Rapallo: appello di Leidaa contro l'abbandono di animali - LevanteNews
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Ogni anno in estate

Rapallo: appello di Leidaa contro l’abbandono di animali

Da Pietro Burzi, presidente della sezione Le.i.d.a.a. Rapallo e Golfo Tigullio

Arrivano le vacanze ed inizia il periodo dell’abbandono degli animali d’affezione, la LEIDAA sezione Golfo Tigullio, come ogni anno fa campagna contro questo modo di agire.

L’abbandono di animali costituisce un reato sia nei casi in cui l’animale venga intenzionalmente liberato in un luogo lontano dall’abituale abitazione che nel caso di affidamento a persona che non se ne occupi in modo adeguato.

Questa pratica, che la Dichiarazione universale dei diritti dell’animale all’articolo 6 definisce come “atto crudele e degradante”, purtroppo è abbastanza diffusa, soprattutto in certi periodi dell’anno come, ad esempio, i periodi di vacanza.

Si stima che ogni anno in Italia siano abbandonati una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, più dell’80% dei quali rischia di morire in incidenti, o di stenti (dati del 2021).

Il dispositivo dell’art. 727 del Codice penale il reato è punito con l’arresto fino ad un anno o con un’ammenda che vai 1000 ai 10,000 euro per chiunque abbandoni animali domestici, quindi un reato penale, ma diciamo noi anche un delitto morale.

Il reato di abbandono non scatta solo nei confronti del proprietario dell’animale, ma anche della persona che lo ha in custodia e se ne libera consapevolmente.

Vorremmo ricordare che anche prima del periodo estivo vacanziero, secondo un’indagine condotta lo scorso mese di maggio da Emg Different per Facile.it su un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni, nel periodo fra il 2020 ed il 2021 sono stati circa 3,4 milioni gli italiani che hanno adottato un cane, pari al 21,6% dei proprietari.

In Italia 3,5 milioni di italiani avrebbero preso con sé un animale da compagnia durante o dopo il primo lockdown, chi ha adottato un cane negli ultimi due anni ha detto di averlo fatto appositamente per alleggerire il lockdown ammettendo di averlo preso solo per aggirare i limiti alla mobilità imposti dal governo in quel periodo.

Per molti sicuramente è stata una scelta, ma non per tutti, se si considera che una volta archiviata la pandemia, oltre 117,000 proprietari hanno gettato la maschera e mostrato la loro reale identità, molti cani vengono restituiti ai canili da cui sono stati prelevati o affidandolo ad altri.

Dobbiamo chiarire che non si tratta di un abbandono vero e proprio, che costituisce anche un reato, il fatto è che molti, dovendo tornare in presenza al lavoro, si sono ritrovati nella condizioni di non poter più provvedere alla gestione del cane, ritenuta troppo complessa, e dunque sono entrati in gioco parenti o amici che li hanno presi in custodia, pensiamo che sui 117,000 cani allontanati, circa 40,000 sono stai restituiti al canile o regalati ad altri.

La scelta di adottare un animale da far entrare all’interno della nostra famiglia dovrebbe sempre essere una scelta molto ben ponderata, che prenda in considerazione non soltanto l’entusiasmo del momento, ma l’impegno e la responsabiltà che richiede tale scelta, ricordiamo che il cane è un essere senziente e non un peluche.

 

 

 

 

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