Leivi: urgenze e tesori da riscoprire. Le riflessioni di Vittorio Centanaro - LevanteNews
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La collina degli ulivi

Leivi: urgenze e tesori da riscoprire. Le riflessioni di Vittorio Centanaro

"Abbiamo partecipato a iniziative nazionali sull'olio, tra cui il GirOlio, il Giro d'Italia delle Città dell'Olio, per la valorizzazione di un prodotto fondamentale e a tutela del territorio"

Collocata immediatamente alle spalle di Chiavari, la collina di Leivi fa parte dell’entroterra del Tigullio e come tale rispecchia tutti i mutamenti, le criticità e le opportunità di quest’area del Levante ligure. Ne abbiamo parlato con Vittorio Centanaro, che ne è sindaco ininterrottamente dal 2009.

Com’era Leivi nel 2009? Com’è oggi? “Leivi è cambiata, come del resto è cambiata la società italiana e le sue istituzioni, a tutti i livelli. In questi tredici anni, ho basato l’azione amministrativa sulla disponibilità quotidiana nei confronti dei cittadini e credo che già questo abbia rappresentato un passaggio importante: ascoltare e cercare, per quanto possibile, di risolvere le problematiche, di qualunque tipo siano. Alcuni esempi: l’attivazione del Coc, Centro operativo comunale, deputato alla gestione delle emergenze, che è diventato un punto di riferimento costante; l’adozione del nuovo Puc (Piano urbanistico comunale), che ha sostituito il vecchio piano di fabbricabilità, recependo le direttive di Regione e Città Metropolitana, da cui è stato approvato, dopo i diversi tentativi fatti dalle precedenti amministrazioni; la redazione di un piano di protezione civile in linea con le esigenze e le fragilità del nostro territorio”.

Ecco, parliamo dei problemi. “Il maggiore problema ha a che fare proprio col territorio, ossia la sua devastazione perpetrata dalla fauna selvatica a seguito dell’abbandono dei terreni. Una devastazione che aumenta a dismisura di giorno in giorno; vediamo agire indisturbatamente animali che prima non vivono qui (cinghiali e caprioli soprattutto) che costituiscono un danno enorme per l’agricoltura, impedendo la messa a dimora di qualsiasi coltivazione, e un grave fattore di rischio idrogeologico. Le frane e gli smottamenti che ne conseguono sono drammatici e vanno a coinvolgere non solo i versanti collinari ma anche le città, determinando continui disagi nella circolazione. Recintare tutto non è fattibile dal punto di vista economico nè sarebbe sufficiente”.

Che cosa chiedere alle istituzioni? “La competenza e l’equilibrio necessari per prendere decisioni vere e serie, nell’interesse dei cittadini. Non venditori di fumo o persone, in sede di Città Metropolitana, Regione e governo nazionale, che si ricordano dei territori solo in periodo pre-elettorale. I territori bisogna viverli, essere vicini alle esigenze della popolazione e alle relative richieste di cui noi amministratori siamo portavoce e come tali andremmo ascoltati per trovare insieme le soluzioni. La sicurezza di tutto il versante ligure, non solo di Leivi, è la criticità più evidente: dal crinale al mare i torrenti, anche a causa del cambiamento climatico, ingrossano, fuoriescono e creano danni sempre più frequenti e continui. All’ultima assemblea nazionale delle Città dell’Olio, lo scorso dicembre, ho esposto tale preoccupazione, legata alle caratteristiche geomorfologiche di una regione come la nostra, profondamente diversa da tutte le altre”.

Com’è stata valorizzata Leivi in quest’ultimo decennio? “Sia nei primi tempi che più di recente, la mia amministrazione si è adoperata per valorizzare quello che è Leivi. In questo obiettivo rientra, in ambito  sportivo, la creazione della gara podistica SuperLeivi; in quello culturale, il Premio Leivi di Poesia, che negli anni è salito via via di importanza, arrivando ad assumere caratteristiche nazionali; la rassegna musicale “Notti tra le Note” ad agosto, anch’essa avente un consenso sempre crescente. Con la costruzione di questi eventi abbiamo voluto dare attenzione alle arti, dando spazio a una dimensione molto significativa dell’esistenza, ancora di più in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando a causa della pandemia. Da questo punto di vista, avendo un’edilizia sparsa, Leivi ha consentito alle persone, nonostante le restrizioni, di uscire e quindi di fruire degli spazi della natura, offrendo benefici sia fisici che psicologici.

Abbiamo anche partecipato a iniziative nazionali sull’olio, tra cui il GirOlio, il Giro d’Italia delle Città dell’Olio, per la valorizzazione di un prodotto fondamentale e a tutela del territorio. Nel 2017, insieme a Chiavari e Cogorno, siamo stati Comunità Europea dello Sport e sede di numerose manifestazioni sportive di livello. Per quanto riguarda le infrastrutture, sono stati effettuati rilevanti interventi di messa in sicurezza delle strade, principali e secondarie, attraverso opere di palificazione, a garanzia della esigenze di viabilità. Parallelamente, in collaborazione con le Forze dell’Ordine di Chiavari, abbiamo potenziato il sistema di videosorveglianza, passando dalle 5/6 telecamere del 2009 alla ventina attuali”.

Quali sono le potenzialità su cui puntare? “Le potenzialità sono tante, deve però anche cambiare la mentalità di molti leivesi, affinchè si possa far leva sulle risorse paesistiche, di fruibilità e di vivibilità del territorio, sotto l’aspetto culturale e turistico. Questo non si fa se si chiudono i B&b e gli agriturismi. Vanno aperti, aumentati, qualificati, rigenerati e strutturati in modo tale che l’ospite si trovi bene e ritorni sul territorio, non facendo operazioni di speculazione per cui si apre e dopo due anni si chiude perchè così conviene. In diversi regioni italiane i B&b sono al primo posto tra le strutture ricettive, perchè ormai il turista viene per pochi giorni, durante i quali vuole conoscere il territorio, apprezzarne le peculiarità enogastronomiche e spostarsi da una zona all’altra, specie in occasione di un evento.  Date le sue caratteristiche di vicinanza al mare, alle città e ai collegamenti, Leivi potrebbe avere questa predisposizione. Ma bisogna, ribadisco, saper condividere le potenzialità che abbiamo”.