Logo
Varese: “Pescabimbo 2026”, grande partecipazione

Da Marco Garibaldi

Grande partecipazione ieri pomeriggio al Laghetto del Mulino della Riviera di Varese Ligure per “Pescabimbo 2026”, l’iniziativa promossa dall’Associazione Dilettantistica Pesca Sportiva Varesina in collaborazione con Fipsas – Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee, dedicata ai più piccoli per avvicinarli al mondo della pesca sportiva e alla conoscenza dell’ambiente fluviale.

Una trentina di bambini, accompagnati dai loro genitori, hanno preso parte all’iniziativa, seguendo una lezione teorica introduttiva e cimentandosi poi in una prova pratica di pesca alla trota, guidati da istruttori federali certificati.

Un risultato che ha superato le aspettative degli organizzatori e che conferma quanto ci sia ancora interesse, curiosità e voglia di far conoscere alle nuove generazioni attività profondamente legate al territorio.

“L’idea – ha raccontato Frenchi Ginocchio, anima storica dell’Associazione Pesca Sportiva Varesina – è nata grazie alla Fipsas e alla volontà di provare a coinvolgere i più giovani in uno sport bellissimo, trasmettendo una passione che rischia altrimenti di andare perduta. Noi siamo una generazione che deve lasciare in eredità questa realtà a qualcuno che abbia voglia di portarla avanti”.

L’Associazione Pesca Sportiva Varesina rappresenta infatti una realtà storica del territorio, tra le più longeve della provincia spezzina. Il Laghetto stesso è il frutto di una storia di volontariato e comunità: nato oltre venticinque anni fa da un’intuizione condivisa con l’amministrazione comunale dell’epoca, è stato realizzato grazie all’impegno diretto dei volontari dell’associazione, tra falegnami, muratori, fabbri e artigiani che hanno contribuito concretamente alla sua costruzione.

Oggi il Laghetto del Mulino della Riviera non è soltanto uno spazio dedicato alla pesca sportiva, ma un piccolo presidio di socialità, aggregazione e rapporto con la natura, capace ancora di attrarre famiglie e bambini.

Eventi come quello di ieri dimostrano quanto queste realtà meritino di essere valorizzate e sostenute, perché custodiscono non solo una pratica sportiva, ma anche memoria, competenze e un pezzo importante dell’identità locale.