Orlando (Pd) ha accolto la richiesta ma ha ribadito la necessità che, immediatamente dopo gli approfondimenti in commissione, la questione torni all’esame dell’Aula.
Selena Candia (Avs) ha spiegato che la richiesta della seduta straordinaria era motivata dalla mancata ammissione nell’ordine del giorno di una delle precedenti sedute di una interrogazione del consigliere Orlando sullo stesso argomento.
Stefano Giordano (Mov5Stelle) ha accolto con favore l’approfondimento in commissione ma ha ribadito la necessità di tornare poi in aula, ma ha avvertito: «Questo argomento va trattato con la massima condivisione e in modo trasparente».
Situazione ex Ilva: tutela della continuità produttiva e occupazionale
All’unanimità è stato approvato l’ordine del giorno, primo firmatario Armando Sanna (Pd) ma sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la Giunta regionale a proseguire l’interlocuzione con il Governo e con il Ministro delle imprese e del made in Italy affinché nell’ambito del tavolo tecnico avviato il 4 agosto 2026 venga garantita la continuità produttiva e occupazionale dello stabilimento di Cornigliano, indipendentemente dagli esiti del procedimento relativo allo stabilimento di Taranto.
Il documento impegna a chiedere al Governo soluzioni alternative di approvvigionamento dei semilavorati (bramme, rotoli, coils) per gli impianti a freddo di Cornigliano, qualora lo stop dell’area a caldo di Taranto dovesse protrarsi oltre i termini previsti, per scongiurare l’interruzione dell’attività produttiva genovese. Si impegna a chiedere che il Governo assicuri un confronto costante tempestivo, e non episodico, con la Regione Liguria, il Comune di Genova e le organizzazioni sindacali in ogni fase del processo relativo al futuro assetto proprietario industriale del gruppo ex Ilva. Un altro punto richiesto riguarda la vigilanza, per quanto di competenza regionale, della tutela dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto legato allo stabilimento di Cornigliano. La Giunta dovrà inoltre riferire tempestivamente al Consiglio regionale gli esiti del tavolo tecnico ministeriale e ogni successivo sviluppo rilevante della vicenda, garantendo un’informativa periodica e puntuale all’Assemblea e dovrà promuovere, in raccordo con il Comune di Genova e con le parti sociali, ogni iniziativa utile a valorizzare le prospettive di reindustrializzazione di sviluppo economico dell’area di Cornigliano nel quadro di una strategia di lungo periodo per la siderurgia e la manifattura genovese Ligure.
L’ordine del giorno impegna la Giunta a chiedere che il Governo approfondisca la possibilità di un intervento pubblico nella definizione del piano industriale e negli investimenti funzionali alla sua realizzazione. Infine, il documento chiede che il Governo operi per la partecipazione dei grandi player nazionali strutturalmente collegati alla produzione siderurgica nell’ambito del Piano industriale, al fine di rafforzare la tenuta produttiva e finanziaria e garantire le migliori condizioni per il rilancio del settore, strategico per l’economia ligure e italiana.
Fondo regionale per l’occupazione delle persone con disabilità
Stefano Giordano (Mov5Stelle) ha chiesto alla Giunta quante persone con disabilità siano state assunte grazie ai finanziamenti del Fondo regionale nel periodo 2022-2026. Il consigliere ha spiegato che risulta ancora attiva la misura finanziata con il Fondo regionale per l’adattamento delle postazioni di lavoro, con la possibilità di presentazione delle domande sino al 31 dicembre 2026 e che occorre conoscere i dati aggiornati sulle assunzioni effettivamente realizzate, sulla stabilità dei relativi rapporti di lavoro e sull’impiego delle risorse per valutare l’efficacia delle misure in corso prima di una eventuale riprogrammazione del Piano.
L’assessore alle pari opportunità Simona Ferro ha precisato che all’interno del Piano triennale è prevista, per l’anno 2026, la pubblicazione di un Bando per l’erogazione di incentivi alle imprese a valere sul Fondo regionale disabili, per favorire l’inserimento delle persone con disabilità e che lo stesso Bando è attualmente in fase di predisposizione e che saranno, inoltre, realizzati monitoraggi per rilevare numerosità e permanenza dei contratti incentivati.
Incentivi e investimenti alle botteghe dell’entroterra
Matteo Campora (Vince Liguria) ha chiesto alla Giunta le azioni messe in campo per sostenere le piccole imprese commerciali dei Comuni non costieri. Il consigliere ha rilevato che l’entroterra ligure necessita di interventi per sostenere le imprese che lo popolano con
particolare riferimento alle piccole imprese commerciali che effettuano vendita al dettaglio di diversi beni e ha ricordato che la Regione ha approvato le leggi regionali 6 del 2025 e 3 del 2008 per sostenere le attività economiche nell’entroterra ligure, leggi che devono trovare attuazione in concreto e necessitano di strumenti idonei per sostenere le imprese.
