"Un percorso di benessere globale"
|Rapallo, ‘Santa’: teatro contro la solitudine: “AttivaMente” dà voce agli over 65
A Rapallo e Santa Margherita Ligure il teatro viene usato non come semplice occasione di spettacolo, ma come strumento di benessere, relazione e contrasto alla solitudine. È questo il senso di “AttivaMente”, il progetto promosso dall’associazione ScenAperta e rivolto in particolare alla popolazione over 65, che si è concluso anche quest’anno con due momenti di restituzione pubblica nei due territori. Federico Ortona, che ne racconta l’impianto e lo sviluppo, insiste su un punto preciso: “Più che un laboratorio teatrale, AttivaMente si configura come un percorso di benessere globale, in cui il teatro diventa strumento educativo, relazionale e sociale”.
Il cuore del progetto sta nei tre assi che lo sorreggono: memoria, movimento e relazioni. Il teatro, in questa impostazione, non è il fine ma il mezzo, perché serve “a stimolare le funzioni cognitive e motorie, sostenere la creatività e, soprattutto, contrastare l’isolamento favorendo la costruzione di legami significativi”. È una visione che ScenAperta colloca dentro un’idea ampia di salute, intesa come benessere fisico, mentale e sociale, dove il lavoro teatrale si intreccia con attenzione al corpo, alla memoria, all’ascolto e alla relazione.
Ortona descrive ScenAperta, nata nel 2024, come una realtà costruita dall’incontro tra competenze teatrali, educative e psicologiche, capace di portare avanti “un’idea di teatro inclusivo e di comunità, capace di adattarsi ai diversi contesti e bisogni”. In questo quadro richiama anche le parole della presidente Anna Contarini: “Il teatro non è solo spettacolo, ma un mediatore che permette di lavorare su di sé e sulla relazione con gli altri, generando processi di crescita individuale e collettiva”. Accanto a Contarini lavorano Marta Grandi, Barbara Marino, Ciro Pennino, lo stesso Federico Ortona e, nell’ultima edizione, la dottoressa Giorgia Bertonati, che ha introdotto attività di ginnastica mentale.
Gli incontri, spiega ancora Ortona, sono stati pensati come “veri e propri laboratori di allenamento globale della persona”: esercizi su memoria e attenzione, lavoro sul corpo e sulla voce, esplorazioni ritmiche e immaginative, sempre dentro “un contesto di gruppo fondato su fiducia, rispetto e cooperazione”. Il principio condiviso è stato formulato con una regola molto semplice: “ognuno fa come può, come si sente”. Particolare attenzione è stata riservata agli over 65, in una chiave di invecchiamento attivo e di contrasto a quella che nel testo viene indicata come una delle principali criticità sociali contemporanee, la solitudine.
Sul territorio, il progetto si è sviluppato in due modi distinti ma convergenti. A Santa Margherita Ligure grazie al sostegno del Comune, attraverso gli assessori Alessandro De Giovanni e Andrea Turrin, con un finanziamento attivato tramite i Servizi Bibliotecari, e con la collaborazione della Fondazione Il Mondo Onlus negli spazi di via dell’Arco. A Rapallo, invece, grazie al supporto del dottor Giorgio Piastra e alla collaborazione della parrocchia di Sant’Anna con don Jacopo De Vecchi e della Casa della Gioventù con don Stefano Curotto e don Tommaso Mazza.
Il punto finale, nel racconto di Federico Ortona, è forse anche il più importante. Le restituzioni conclusive, scrive, “non sono da intendersi come spettacoli nel senso tradizionale, ma come aperture al pubblico di un processo”. E aggiunge: “Ciò che viene condiviso non è tanto il risultato performativo, quanto il percorso vissuto: un’esperienza collettiva che mette in scena relazioni, trasformazioni e possibilità”. È qui che, secondo ScenAperta, si coglie “il senso più profondo di AttivaMente: il teatro che esce dai luoghi convenzionali per diventare pratica quotidiana di benessere e comunità, capace di dare voce, spazio e dignità espressiva anche a chi rischia di restare ai margini”.


