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Regione: il Consiglio discute su un buco da 119,9 milioni e i tagli per ripianarlo

Dall’ufficio stampa del Consiglio regionale, la cronaca della sseduta odierna

Discussione su ratifica variazione al bilancio 2026-2028 della Regione Liguria 

Il Consiglio regionale di questa mattina si è aperto con la discussione in aula di un provvedimento licenziato ieri della I Commissione affari generali, istituzionali e bilancio: il disegno di legge 113 ”Ratifica del provvedimento di variazione al bilancio di previsione 2026-2028, adottato in via d’urgenza con deliberazione della Giunta regionale 23 aprile 2026, n.131, ai sensi dell’articolo 51 bis del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42)”.

Durante la mattinata si sono svolte le relazioni di maggioranza e minoranza.

Nella relazione di maggioranza Alessandro Bozzano (Noi moderati), presidente della I Commissione Affari generali, istituzionali e bilancio, ha detto: “Con questo atto, la Giunta regionale risponde a due esigenze finanziarie: da un lato, predisporre le necessarie coperture del disavanzo sanitario per l’anno 2025, entro il termine di legge del 30 aprile 2026; dall’altro, l’iscrizione delle poste di bilancio necessarie a garantire il versamento all’entrata del bilancio statale, entro il termine del 30 giugno di ciascun anno per il periodo 2026-2051, in stretta attuazione di quanto disposto dall’articolo 1, comma 641, della legge 199/2025.” Bozzano ha sottolineato che l’iter seguito si inserisce nella cornice del dettato normativo statale, esprimendo la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di “armonizzazione dei bilanci pubblici” come previsto dalla Costituzione.
Il testo di legge è stato approvato dalla I Commissione nella seduta dell’8 giugno.

Nel corso di un intervento lungo e articolato, durante il quale ha ribadito il voto contrario del Pd, Armando Sanna ha puntualizzato che la Giunta sta chiedendo al Consiglio di approvare un atto urgente senza averlo discusso prima. “Trattandosi di una variazione di bilancio, sarebbe stato opportuna una discussione politica, ma la Giunta aveva fretta e chiede una presa d’atto. Come sempre si cerca di derubricare un provvedimento a scelta tecnica, ma è una questione politica: c’è un buco di quasi 120 milioni dell’anno precedente e per coprirlo si tagliano risorse destinate ad altri servizi: 35 milioni dai conti della sanità per quest’anno, 22,6 milioni di riserve cuscinetto di sicurezza, quasi 7 milioni arretrati di Irpef e Irap, 20 milioni di accantonamenti da addizionali pagate dai liguri, infine 56 milioni derivano da tagli. In particolare: 7,4 milioni dallo sviluppo rurale, 4,3 milioni Por Fesr destinati a bandi per imprese del territorio, 3,2 milioni di investimenti per la transizione energetica, 3 milioni di fondi per cofinanziare programmi comunitari, 2,3 milioni che erano destinati al diritto allo studio, quasi 3 milioni sul sistema informatico della Regione e sul controllo strategico delle risorse finanziarie.”
Sanna ha aggiunto che lo scorso anno il Presidente Bucci aveva dichiarato un disavanzo di 19 milioni, che oggi risultano quasi 120. Il consigliere ha poi rimarcato che la principale attività del Consiglio regionale è “tappare i buchi” lasciati dal centrodestra, da Amt al Carlo Felice alla sanità. Sanna ha infine raffrontato i dati delle altre regioni e ha concluso  dicendo che la Liguria è fanalino di coda per le tasse più alte a livello nazionale e sottolineando: “La variazione di bilancio di oggi è fatta per evitare le sanzioni ministeriali che scattano quando il disavanzo raggiunge la soglia dei 120 milioni. La riforma sanitaria è fallita.”
“Politicamente – ha detto Stefano Giordano (Mov5Stelle) – discutiamo oggi il conto finale della gestione della sanità da parte della Giunta. Il dato che abbiamo davanti è chiarissimo: i 119,9 milioni di disavanzo raccontano la verità, completamente diversa da quella sempre dichiarata ai consiglieri e ai cittadini. Non può essere un incidente contabile che si verifica all’improvviso: è un fallimento politico. Mentre si discute il buco del 2025, nel 2026 cosa sta succedendo? Parliamo di cure e servizi. La responsabilità politica non si può usare a proprio piacimento: oggi il conto è arrivato e chiediamo i risultati della riforma sanitaria.” Giordano ha criticato il fatto che mentre i cittadini aspettano e i lavoratori della sanità e le strutture sono sotto pressione, la riforma avrebbe prodotto come effetto immediato solo nuovi incarichi di vertice. Anche la stampa – secondo il consigliere – non traccia un quadro positivo ed efficiente della nuova governance. Il piano sociosanitario, mandato avanti senza la condivisione dei territori, secondo Giordano, è al palo. Le case di comunità, a detta del consigliere, non sono state in molti casi un vero potenziamento della sanità territoriale, ma un’operazione di immagine. Il consigliere ha inoltre chiesto alla Giunta di spiegare come e da dove si è originato il disavanzo e ha rilevato: “La Liguria ha caratteristiche particolari, soprattutto l’invecchiamento della popolazione e le cronicità, che il riparto nazionale dovrebbe riconoscere. La Giunta appartiene allo stesso colore politico del Governo. Ci vuole un atto di coraggio: chiedere a Roma di investire di più sulla salute e meno sulle armi”. Secondo Giordano il sistema è al collasso, si tratta di un’emergenza vera e propria e la situazione non è più accettabile.

