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Chiavari: domani festa in piazza per Mirko Bettoli

Generico giugno 2022

Dall’ufficio stampa di Mirko Bettoli, candidato sindaco in Chiavari

Domani, venerdì 24 giugno, dalle ore 19 in Piazza San Giovanni si terrà la festa di conclusione della campagna elettorale di Mirko Bettoli, con musica, focaccia e vino bianco

“C’è un clima di fiducia crescente: concludiamo la campagna elettorale in piazza per ringraziare tutti i volontari e tutte le persone che ci hanno sostenuto in questi mesi” – commenta Mirko Bettoli.  È stata una campagna elettorale che ci ha visto sempre in mezzo alle persone. Un percorso lungo, ma fatto di partecipazione e di trasparenza. E lo voglio concludere insieme a tutti quelli che credono nel nostro progetto per Chiavari.  C’è un’alternativa di governo alla nostra città, domenica si può cambiare passo.”

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Scusandoci con l’interessato, pubblichiamo alcuni comunicati di Mirko Bettoli che per motivi tecnici abbiamo visualizzato solo oggi

“Una città disordinata, con opere abbandonate a sé stesse 

“Da tempo si vede una Chiavari disordinata, sporca e spesso abbandonata. Ne abbiamo parlato a lungo in questi mesi con i residenti, con i turisti e con i commercianti che lamentano un’incuria generalizzata, che in alcune aree della città peggiora a vista d’occhio.”

“Il mio sfidante al ballottaggio ha impostato la sua campagna elettorale all’insegna della continuità e dell’efficienza amministrativa, soprattutto per le opere e le manutenzioni. Evidentemente il mio avversario non lo fa, ma per chi gira la città, è evidente la sensazione di confusione del lavoro svolto nell’ultimo periodo” commenta così Mirko Bettoli, candidato Sindaco per Chiavari.

“Pensiamo alla nuova passeggiata mare, che pure ha valorizzato un’area che da troppi anni richiedeva un intervento drastico: è evidente però che sia una distesa di cemento, e che sembri lasciata a metà, senza alberi e zone di verde che permetterebbero a quella zona di diventare usufruibile per chiunque a qualunque ora della giornata.

Ancora più indicativi sono gli esempi che si possono notare tutti i giorni semplicemente girando per Chiavari: cartelli di lavori in corso lasciati ben oltre il tempo indicato, segnaletica vecchia e mal tenuta. Strisce pedonali gialle che indicano un cantiere, quando il cantiere è finito da mesi. Lavori di asfaltatura iniziati e portati avanti solo per metà. Per non parlare dei cantieri sulle piste ciclabili, un vero sperpero di denaro pubblico, o della situazione dei marciapiedi e delle barriere architettoniche, che rendono questa città inaccessibile per molti.”

Sono tutti segnali di disordine e di disattenzione alla cura quotidiana, quella cura che un’amministrazione dovrebbe invece mettere al primo posto.

È dall’attenzione, anche, a queste azioni che sembrano minime che si misura quanto un Comune è attento al benessere dei propri cittadini e quanto si voglia rendere una città vivibile e attrattiva per i turisti e nuovi residenti. Servono manutenzioni programmate, progetti condivisi, sistemi di segnalazioni di criticità e un piano del verde cittadino: l’attenzione alla città passa dalla cura quotidiana che ad oggi manca.
Serve discontinuità: programmazione ed efficienza, per un cambio di passo verso il futuro.”

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“Chiavari torni davvero la città degli studi e non delle scuole sparse”

“C’è un tema che più di altri è stato gestito in maniera fallimentare dall’attuale amministrazione ed è la scuola.

In ordine cronologico, l’ultima occasione mancata nei confronti degli studenti, delle loro famiglie e degli insegnanti: aver perso la possibilità di ottenere un finanziamento per la realizzazione di una nuova scuola. 800 milioni di euro a disposizione dal PNRR, 26 per la Liguria: Chiavari, che ha bisogno di nuove scuole, non ha progetti e spazi pronti, e quindi in quell’elenco non compare, perdendo quindi quelle risorse importanti per una mera incapacità di progettare il futuro.

