Lavagna: "Piana dell'Entella. Un vero disastro" - LevanteNews
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Lavagna: “Piana dell’Entella. Un vero disastro”

Meloni

Da Carla Bo, Portavoce Fratelli d’Italia Lavagna ( La Soprintendenza ha deciso in pochissimi giorni di dire no all’asta per la vendita di un terreno alla Palmaria, speriamo assumano anche la decisione per seggiun).

La settimana scorsa noi cittadini lavagnesi abbiamo accolto con soddisfazione
l’approvazione in Consiglio Comunale del mantenimento del vincolo agricolo
sulla Piana dell’Entella, sperando potesse essere un passo certo verso lo stop
allo scellerato progetto “diga”.
Invece, pochi giorni dopo, c’è stato per tutti un brusco risveglio e la nostra
Piana si trova ad essere un campo di battaglia, invece che di pregiati e
rinomati cavoli! Sono in corso infatti interventi di bonifica bellica sulla sponda
lavagnese dell’Entella, alla ricerca di eventuali residuati dell’ultima guerra
mondiale, si dice “in preparazione” ai lavori che saranno eseguiti in un
prossimo futuro.
Tutti attendiamo a breve il pronunciamento della Soprintendenza, per
l’apposizione del vincolo paesaggistico-ambientale sulla Piana, mentre ancora
non sono conclusi alcuni contenziosi circa le procedure di esproprio dei terreni.
Sembra inspiegabile, allora, questa fretta nel procedere con scavi e distruzioni,
noncuranti che su quei terreni ancora privati si trovino serre, orti e attività
economiche con cui intere famiglie si mantengono.
Oppure la devastazione della Piana, con la scusa della bonifica, è uno
stratagemma per inficiare l’apposizione del vincolo paesistico: se il bene da
proteggere non dovesse più sussistere (e dopo la devastazione che stanno
attuando ruspe ed escavatori resterà ben poco), a cosa verrebbe apposto?
Lo sfregio che si sta compiendo distrugge paesaggi naturali, oasi faunistica,
attività economiche e luoghi ricchi di storia e tradizioni antiche. Questo è
davvero un “oltraggio” alla città e ad un territorio che non ha mai chiesto e
desiderato un’opera del genere.
Lo scopo ultimo che si fa sempre più evidente non è certo la sicurezza del
territorio e la mitigazione del rischio idrogeologico, che si potrebbero ottenere
con modalità meno invasive, più moderne e funzionali.
La Politica, quella che si dichiara al servizio dei cittadini, ma abituata a ben
altre passerelle, dovrebbe venire a passeggiare sul nostro “Seggiun”.
Finché ci sarà.

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