Selena Candia (Avs) ha ricordato come a marzo 2025 Bucci si sia presentato in Consiglio dichiarando che il disavanzo sanitario ammontava a 19 milioni di euro, parlando di “buchetto”. “Dopo 15 mesi la situazione è sfuggita al controllo e quindi Bucci non è il bravo manager che ha sempre detto, oppure ha mentito, oppure si è perso uno zero”. La consigliera ha paventato come le Regioni che hanno un disavanzo così alto possano essere commissariate e ha affermato che si tratta del peggior risultato in undici anni di governo di centrodestra, certificate dai numeri. Candia ha citato anche la Corte dei Conti, che nel 2025 aveva scritto che quello della Regione Liguria è un disavanzo “strutturale”:
questa visione è dimostrata dalle fonti finanziarie a cui la Giunta ha attinto per coprire il disavanzo 2025, che fa riferimento a risorse straordinarie. Candia ha parlato delle tante richieste in arrivo da varie parti del territorio alle quali non è possibile rispondere per mancanza di risorse. “Riguardo ai tempi di attesa, Bucci ha dichiarato che i dati statistici attestano un azzeramento, ma non è la realtà: si prendono in considerazione solo le prime visite e solamente di alcune tipologie. Non si dice la verità”. Tra le criticità, Candia ha citato la carenza di pediatri e ha letto in aula numerose testimonianze di cittadini che hanno avuto problemi con le liste d’attesa. Candia ha insistito sul fatto che il disavanzo è stato coperto anche con fondi PNRR, che erano destinati a sviluppi e innovazioni e che oltretutto in futuro non saranno disponibili.

Giovanni Battista Pastorino (Andrea Orlando Presidente) ha rilevato che anche altre regioni, come Lombardia ed Emilia -Romagna, hanno presentato un disavanzo nella sanità e si tratta di enti che hanno capacità finanziarie più elevate della Liguria. “Condivido quanto detto dall’assessore al bilancio Claudia Morich in commissione, e cioè che i finanziamenti alla sanità sono insufficienti e si tratta di un problema ormai strutturale. Nei paesi più avanzati i fondi destinati alla sanità sono più alti. La Liguria, inoltre, ha una popolazione particolarmente anziana, con elevate situazioni di cronicità che necessitano di cure territoriali.” Pastorino ha ribadito il problema della carenza di medici di medicina generale all’interno delle case di comunità e della mancanza di copertura di molti servizi. Il consigliere ha inoltre chiesto quale sia la qualità della spesa sanitaria, perché molte classifiche periodiche relative ai servizi sanitari attestano come la Liguria sia spesso fanalino di coda del Nord Italia. Anche gli operatori sanitari, secondo Pastorino, non sono soddisfatti della riforma, in cui “il personale sembra essere un effetto collaterale”. Pastorino ha auspicato una discussione affrontata con tempi e modi più consoni e non nell’ambito di un provvedimento approvato d’urgenza.

