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Sestri: la trebbiatrice che arriva dalla Cina e la coltivazione di cereali

Da Marco Laconte, promotore del progetto

Una piccola trebbiatrice per riportare i cereali nei territori terrazzati e favorire la riproduzione delle varietà tradizionali. È questo l’obiettivo della giornata organizzata dalla Comunità del cibo e
dell’agrobiodiversità Terre dei Bravin, in programma sabato 11 luglio, presso i campi coltivati
dall’Azienda Agricola La Ricolla a Villa Durazzo, nella Tenuta dell’Esedra di Sestri Levante.

L’iniziativa rappresenta molto più di una semplice trebbiatura: è la dimostrazione concreta di come sia possibile ricostruire una filiera cerealicola locale anche nei territori più difficili, attraverso la collaborazione tra contadini, la condivisione delle attrezzature e la valorizzazione delle varietà tradizionali.

Protagonista della giornata sarà una piccola trebbiatrice acquistata direttamente in Cina dopo oltre due anni di ricerche, studi e confronti tra numerosi modelli presenti sul mercato internazionale.
La scelta è ricaduta su questa macchina per due caratteristiche fondamentali.
La prima è la possibilità di trasportarla facilmente sui terrazzamenti e nei terreni dove le grandi
mietitrebbie non possono operare. In questi contesti il frumento viene ancora mietuto manualmente e una macchina leggera permette di effettuare la trebbiatura direttamente sul posto, evitando il trasporto dei covoni.
La seconda è la facilità di pulizia. Nel lavoro di riproduzione delle sementi è indispensabile
eliminare completamente ogni residuo di granella tra una varietà e l’altra, così da mantenere la
purezza varietale. Le normali macchine per la trebbiatura sementiera hanno spesso costi di molte
migliaia di euro, dimensioni importanti e pesi incompatibili con l’agricoltura terrazzata. Questa
trebbiatrice, invece, è costata poche centinaia di euro e rappresenta una soluzione semplice,
economica e adatta ai piccoli appezzamenti.
L’acquisto è stato sostenuto interamente con risorse proprie, senza ricorrere a finanziamenti
pubblici.

Una scelta che evidenzia anche un limite degli attuali sistemi di sostegno agli investimenti, generalmente orientati verso macchinari di grandi dimensioni e importi elevati, mentre nei territori complessi sarebbero spesso sufficienti micro-investimenti mirati per consentire ai contadini di continuare a coltivare.
La trebbiatrice entra ora a far parte del patrimonio del progetto Terre dei Bravin e sarà messa a
disposizione dei contadini della Comunità per sostenere la coltivazione dei cereali, la riproduzione
delle sementi e la selezione varietale.

Presso l’Azienda Agricola La Ricolla sono stati realizzati due percorsi distinti ma complementari.
Il primo è dedicato alla riproduzione delle sementi, con campi coltivati a Tosella, Tosella Rossa,
Saragolle Lucane e Gentil Rosso Aristato, mantenendo ogni varietà separata per garantirne la
purezza.
Il secondo è costituito da campi destinati alla produzione di granella per la trasformazione in farina,
con l’obiettivo di riportare queste varietà in coltivazione e renderle nuovamente disponibili per
l’alimentazione e la diffusione.
L’obiettivo del progetto è accompagnare ogni varietà lungo tutto il suo percorso: partire da un
pugno di semi, moltiplicarlo anno dopo anno, ottenere quantità sempre maggiori di semente e
arrivare infine a produzioni sufficienti per la trasformazione in farina e la vendita dei prodotti
ottenuti.
Terre dei Bravin vuole dimostrare che la tutela dell’agrobiodiversità non consiste soltanto nel
conservare le sementi, ma soprattutto nel coltivarle, selezionarle, riprodurle e renderle nuovamente
parte dell’agricoltura e dell’alimentazione dei nostri territori.

La giornata di sabato 11 luglio rappresenta un piccolo ma significativo passo in questa direzione:
una dimostrazione concreta di come ricerca, innovazione e collaborazione possano offrire nuove
opportunità ai territori terrazzati e all’agricoltura contadina.
Per Terre dei Bravin questa piccola trebbiatrice non è semplicemente una macchina agricola. È
uno strumento che permetterà ai contadini della Comunità di coltivare cereali, riprodurre sementi in purezza, selezionare le varietà e contribuire alla ricostruzione di una filiera cerealicola locale,
dimostrando che anche un micro-investimento, se pensato per le esigenze reali dei territori, può
produrre risultati di grande valore per l’agricoltura, il paesaggio e la biodiversità.

La giornata sarà anche l’occasione per mostrare come una rete di contadini possa condividere
conoscenze, sementi e attrezzature, mettendo al centro la collaborazione e la valorizzazione delle
varietà tradizionali. Un modello semplice, replicabile e accessibile, capace di restituire un futuro
alla cerealicoltura nei territori terrazzati e nelle aree marginali.

Di seguito link video trebbia in azione:

https://drive.google.com/file/d/10ZiJLvAV7ixX0z5iFAR0mgZXMo4r_6mc/view?usp=sharing