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Decisioone storica

Lavagna: diga Perfigli, il sostegno alla decisione del Consiglio comunale

Lo stesso sindaco Mangiante si era espresso in modo inequivocabile, quando più di un anno fa affermò che sulla piana non si sarebbe mai edificato; ciò richiedeva la formalizzazione di stasera

Proprio in questi minuti, il Consiglio Comunale di Lavagna è riunito per discutere in merito all’adozione della variante al Puc (Piano urbanistico comunale) riguardante il cambio di destinazione d’uso, da area edificabile ad area agricola, dei terreni presenti sulla piana dell’Entella. Intorno alle 18, in concomitanza con l’inizio della seduta, davanti a Palazzo Franzoni si sono dati appuntamento associazioni e singoli cittadini appartenenti al comitato civico “Giù le mani dal fiume Entella”, che da anni si è fatto promotore della ragioni del No alla costruzione della così detta “diga Perfigli” e ad ogni opera di cementificazione della piana.

“Auspico che la decisione di oggi faciliti il processo di apposizione del vincolo paesaggistico da parte della Soprintendenza; si tratta di un atto necessario in quanto l’area è, dal punto di vista normativo, ancora fabbricabile: il cambio di destinazione d’uso mi sembra il minimo indispensabile al fine di traguardare l’obiettivo del vincolo e mettere quindi la parola ‘Fine’ su tale vicenda – dichiara Giovanni Melandri, presidente del Comitato -. Lo stesso sindaco Mangiante si era espresso in modo inequivocabile, quando più di un anno fa affermò che sulla piana non si sarebbe mai edificato; ciò richiedeva la formalizzazione di stasera, che è ormai sicura, perché su questa posizione è confluita anche parte dell’opposizione, con i gruppi consigliari “100% Lavagna” e Cinque Stelle. La decisione di questa sera rispecchia la volontà di quasi l’intero Consiglio”. Sull’adozione della variante ricordiamo che i consiglieri di Officina Lavagnese hanno espresso la propria intenzione di astenersi dal voto.

Tra i presenti in piazza Della Libertà anche Andrea Torchio, presidente di Partecip@attiva, movimento politico da sempre contro la costruzione della diga: “La mozione che sta per essere approvata è un fatto completamente positivo. Mi auguro che tutto il Consiglio si dichiari a favore, affinchè tutta la città di Lavagna e i suoi rappresentanti siano compatti nell’affermare la destinazione agricola della piana e, dunque, l’incompatibilità dell’area con questa opera, assolutamente priva di logica, sia dal punto di vista dell’irregimentazione idraulica sia della difesa idrogeologica, dato che le esondazioni del fiume si sono sempre verificate a monte del nuovo secondo argine previsto nel progetto”.

Uniti dietro lo striscione “No Diga Perfigli”, che i membri del Comitato chiederanno venga esposto permanentemente sulla facciata del Municipio, anche i portavoce delle “Forze Amiche della Piana del fiume Entella”, Stefano Appoggi, di Italia Nostra Tigullio, Maria Chiara Daccò, e dell’associazione internazionale “Medici per l’ambiente”, Valerio Gennaro. “Continuiamo a difendere in modo chiaro e forte l’importanza di un piana che ha un significato storico, una valore ambientale ed economico che non si possono non tenere in considerazione. Siamo fiduciosi che il Consiglio Comunale di stasera possa addivenire, in questo senso, ad un esito positivo della discussione, con una affermazione definitiva sul futuro della piana”, afferma Daccò.

Lo scorso novembre una sentenza della Corte Costituzionale ha ribadito la priorità della difesa del territorio e del paesaggio rispetto a tutti gli altri parametri: “Se i cittadini vigilano sull’attività delle amministrazioni e collaborano al mantenimento del bene comune una nuova stagione si aprirà per tutti, soprattutto per le nuove generazioni e la fascie deboli della popolazione”, ci dice Gennaro, che sottolinea come “erigere la diga significherebbe costruire un muro all’interno della piana, che non appartiene a noi ma al fiume Entella”.