Di e con Massimo Minella e Danila Suzzi,
|Sori: “L’ultimo viaggio di Lord Byron” giovedì 12 a teatro
Dall’ufficio stampa del teatro Pubblico Ligure
“L’ultimo viaggio di Lord Byron” è il nuovo spettacolo di Massimo Minella e Danila Suzzi, al debutto giovedì 12 dicembre 2024 per il decimo anno di Soriteatro, stagione ideata e diretta da Sergio Maifredi al Teatro Comunale di Sori, nella Città Metropolitana di Genova. Nato da un inedito reportage nei luoghi frequentati da George Byron (1788-1824) tra Liguria e Grecia, lo porta in scena alle ore 21 lo stesso Massimo Minella, giornalista e scrittore, per ripercorrere l’esperienza umana e artistica del grande poeta del Romanticismo inglese a duecento anni dalla morte, nel lungo itinerario che lo condusse anche a Genova. È prodotto da Teatro Pubblico Ligure/Sergio Maifredi.
Nel foyer alle ore 19.30 appuntamento con l’Odissea per Sorilegge, “Due o tre cose che so/Odissea” con Sergio Maifredi. Soriteatro è prodotto da Teatro Pubblico Ligure con il sostegno del Comune di Sori e la collaborazione della Pro Loco Sori. I biglietti per lo spettacolo (20 euro intero, 17 euro ridotto e 10 euro studenti sotto i 26 anni) e per Sorilegge (10 euro, ingresso incluso nell’abbonamento, nel biglietto per la serata e sempre per gli studenti) sono disponibili sempre online www.mailticket.it, telefonando alla Pro Loco Sori 0185 700681 e direttamente al botteghino dalle 18 nelle sere di spettacolo. Abbonamento a 9 spettacoli 135 euro intero, 112.50 ridotto, 67.50 per studenti sotto i 26 anni. Informazioni e prenotazioni allo 010 8683183, su whatsapp al 329 0540950 o alla mail info@teatropubblicoligure.it. Aggiornamenti su www.teatropubblicoligure.it, sulla pagina Facebook e sul canale Instagram.
“L’ultimo viaggio di Lord Byron” è un mosaico che si compone di tante tessere. George Byron, di cui ricorre il secondo centenario della mortedue, è il più poliedrico dei tre grandi poeti inglesi romantici, John Keats e Percy Bysshe Shelley. Nella sua vasta produzione sono da citare “Manfred” (1817), “Il lamento di Tasso” (1817), “Don Giovanni” (1819-1824), poema rimasto incompleto e in cui si ispira alle ottave di Ariosto e Pulci. Byron è stato uomo di scandali, poeta della libertà, famoso nuotatore, licenzioso amatore, protagonista di una vita avventurosa.
Lo spettacolo ripercorre un lungo itinerario per mare e per terra che in realtà dura otto anni e si compone di tanti spostamenti che Byron compie dal 1816, quando lascia definitivamente l’Inghilterra, al 1824, quando trova la morte in Grecia. In mezzo c’è tutta la passione esplosiva, c’è il genio, c’è il suo scandaloso modo di vivere e di pensare che sconvolge i benpensanti e affascina gli spiriti liberi. Un nobile romantico che in fondo va soprattutto alla ricerca di se stesso, lasciandosi alle spalle la fama e la popolarità che derivano dalla sua produzione letteraria, e si mette alla ricerca di una nuova rotta. Per farlo, attraversa il continente europeo, sosta in Svizzera, a Ginevra, con la sua eterogenea compagnia fatta di poeti e poetesse, amici e amanti, e poi sceglie il fascino dell’Italia per mettere a punto le sue nuove sfide. Un’Italia ancora spezzata dalle tante monarchie che la governano, in cui Byron trova quegli aneliti di libertà che segneranno definitivamente la sua vita e la sua morte. Da Milano a Venezia, da Ravenna a Genova, Byron coltiva progetti e amori, fino al suo ultimo viaggio in Grecia.
Ha vissuto a Genova, ad Albaro, per quasi un anno, dall’inizio di ottobre del 1822 alla metà di luglio del 1823, dopo avere frequentato anche San Terenzo di Lerici, insieme all’amico Percy Bysshe Shelley e a sua moglie Mary Shelley. La loro presenza anticonformista ha lasciato un segno, tanto che da allora quel tratto di mare porta il nome di Golfo dei Poeti.
La nuova edizione di Sorilegge, da sempre dedicato ai libri, comprende tre appuntamenti dedicati ai grandi classici raccontati da Sergio Maifredi in “Due o tre cose che so: Iliade Odissea Eneide”. Dopo l’Iliade, giovedì 12 dicembre alle 19.30, nel foyer, si prosegue con Odissea, il poema omerico caposaldo della letteratura mondiale su cui Maifredi lavora ininterrottamente dagli anni Novanta e dal 2012 negli spettacoli del progetto “Odissea un racconto mediterraneo”, di cui sono stati cantori Giuseppe Cederna, Mario Incudine e Antonio Vasta, Paolo Rossi, Tullio Solenghi, Moni Ovadia, Maddalena Crippa, David Riondino e Dario Vergassola. I ventiquattro canti dell’Odissea di Omero sono stati concepiti come uno spettacolo a tappe. Ogni canto è affidato a un cantore con due richieste: fedeltà al testo originale e libertà nei commenti. Le parole antiche diventano uno strumento per comprendere il presente e la poesia dei versi risuona duemila anni dopo con la potenza di sempre. Il poema riportato all’oralità per cui è stato concepito, permette al pubblico di identificarsi in una comunità riunita per ascoltare una storia che riguarda tutti. Una straordinaria avventura fatta di coraggio, ideali, amore, smarrimento, amicizia, tradimento e ingegno.