In questi anni abbiamo assistito peraltro all’impoverimento vertiginoso del sistema scolastico chiavarese che da città degli studi è diventata giorno dopo giorno, anzi anno dopo anno, la città delle scuole sparse: ogni nuovo anno scolastico gli studenti e le loro famiglie vengono a conoscenza, solo a pochi giorni dall’inizio della scuola, del plesso scolastico dove saranno destinati. Il caos del Linguistico è solo l’esempio più grave, di una amministrazione che, con la scusa che “non si tratta di una propria competenza”, ha gestito gli studenti di Chiavari come pacchi postali, spostandoli da un edificio all’altro. Serve una forte regia, che deve essere comunale, e collabori attivamente con Città Metropolitana. In questi cinque anni, non c’è mai stata.

Per non parlare poi, in generale, del servizio offerto agli studenti. Più 3000 studenti ogni giorno arrivano a Chiavari, e che servizio viene dato loro? Nessuno.

Per questo serve discontinuità. per rendere Chiavari davvero la città degli studi: rendere ogni istituto perfettamente accessibile, a tutti; una nuova scuola per l’infanzia, la realizzazione di una ludoteca comunale, l’avvio della riorganizzazione degli istituti comprensivi comunali in una logica di maggiore equilibrio e valorizzazione. Per gli istituti superiori, un Piano con la città Metropolitana di Genova per il riordino degli spazi e la valorizzazione dei plessi. Un nuovo Polo scolastico per le superiori. L’attivazione di spazi pubblici a supporto di Chiavari città degli studi: servizi per gli studenti, biblioteca e spazi di studio e di socialità. Rafforzamento della figura dello psicologo scolastico, integrandolo sempre di più nella comunità educativa della città. Creazione della Carta dello studente, come strumento per sostenere con sconti, convenzioni e agevolazioni, l’accesso ai servizi culturali e sociali di economia di vicinato. E infine, un cambio di metodo: gli Stati Generali della scuola, come sede permanente di confronto con presidi, rappresentanti degli studenti, dei genitori e degli insegnanti per programmare insieme le iniziative per Chiavari come città degli studi, davvero.

Perché senza scuola, non c’è futuro.

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Il depuratore a Chiavari, tra rimpalli di competenze e costi lievitati per i cittadini

Mentre si svolge la campagna elettorale, l’iter autorizzativo del depuratore va avanti.

Un opera – come si apprende dagli ultimi documenti pubblicati – che costerà 120 milioni di euro (40 in più rispetto a quanto previsto inizialmente), che è stata autorizzata senza neppure un momento di presentazione alla cittadinanza.

In un rimpallo di competenze tra Regione e Comune negli ultimi mesi l’iter, nei fatti, si è concluso e si sta procedendo con le autorizzazioni.

Il caso del depuratore è forse l’esempio più lampante di quella mancanza di trasparenza e partecipazione di cui in questi mesi ho parlato.

In questi anni l’attuale amministrazione ha sempre sostenuto che l’impianto non avrebbe avuto un impatto ambientale, e negli ultimi mesi ha dovuto smentire sé stessa ammettendo che la parte terminale sarà a più di 8 metri sul livello del mare. Si parla di polo scolastico, ma nel progetto attuale l’edificio non compare (a meno che la scuola non sia anche quella interrata).  Si parla di parcheggi, ma come si gestiranno gli anni di cantieri nell’area e quale impatto avranno sulla vita cittadina? Non si parla più di condotte e tubazioni, per cui i residenti di Via Parma, ad oggi, non sanno se dovranno subire nuovi interventi sulla sede stradale, con inevitabili ripercussioni sul traffico e la qualità della vita. Non si sa neppure come si intende riqualificare l’area di Preli.

Quali altre sorprese i cittadini si ritroveranno, man mano che il progetto verrà svelato davvero?

 

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