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Approvata la ratifica di variazione al bilancio di previsione 2026-2028

Con 17 voti a favore e 12 voti contrari (Pd, Avs, Andrea Orlando Presidente e Mov5Stelle) è stato approvato il disegno di legge 113 ”Ratifica del provvedimento di variazione al bilancio di previsione 2026-2028, adottato in via d’urgenza con deliberazione della Giunta regionale 23 aprile 2026, n.131, ai sensi dell’articolo 51 bis del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42)”.
L’articolo 51 bis del d.lgs. 118/2011 legittima le Regioni ad adottare variazioni di bilancio d’urgenza, tramite deliberazione di Giunta regionale motivata e pone il vincolo della successiva ratifica consiliare entro i sessanta giorni successivi, pena la decadenza.
La delibera della Giunta n.131, approvata il 23 aprile scorso, apporta variazioni al bilancio 2026-2028 della Regione Liguria per rispondere all’esigenza di coprire il disavanzo sanitario rilevato nell’esercizio 2025 e per adeguare il bilancio alle nuove disposizioni normative nazionali e regionali, tra cui la cancellazione delle rate delle anticipazioni di liquidità e la riduzione del ricorso alla finanza pubblica. In particolare prevede interventi per il ripiano del disavanzo sanitario con specifiche fonti di entrata e spesa: maggiori entrate fiscali (arretrati 2024) (6,1 milioni di euro), applicazione avanzo vincolato (22,6 milioni di euro), variazioni compensative nella spesa (56,2 milioni di euro), fondo integrativo aggiuntivo corrente per la sanità (l.r. 13/2021) (35 milioni di euro) per una copertura complessiva di 119,9 milioni di euro.

La norma non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, ma costituisce una conferma di variazioni di bilancio già adottate e già provviste delle relative coperture finanziarie. Nella discussione sul provvedimento, proseguita per tutto il pomeriggio, sono intervenuti diversi consiglieri di entrambi gli schieramenti.

Carola Baruzzo (Pd), vicepresidente della I Commissione, ha chiesto una spiegazione per capire cosa è accaduto tra la rappresentazione della realtà di marzo 2025 e il provvedimento portato oggi in aula. La riforma della sanità avrebbe dovuto rafforzare la governance del sistema e rendere più efficiente l’organizzazione. La consigliera ha detto che una sanità sostenibile deve poggiare su fondi strutturali e ha espresso preoccupazione per gli anni a venire, chiedendo quindi una ricostruzione puntuale delle cause che hanno condotto al disavanzo.
Federico Romeo (Pd) ha contestato l’uso della procedura d’urgenza e ha chiesto quando la Giunta abbia scoperto l’entità del disavanzo e ha chiesto come mai il Consiglio regionale non sia stato coinvolto prima. Romeo ha inoltre rimarcato che tra le risorse destinate a ripianare il disavanzo, c’è il fondo istituito appositamente per sostenere la sanità, che viene interamente inghiottito dal deficit. “Quale margine residuo – ha detto Romeo – rimarrà per le spese future a cui la Regione andrà incontro, se oggi usiamo tutte le risorse e i risparmi per ripianare i conti del 2025? La spesa della sanità e le scelte della Giunta sono fuori controllo.”
Secondo Enrico Ioculano (Pd) è difficile capire quale sia la strategia della Giunta, che “Ha difficoltà a prendere atto della realtà oggettiva e non capisce come è strutturato il servizio sanitario”. A fronte di un chiaro indebitamento, la Giunta, secondo Ioculano, ha tentato di attuare una riforma di cui non si sa quale sia la portata in termini di risparmio.
Secondo il consigliere la Giunta non ha avuto il coraggio di fare scelte politiche intervenendo sui servizi e Bucci avrebbe sbagliato annunciando alla stampa la sua intenzione di non ricandidarsi. Ioculano ha quindi auspicato che la Giunta sappia far valere il proprio peso politico e ottenere maggiori fondi dal Governo.
Katia Piccardo (Pd) ha detto: “Assistiamo a una manovra disperata, che si contraddistingue per grande miopia: sotto la scure spariranno i soldi per la formazione, per lo sviluppo rurale e per l’efficienza energetica, per esempio. Si tagliano risorse preziose anche per aiutare i comuni ad accedere ai fondi europei. Siamo maglietta nera in Europa.”

