Rischio taglio corso e aumento dei contributi dei Comuni
|Città metropolitana: l’opposizione astenuta sul piano Amt, i motivi
Nel corso del Consiglio metropolitano, i consiglieri di centrodestra hanno scelto l’astensione sul piano di salvataggio di AMT, assumendo una posizione definita prudente, analoga a quella espressa ieri dal centrodestra in Consiglio comunale a Genova. Una scelta che non mette in discussione la necessità del piano, giudicato positivamente come strumento necessario per garantire la continuità del servizio, ma che nasce da una serie di preoccupazioni legate agli effetti concreti che le misure previste potrebbero avere sul territorio metropolitano. I gruppi di minoranza riconoscono che il piano rappresenta un passaggio importante ma è motivo di seria preoccupazione l’ipotesi dell’ingresso di un partner come Trenitalia, che potrebbe chiedere la conversione dei crediti vantati nei confronti di AMT, a causa degli effetti sulla gestione aziendale. Sottolineano, però, come la reale efficacia del piano dipenderà dall’attuazione delle singole azioni previste. Tra le principali criticità evidenziate vi è il rischio di un taglio delle corse, soprattutto nel servizio extraurbano, quello che interessa l’area della Città Metropolitana. Ipotesi che, se confermata, comporterebbe un impoverimento del servizio proprio nei territori più periferici, già oggi più fragili dal punto di vista della mobilità. Un altro nodo riguarda i possibili impatti economici sui Comuni: quelli che detengono partecipazioni in AMT — i comuni del Tigullio compreso Lavagna — potrebbero essere chiamati a nuovi conferimenti, mentre tutti gli altri Comuni dell’area metropolitana, che già versano contributi per garantire il trasporto pubblico locale, rischiano di dover incrementare le proprie quote. Le minoranze ringraziano Regione Liguria, che ha stanziato 40 milioni di euro a sostegno del piano e ha previsto strumenti di accompagnamento per i lavoratori prossimi alla pensione. Elementi indiscutibilmente positivi, restano aperti perplessità sulla tenuta economica complessiva dei Comuni e sulla qualità del servizio che sarà garantito nei prossimi anni. Per queste ragioni, spiegano, l’astensione rappresenta “un modo per non ostacolare l’avvio del percorso di risanamento e la posizione più equilibrata in questa fase, in attesa di vedere come si svilupperanno le azioni di dettagli individuate dal piano”.
I Consiglieri Metropolitani
Fabrizio Podestà