L’assessore allo sviluppo economico Alessio Piana ha illustrato nel dettaglio le misure adottate fra cui la prima misura, che ha una dotazione di 4.800.000 euro, favorisce l’insediamento di nuove attività economiche. Piana ha aggiunto che il contributo è assegnato dal sistema camerale ed è previsto un contributo fino a 300 euro mensili per cinque anni a copertura delle spese di locazione e gestione corrente e che ad oggi sono 17 le nuove attività avviate ammesse al sostegno di questa nuova misura sperimentale, per un ammontare di risorse concesse pari ad euro 279.492,. L’assessore ha poi illustrato la seconda misura a sostegno di micro imprese esistenti nell’entroterra, che ha una dotazione di euro 4.600.000 e ha aggiunto che è stata approvata una misura dedicata a sostenere i piccoli esercizi commerciali dell’entroterra con una dotazione di euro 912.060
Distaccamenti nautici dei Vigili del Fuoco in Liguria
Stefano Giordano (Mov5Stelle) ha chiesto alla Giunta di attivarsi presso Governo, Ministero dell’Interno, Prefettura, Autorità di Sistema Portuale affinché venga confermata e garantita la piena operatività dei distaccamenti nautici nella Regione. Il consigliere ha ricordato che questi servizi sono chiamati a intervenire in caso di incendi, incidenti in ambito marittimo e portuale, emergenze industriali, sversamenti, soccorsi a persone, criticità su imbarcazioni, infrastrutture, pontili, banchine e aree di movimentazione merci ma che sia il polo a Multedo che al Gadda sono carenti di personale.
L’assessore ai porti Alessio Piana ha rilevato che il tema è di assoluta rilevanza per il territorio, ma ha ricordato che il corpo nazionale di vigili del fuoco rientra nelle competenze esclusive dello Stato e del ministero degli interni e che, pertanto, la Regione non dispone di competenze dirette per quanto riguarda l’organizzazione e le scelte operative.
Sicurezza nel Municipio Centro Est di Genova
Gianni Pastorino (Andrea Orlando Presidente) ha chiesto alla Giunta se non ritenga necessario predisporre un piano straordinario di interventi, che veda un ruolo attivo di Regione Liguria e di ATS Liguria, per rafforzare la presa in carico sanitaria e sociale delle persone con problemi di tossicodipendenza nel centro storico di Genova, anche attraverso il potenziamento dei servizi territoriali e delle attività di intervento su strada, in risposta alle criticità emerse sia nell’incontro svoltosi in Prefettura sia nella recente assemblea pubblica. Il consigliere ha ricordato che all’incontro in Prefettura non erano presenti rappresentanti della Regione.
L’assessore alla sicurezza Paolo Ripamonti ha illustrato nel dettaglio le azioni svolte dall’Unità di strada “Fenice” e la dotazione organica dei servizi SerD. L’assessore ha sottolineato che si registra un aumento degli utenti giovanissimi e ha sottolineato che le problematiche riscontrate nei vicoli non possono essere ridotte al solo consumo di crack, ma che si tratta di situazioni di elevata complessità clinica e sociale. Ripamonti ha illustrato le attività svolte da Asl 3 e ha ricordato l’incremento della spesa destinato alla Unità di strada “Progetto Fenice”, che svolge interventi di prossimità nelle aree a maggior degrado, che è passato da 145 mila a 255 mila euro.
Materiale di scavo dello scolmatore del torrente Bisagno
Su questo argomento sono state presentate due interrogazioni: una da Simone D’Angelo (Pd) e la seconda da Armando Sanna (Pd).
D’Angelo ha chiesto alla Giunta la destinazione del materiale di scavo non idoneo al ripascimento degli arenili e se la funzione del previsto impianto di trattamento e lavaggio del materiale debba essere rivista. Il consigliere ha ricordato che ARPAL aveva previsto un impianto di trattamento/lavaggio del materiale di scavo, finalizzato al suo recupero, ma non sarebbe chiaro se l’impianto sia in fase di realizzazione oppure se la sua funzione debba essere rivista alla luce della non idoneità del materiale al ripascimento.
Sanna ha chiesto alla Giunta fondi straordinari per consentire alle amministrazioni interessate, l’acquisto sul mercato di materiale idoneo al ripascimento delle spiagge. Il consigliere ha ricordato che Il piano originario dello Scolmatore prevedeva il riutilizzo dei quasi 700 mila metri cubi di terre e rocce da scavo prodotti per interventi di ripascimento degli arenili e delle spiagge della Liguria ma che successivamente, a causa dell’alta percentuale di argilla e della qualità geotecnica complessiva del materiale , lo smarino dello Scolmatore è stato dichiarato non idoneo al ripascimento impedendo l’apporto di materiale gratuito su cui diversi enti locali costieri facevano affidamento.
L’assessore alle infrastrutture e difesa del suolo Giacomo Giampedrone ha rilevato che occorre tenere presente se il materiale non è idoneo ad un reimpiego specifico e che questa verifica rappresenta una priorità. Giampedrone ha garantito che si sta lavorando proprio in questa direzione di massima garanzia e che, secondo alcune interlocuzioni, potrebbe essere possibile il recupero di una parte del materiale.
Esclusione di Comuni liguri dal nuovo elenco dei Comuni montani
Jan Casella (Avs) ha chiesto alla Giunta di assumere una posizione formale di sostegno nei confronti delle iniziative promosse dai Comuni liguri esclusi dal nuovo elenco dei Comuni montani, anche nell’ambito dei giudizi amministrativi pendenti, ovvero attraverso ogni altra iniziativa istituzionale utile alla tutela dei territori interessati e al mantenimento del loro riconoscimento di montanità. La nuova normativa, secondo Casella, avendo modificato i criteri di classificazione dei comuni montani, determinerebbe di fatto l’esclusione di numerosi Comuni liguri storicamente riconosciuti come montani, ignorando molti altri fattori.
Ha risposto l’assessore all’entroterra Alessandro Piana ha illustrato le iniziative assunte per venire incontro alle esigenze dei Comuni dell’entroterra dopo la iniziale classificazione del governo che – ha detto – ha un saldo negativo rispetto al passato. Piana ha dichiarato di avere chiesto in più incontri con il ministro che sia riconosciuta la particolarità orografica della Liguria per poter accedere a fondi da destinare ai Comuni esclusi dalla classificazione di comuni montani


