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Qui, 25 settembre

Lettere/ “Voglio andare a votare, ma non so per chi”

Da Pino Lanata

Passati i 70 anni, discendente di una famiglia che ha lottato per la libertà, single, pensionato ma ancora commerciante attivo che paga l’INPS e quanto altro, cacciatore convinto, pescatore dilettante, contadino della domenica, sempre rispettoso dei doveri del buon cittadino, per fortuna abbastanza in salute anche se per certi ambientalisti sono molto malato di parcofobia.

Ho studiato molto, ho fatto il servizio militare, ho lavorato giorno e notte, ho dato lavoro, ho pagato e pago tante tasse e imposte, ho avuto tanti importanti incarichi a livello locale, provinciale, regionale e nazionale.

Sono sempre stato un battitore libero; brontolone a tempo pieno;  non ho mai avuto tessere di partito.

Ho sempre saputo per chi votare. Qualche volta dubbioso e con qualche ripensamento; ma sempre sperando nell’affermazione del partito che avrebbe dovuto tutelare e rappresentare i miei ideali.

Splendidi i tempi del “Zac Zac Zaccagnini trionferà” che se non erro portò la DC nel 1975 al 38% contro il 35% del PCI di Berlinguer. Mitici i confronti elettorali basati su proposte di gestione diverse ma ben spiegate ai cittadini tutti.  Tribune elettorali interessanti con la pittoresca veemenza dialettica di Paietta, con “la politica del doppiopetto” di Almirante, con le ”convergenze parallele” di Moro, con il sarcasmo e le alchimie di Andreotti, con le profonde riflessioni di Spadolini e di Nenni, ecc.ecc.

Potevi scegliere: comunisti o democristiani o socialisti o repubblicani o liberali; sapevi bene da chi era rappresentata la destra estrema/fascista.

… ma poi i partiti sono partiti, per dove non si sa; perché sono spariti ha tentato di spiegarcelo la “tangentopoli” e così ci siamo trovati tanti movimenti opportunisti pronti a cavalcare solo i disagi e le contraddizioni del momento e nulla più; gruppi monopersonali per un’Italia Viva per una Europa Unita, per la Padania,  per le Stelle, picconatori, rottamatori, rottamati, nomi di persone nei simboli elettorali (idolatria?), …

A parole tutti antifascisti, tutti anticomunisti, tutti democratici, tutti più o meno europeisti, tutti filo patto atlantico e poi all’atto pratico del “cittadino” se ne sono, scusate il termine, fregati altamente; Illuso con promesse varie per avere il suo voto, poi buttato nella rumenta, con gli eletti chiusi nelle loro stanze con prebende varie.

Hanno fatto perdere alla mia generazione ogni entusiasmo; servono solo manager, robot, digitalizzazione estrema, ecc. ecc. Mi hanno tolto la libertà di caccia, di pesca; per fare il contadino della domenica occorrono patentini vari; hanno obbligato tutti ad avere un conto corrente senza interessi con tanti salassi  vari; il risparmio non dà reddito; le pensioni decenti sono bloccate; per pagare devi ricordarti il PIN; non devi confondere lo SPID con lo SPREAD; se vuoi qualche servizio devi prendere un appuntamento (ma le case d’appuntamento erano state chiuse!) e intanto grazie allo slogan “andrà tutto bene” siamo senza Governo ma con il PNRR si sistema tutto, e i soldi girano per i soliti; con un euro (1936 vecchie lire) non prendi nemmeno il caffè e  pensare che mio nonno, a chi comprava un fucile dal almeno 100lire, dava in regalo munizioni e accessori vari!

Bene o male Il diritto di voto è rimasto, andrò a votare ma non so per chi votare. Dovrei votare un robot, un computer o un server o una start up; Mattarella e Draghi non sono in lista!

 

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