Rapallo: "Navi da crociera più lontane dalla costa" - LevanteNews
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Ambiente

Rapallo: “Navi da crociera più lontane dalla costa”

Generico agosto 2022

Da Isabella De Benedetti, consigliere comunale Cinque Stelle Rapallo (In questi giorni la Capitaneria sta facendo controlli per appurare la qualità dei “fumi” che gli armatori asseriscono essere vapore acqueo per eliminare le polveri ndr) 

Con l’arrivo dell’estate si è intensificato il passaggio – e la relativa sosta – delle navi da crociera nel Tigullio, sempre più di frequente ormeggiate nelle immediate vicinanze della città di Rapallo, all’interno di un golfo tanto bello quanto – come ahinoi noto – fragile.

A fronte di un beneficio tutto da verificare per l’indotto, riemergono in tutta evidenza i risaputi problemi ed i rischi che comportano il passaggio e lo stazionamento di questi giganti del mare: sia per la balneazione e la navigazione da diporto, sia per la fragilità ambientale del nostro mare e della nostra costa.

Queste giornate di piena estate e di poco vento consentono di verificare direttamente come, ad esempio, i fumi di quelle che appaiono come vere e proprie ciminiere di industrie galleggianti finiscano per incrementare lo smog cittadino, se già non bastasse quello causato da un traffico aggravato dalla permanenza di lavori nel periodo estivo. Per non parlare dell’impatto estetico e paesaggistico rispetto ad un golfo unico nella sua notoria bellezza naturale.

Come si pretende il corretto comportamento dei diportisti e dei turisti marini, è giunto il momento di chiedersi se non sia il caso di imporre a questi mega alberghi galleggianti adeguate regole di sicurezza e quindi, ad esempio, di stazionare ad una corretta distanza da terra, al fine di garantire sia la sicurezza di chi vive il mare, sia la salubrità ambientale del nostro tanto meraviglioso quanto fragile territorio.

Gli studi sugli effetti derivanti dal passaggio di questi giganti esistono, come altre realtà turistiche dimostrano (il caso Venezia è emblematico, senza voler pensare all’isola del Giglio); le proposte in ottica di tutela le abbiamo. E’ giunto il momento di formalizzarle: una adeguata distanza dalla costa (essendo le navi dotate di numerose e comode navette per i crocieristi); una attenta verifica degli effetti sull’ambiente, con particolare attenzione alla qualità dell’acqua – vanto della nostra costa – e dell’aria che respiriamo, oltre che del delicato ecosistema del nostro mare. Se si dettano regole rigorose per i nostri pescatori è giusto prevederne di analoghe ed adeguate per questi templi dello sfruttamento turistico a vantaggio delle multinazionali e che ben poco lasciano al nostro territorio, a parte i danni ed i rischi.