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Sestri- Levanto: Giorgio Pagano, un filosofo nella Resistenza

Dall’Associazione culturale Mediterraneo

Nei prossimi giorni si terranno due presentazioni del libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando Un filosofo nella Resistenza”: venerdì 12 giugno alle 17,30 a Sestri Levante (Genova) nella Sala Carlo Bo di Palazzo Fascie e domenica 14 giugno alle ore 17 a Levanto (Ospitalia del mare). In entrambe le occasioni l’autore dialogherà con Irene Guerrini del Comitato Scientifico dell’Istituto ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea.

La presentazione a Sestri Levante è organizzata dalla Sezione ANPI di Sestri Levante, dal Comune di Sestri Levante (Sistema museale e Sistema bibliotecario) e da Mediaterranei.

La presentazione a Levanto è organizzata dalla Sezione ANPI, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale. Interverranno il Sindaco Giambattista Acerbi e Martina Ferrari, insegnante, della Sezione ANPI di Levanto. Saranno presenti i familiari di Marco Fornesi, il sedicenne di Levanto che accompagnò Ennio Carando ai monti e fu con lui fino a pochi minuti prima della morte di Carando: un sacerdote riuscì a salvarlo quando era già davanti al plotone di esecuzione fascista.

Ennio Carando, piemontese nato a Pettinengo ma cresciuto a Bra, si formò come filosofo a Torino, dove fu allievo dei maestri di filosofia morale Erminio Juvalta e Piero Martinetti. Insegnò a Modena, Cuneo, Savona e, dall’ottobre 1942, al Liceo Classico Costa della Spezia. Ovunque formò “comunità” di studenti che diventarono partigiani e furono al suo fianco negli anni della Resistenza. Alla Spezia Carando rappresentò il PCI nel CLN provinciale, di cui fu il trascinatore dal settembre 1943 al luglio 1944, quando il comitato fu scoperto dai fascisti. Il professore, nonostante fosse ormai quasi cieco, decise di salire in montagna per fare il partigiano nel suo Piemonte. Fu ucciso dai fascisti, in seguito a una delazione, il 5 febbraio 1945 a Villafranca Piemonte, insieme al fratello Ettore, ufficiale, e a Leo Lanfranco, operaio della Fiat Mirafiori. Ennio Carando è Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Scrive Pagano nella Premessa: “La sua figura esprime un tratto caratteristico di tutti i movimenti di Resistenza: “La fiducia in un futuro politicamente migliore aveva, così alla sorgente come alla foce, la fiducia nella vita e nell’umanità”. E colpisce per il legame tra “la ferrea coerenza del suo pensiero” e il suo rivelarsi “nella capacità di promuovere e dirigere l’azione” per la libertà degli uomini: una concezione morale della vita che ci indica una direzione di “trascendenza” rispetto a un mondo sempre più disumanizzato e ci spinge verso quei nuovi progetti umanistici che stiamo ancora cercando.

Carando fu anche un insegnante straordinario. Un’esperienza irripetibile, ma che lascia segni difficili da cancellare, che ci riguardano e ci parlano ancora: l’arte maieutica fondata sul dialogo, l’impegno alla formazione globale del giovane e all’educazione delle menti all’analisi della complessità, contro ogni dogmatismo e ogni scorciatoia cognitiva. Nel tempo delle distanze generazionali, la vita di Carando ci rivela che quando docenti e studenti, e più in generale adulti e giovani, partecipano a grandi esperienze morali e politiche possono entrare a far parte di una stessa “comunità”.

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