Lavagna: "Cingolati devastano la piana dell'Entella; uno sfregio"" - LevanteNews
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Ambiente

Lavagna: “Cingolati devastano la piana dell’Entella; uno sfregio””

"La soverchiante retorica che celebra la bellezza del paesaggio, le potenzialità delle risorse naturali, la promozione dell'ambiente non è più sufficiente per celare quello che si presenta quale cruda realtà"

piana entella

Dal Circolo Cantiere Verde Legambiente

Uno sfregio alla storia, alla cultura, al paesaggio! Questo l’affronto subito dai cittadini di Lavagna e dagli abitanti dell’intero bacino del fiume Entella per le modalità esecutive e i tempi scelti: uno schiaffo alla comunità intera che da tempo mette in luce l’inutilità, la dannosità e la pericolosità della cosiddetta Diga Perfigli.

Il “blitz” atteso sotto Natale si è consumato in questi giorni con cingolati che hanno tracciato profondi solchi sui terreni che costeggiano il “seggiùn” schiacciando letteralmente tutto ciò che trovavano sul proprio cammino lasciando una scia di distruzione.

Quella della Piana dell’Entella testimonia l’ennesima vicenda frutto di una governance dei territori contraddittoria e fallace capace di generare pericolosi cortocircuiti ed è figlia di un’evidente inefficienza e di una manifesta inefficacia nella gestione del bene comune. Di pari passo procedono le vicende del Parco Nazionale di Portofino e del depuratore comprensoriale: grandi opere ed istanze di valenza nazionale che dovrebbero rappresentare baluardi di eccellenza in tempi di crisi climatica e sanitaria e tesi a favorire il benessere generale, la salvaguardia e tutela della salute, la promozione dell’intero comprensorio tracciando gli orizzonti di un futuro declinato all’insegna di una rinnovata consapevolezza e sensibilità ecologica.

Le tre grandi istanze ambientali di interesse superiore del Tigullio – la riserva naturale, la depurazione delle acque reflue, la salute del principale corso d’acqua – segnano il passo di fronte alla lucida follia burocratico-procedurale e languono in uno stato di perenne sospensione tra miopie politiche, incapacità decisionali, mai sopiti appetiti cementificatori, dubbi interessi affaristici ed economici settoriali.

La soverchiante retorica che celebra la bellezza del paesaggio, le potenzialità delle risorse naturali, la promozione dell’ambiente non è più sufficiente per celare quello che si presenta quale cruda realtà: il preoccupante abbandono dei terreni, il costante consumo di suolo, il grave dissesto idrogeologico, l’annoso inquinamento delle acque. La formidabile complessità del sistema ecologico non permette operazioni di ipocrito maquillage attraverso approcci parcellizzati che sono null’altro se non lo specchio di interessi del tutto particolari ed avulsi da uno sguardo d’insieme.

Una politica dal respiro corto, priva di una visione a medio e lungo termine, distante ed ostile dal sentire comune ci soffocherà nel fango e nel cemento.

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