Annunciando il voto favorevole del gruppo, Matteo Campora (Vince Liguria) è intervenuto dicendo di aver notato imprecisioni nei discorsi dell’opposizione e ha detto che nessuno ha fatto proposte. Ha poi parlato di “disavanzo buono, poiché si tratta di un disavanzo coperto e si tratta di soldi investiti per la prevenzione e per la salute.” È un tema complicato, anche in altre regioni ci sono disavanzi, ma nel momento in cui sono coperti non ci sono buchi”. Secondo Campora il processo di trasformazione della sanità è facile criticare, ma per vedere gli effetti della riforma ci vuole tempo.
Simone D’Angelo (Pd) ha parlato di “grandi contraddizioni” e ha accusato Bucci di avere mentito ai cittadini riguardo al disavanzo. “Il presidente Bucci, che ha annunciato la sua intenzione di non ricandidarsi, può lasciare la Regione anche subito. Le liste di attesa sono fuori controllo, gli operatori sanitari sono celebrati come eroi, quando vorrebbero solo il diritto di lavorare normalmente.” D’Angelo ha chiesto alla Giunta un’azione di trasparenza.

Rocco Invernizzi (Fdi) ha rimarcato che il Governo Meloni ha alzato le risorse per la spesa sanitaria delle regioni. “Oggi con l’assistenza domiciliare integrata vengono raggiunti molti cittadini. Le case di comunità in Liguria sono state tutte completate con i medici di famiglia, garantendo un servizio capillare. Le liste di attesa sono migliorate ed entro fine mandato saranno azzerate.” Invernizzi ha ricordato che storicamente il disavanzo più alto lo aveva segnato la Giunta Burlando e ha chiesto all’opposizione di fare squadra.
Jan Casella (Avs) ha detto che domani molte persone faranno domande concrete sulla seduta di oggi e che non avrà risposte positive. “Dovrò invece rispondere che anche oggi tappiamo un buco.” Bucci, con piglio manageriale, aveva promesso riaperture che poi non ci sono state.
Carlo Bagnasco (Forza Italia Berlusconi) ha sottolineato che non sono state messe le mani nelle tasche dei contribuenti e che la Liguria è una delle poche Regioni che non aumentano la pressione fiscale. Ringraziando l’assessore Morich per il suo contributo e la sua competenza, Bagnasco ha annunciato voto positivo e ha auspicato “sulla salute dei cittadini occorre essere uniti”.
Davide Natale (Pd) ha detto che tecnicamente il disavanzo della sanità ammonta a 130 milioni, se si legge bene la manovra: sono state “raschiate” anche le risorse destinate agli immigrati. Natale ha ricordato che Toti stesso ha detto di essere in apprensione per le sorti della Regione. Secondo Natale non è vero che la Giunta non ha messo le mani nelle tasche dei cittadini, perché oggi i liguri per curarsi devono pagare cure private: “Questa è una vergogna, una tassa occulta”.
Marco Frascatore (Orgoglio Liguria – Bucci Presidente) ha dichiarato che l’amministrazione regionale ha un’ottima capacità di intervento e ha citato, tra le cose fatte, l’aumento dell’offerta sanitaria per le liste di attesa, l’acquisto del macchinario per la chirurgia robotica per l’Asl 2 e 5 e l’apertura – con fondi PNRR – delle case di comunità: “E siamo una delle poche regioni che lo hanno fatto”.
Armando Biasi (Lega Liguria Salvini) ha parlato di ratifica di un atto tecnico che porta in dote una scelta politica. Biasi ha criticato l’atteggiamento di chi viene in aula per parlare ai propri elettori e ai giornali, non per riconoscere cosa sia davvero meglio per i cittadini. “Non è corretto dire che si tolgono soldi da alcuni capitoli per ripianare il disavanzo, come se tutto fosse catastrofico e come se i soldi venissero sperperati. In realtà sono risorse che sono state investite.”
