Logo
Lettere/  “Lupo, buono o cattivo? Il parere di Michele Serra”

Da Pino Lanata

Lupo: problema o risorsa? Sbranato dai lupi, a duecento metri da casa nell’Appennino piacentino, il cane Osso di Michele Serra, notissimo scrittore, satirico/umorista, attento osservatore dei temi legati all’ambiente, alla natura, al territorio, autodefinitosi “fan del lupo”.

Riporto testualmente una sua dichiarazione contenuta in un articolo pubblicato dal Corriere della Sera martedì 5 maggio 2026: “Non si può vivere qui, me ne vado, ho esagerato, ho sbagliato, sono stato oltranzista. La natura è meravigliosa, ma troppo dura, esigente.”

Finalmente, un po’ di onestà.

Da tempo troppi giornalisti e opinionisti vari hanno cercato di dimostrare che il lupo è “buono”, che deve ritornare a governare il territorio, che deve essere il nuovo imperatore della natura con poteri assoluti indiscutibili di vita e di morte.

Questa è stata ed è una grande esagerazione perché nella tutela del lupo non c’era solo un interesse naturalistico, ma un grande interesse economico. Nel progetto Life WolfAlps EU sono stati investiti diversi milioni di euro che sono arrivati a pochi ma soprattutto sono stati dati in ben minima parte a chi vive e opera ancora sul territorio agro/silvo/pastorale.

“Serve equilibrio” dice Serra, lo dice solo ora però perché è stato coinvolto in prima persona nel problema predazione cani da parte dei lupi. Quando a morire erano i cani dei cacciatori forse gli andava bene; fino ad ieri la pensava ben diversamente e chi segnalava il problema lupo era additato di insensibilità, di cattiveria, di mancanza di rispetto per la natura.

Questa comunque è la reale conseguenza del muro contro muro da tempo voluto dagli animal/ambientalisti da scrivania.

Il lupo oggi sicuramente è in abbondanza (ha potuto mangiare bene animali selvatici, forse se avesse mangiato solo la carne dei supermercati avrebbe avuto problemi di salute!) sia ben chiaro però che alle porte di casa in città o in campagna non ci dovrebbe essere.

Speriamo che arrivi presto il giorno in cui i pro-lupo si mettano d’accordo con i pro- vita di campagna, per lavorare insieme per riportare serenità, per una convivenza sostenibile, per combattere bracconieri e avvelenatori del momento.

Bisogna in qualche modo far capire al lupo (quello vero, non ai molti ibridi ormai presenti) che prima di tutto ci deve essere la tutela dell’uomo e delle suo lavoro. Purtroppo oggi mi pare che troppi pensino più agli animali che al genere umano.

Immagine da una fototrappola della notte del 5 u.s., a pochi metri da una casa abitata di Vignolo Villa di Mezzanego