Federico Bogliolo (Vince Liguria) ha posto l’accento sulla responsabilità e l’onere di fare scelte per rispondere ai bisogni dei cittadini. Abbiamo a disposizione per il 2026 120 milioni di euro da investire. “Oggi dobbiamo motivare la ratifica con una comunicazione corretta: si parla dei nuovi ospedali, del rafforzamento della medicina territoriale, delle case di comunità. Che si debba migliorare è un dato di fatto, però gli elementi oggettivi – e non sono solo dati statistici, ci sono anche rapporti Agenas e Istat – per dire che la Liguria sta facendo bene ci sono. Non è tutto perfetto, ma il lavoro che stiamo facendo dal punto di vista di investimenti e della gestione amministrativa va nella direzione giusta.”
Gianmarco Medusei (FdI) ha detto che oggi in aula non ci sono stati interventi tecnici, ma solo sfoghi politici. “Per mantenere e garantire più servizi ai cittadini sono necessari investimenti, ci sono dei costi da sostenere. Questo disegno di legge di ratifica è un atto tecnico.”
Andrea Orlando (Pd) ha detto: “Non attribuisco i problemi strutturali all’amministrazione, ma in Commissione l’assessore Morich ha posto problemi reali: il fondo nazionale è insufficiente e la Liguria ha dei problemi strutturali”. Orlando ha detto che Bucci, in campagna elettorale, ha promesso di tenere aperte tutte le strutture, ma – in buona fede – non ha riconosciuto la realtà e quindi ha perso l’occasione di analizzare i motivi per cui la spesa sanitaria cresce. “Adesso nasconde la polvere sotto al tappeto e per rimediare accentra i controlli sulla spesa.” Il consigliere ha quindi avanzato la proposta di un tavolo per analizzare gli elementi che determinano la crescita della spesa sanitaria.
Lilli Lauro (FdI) ha detto che l’amministrazione sta facendo un grande sforzo per migliorare la sanità e aumentare il benessere dei cittadini, anche chiedendo ulteriori risorse al Governo. Secondo Lauro: “La campagna di comunicazione sulle case di comunità ha funzionato, la gente ha finalmente capito che può rivolgersi a queste strutture, anziché andare in pronto soccorso e attendere per ore con un codice bianco”.
Secondo Alessandro Bozzano (Noi moderati) la crescita della spesa sanitaria può essere in parte razionalizzata, ma resta fisiologica.
L’assessore al bilancio Claudia Morich ha puntualizzato: “Mi ha stupita, che prima ancora dell’illustrazione nella seduta di Commissione di lunedì, fossero già usciti articoli sui giornali che riportavano la posizione dell’opposizione e gridavano allo scandalo per il disavanzo di 120 milioni.” E ha aggiunto: “Sono un tecnico, ma so cos’è la politica e per me è la responsabilità di operare scelte per il bene e nell’interesse dei cittadini e credo che questo si faccia in primo luogo raccontando la verità.
I membri della Commissione ieri non hanno preso atto di quanto ho dichiarato. Ieri ho detto chiaramente – e il presidente Bozzano l’ha sottolineato poco fa – che in data 4 giugno, con il disegno di legge di assestamento di bilancio approvato in Giunta e già trasmesso al Consiglio, i capitoli utilizzati temporaneamente per coprire il fabbisogno ulteriore della sanità sono stati ripristinati. Credo che raccontare ai cittadini che stiamo tagliando voci di bilancio, senza aggiungere che il disegno di legge di assestamento le ha già ripristinate, sia non dire la verità ai cittadini. Dare informazioni fuorvianti non è buona politica. Noi abbiamo il dovere di monitorare la spesa sanitaria e quando occorre intervenire. Dire che 120 milioni sono stati usati per coprire il buco, come se fosse un’entità che inghiotte soldi, mentre avremmo potuto assumere infermieri o acquistare attrezzature è sbagliato. Il “buco” – che io chiamo “fabbisogno ulteriore” – è dato proprio dalla sanità: sono soldi che sono stati spesi per il personale e per le attrezzature, ad esempio. Abbiamo scelto di ripianare il disavanzo e di farlo senza nessuna ulteriore tassa. Oggi la minoranza ha raccontato bugie ai cittadini.”