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Polemiche

Chiavari: temi che scottano, la maggioranza spiega

Nel corso di una conferenza stampa, e del presente comunicato, la maggioranza di Chiavari spiega la situazione di alcuni temi su cui l'opposizione ha dato battaglia

giorno del ricordo a chiavari

Dall’ufficio stampa del Comune di Chiavari

Pratiche consiglio Comunale. Ex Area Italgas e Palazzo Ferden.

Aggiornamento Puc vigente, futuro area Italgas.

“L’aggiornamento al Puc che verrà portata all’approvazione del Consiglio Comunale chiude definitivamente la vicenda legata all’area Italgas e mette fine tutte le polemiche e strumentalizzazioni portate avanti da parte di chi parla per proprie ambizioni personali, con un individualismo fatto di piccoli protagonismi quotidiani – dichiarano i rappresentanti dell’amministrazione comunale durante la conferenza stampa – Ancora una volta tuteliamo l’interesse pubblico con i fatti, attraverso un aggiornamento cautelativo che fissa quanto abbiamo sempre affermato in merito alla zona, ovvero più servizi, spazi pubblici, parcheggi e aree verdi, senza palazzi ad uso abitativo o supermercati. La pratica di aggiornamento del Puc prevede il vicolo a destinazione d’uso esclusivamente a servizi, autorimesse, parcheggi pubblici di quartiere e aree verdi. Inoltre, il progetto dell’area dovrà contemplare alcune opere a scomputo degli oneri, quali un accesso pedonale e ciclabile da via Trieste fino all’ex palazzo di Giustizia di corso De Michiel, la ristrutturazione del marciapiede pedonale di via Trieste, parcheggi pubblici e ciloposteggi, prevedendo anche opere di mitigazione del rischio idraulico. Per arrivare ad ottenere un’area riqualificata e sistemata nel cuore della città – concludono gli amministratori – Abbiamo da sempre dichiarato la nostra posizione politica, perfettamente in linea con quella espressa dal comitato di zona. E anche in questo caso le nostre azioni lo hanno dimostrato. Domani in Consiglio Comunale andiamo a rettificare la pianificazione scritta dal paladino del comitato, il consigliere Giardini, che ha curato, per espressa delega del Sindaco, il PUC.  A questo punto, il comitato dovrebbe interrogare il consigliere Giardini e chiedere per quale motivo ha lasciato la previsione residenziale e commerciale che oggi eliminiamo? Chiavari non ha più bisogno di questa vecchia politica fatta da consiglieri ed ex consiglieri pensionati. Ai chiavaresi servono fatti e non parole”.

Mozione relativa allo svincolo urbanistico dell’immobile “Ferden” e relativa destinazione d’uso.

“L’amministrazione non ha mai previsto alcuno svincolo, o proposto alcuna variante, per il palazzo Ferden di corso Valparaiso. Nessuna domanda è mai stata protocollata da parte della proprietà in tal senso. Non è stato leso alcun interesse della collettività, l’iter amministrativo si è sempre svolto in maniera corretta, rispettando le procedure e le norme – afferma il vicesindaco F.F. Silvia Stanig – Oggi l’immobile Ferden è al del centro dibattito che riguarda solamente gli interessi delle due società coinvolte, venditore ed acquirente, ma non la parte pubblica. Nessuno ha mai fatto richiesta di variante e la pratica edilizia, presentata per conto di una di queste società dall’assessore Bisso, è stata bloccata (già mesi fa) e poi respinta dagli uffici per mancanza di requisiti. Chi grida allo scandalo per il cambio di destinazione d’uso, che anche in questo caso non esiste, forse dimentica i fatti che hanno caratterizzato il recente passato urbanistico dell’edificio. Infatti, i tre consiglieri, Giardini, Garibaldi e Colombo, facevano parte dell’amministrazione Levaggi che aveva previsto, nel PUC da loro approvato, il cambio di destinazione d’uso del palazzo con la possibilità di costruire due nuovi piani, previsione eliminata dalla nostra amministrazione con l’adozione del Puc, votata e approvata dal consigliere Ghiggeri oggi messo da loro sotto accusa!”.

Spiegazione

Proseguono gli amministratori – Nel 1986 è stata stipulata una convenzione tra comune di Chiavari e proprietà del palazzo Ferden che fissava un vincolo di destinazione d’uso direzionale-amministrativo; dal 1997 nell’immobile si trasferisce l’agenzia delle Entrate. Nel 2013 la giunta Levaggi-Garibaldi svincola il terzo piano e lo destina ad uso residenziale, ma nel 2015, sempre l’amministrazione Levaggi, adottando il nuovo Piano Urbanistico Comunale reinserisce il vincolo per servizi comprensoriali su tutto il complesso (compreso il piano svincolato e nel frattempo trasformato in appartamenti) e contemporaneamente prevede l’innalzamento di due piani, ad uso residenziale, con un’area progetto che contempla il cambio d’uso anche con la realizzazione di un sovrappasso alla ferrovia. Due previsioni confuse e contrastanti tra loro. Ma l’approvazione di questo PUC non è stata completata dall’amministrazione Levaggi. Nel 2017 arriva l’amministrazione Di Capua che rivede il Puc e lo riadotta nel dicembre 2018 inserendo modifiche che prevedono riduzioni volumetriche residenziali. Viene, quindi, cancellata la possibilità di innalzare di due piani il palazzo, ma il Consigliere Giardini delegato al Puc (ancora in maggioranza) lascia (o dimentica) il vincolo a servizi dello Stato nonostante l’Agenzia delle Entrate si fosse, già da agosto, trasferita presso il nuovo polo dei servizi dello Stato nel nuovo palazzo di Corso De Michiel, pagando al Comune un affitto per oltre 155.000 euro.

Ad aprile 2019 la società Immobiliare Riviera srl, proprietaria del Ferden, presenta una scia per cambio d’uso e chiede lo svincolo dalla convenzione del 1986, come già accaduto nel 2013. Questa istanza viene accolta a novembre 2019 dalla Giunta Di Capua in quanto non è più necessario il vincolo a servizi dello stato visto che tutti i servizi sono stati trasferiti nel nuovo palazzo di Giustizia. Fino a maggio 2020 sarebbe stato possibile portare a compimento la pratica di svincolo perché era in vigore il Prg, mentre con il nuovo PUC tutto il palazzo (compreso il piano già adibito ad appartamenti) è ritornato destinato a Servizi dello Stato.

La proprietà, l’Immobiliare Riviera, aveva messo in vendita da tempo il palazzo, garantendo con il cambio d’uso da pubblico a privato e, nel febbraio 2021, ha sottoscritto lo svincolo, ma solo quello convenzionale, e pagato la somma di circa 180.000 euro, e non si è evidentemente accorta dell’esistenza del vincolo del Puc.  In seguito, l’immobile viene venduto alla società della famiglia del consigliere Ghiggeri che, a sua volta, rivende due piani ad un’altra società. Viene poi presentata una Scia dall’arch. Bisso, fermata e respinta a causa della permanenza del vincolo. Ad oggi l’immobile risulta vincolato e non è mai pervenuta alcuna richiesta di svincolo. I fatti dimostrano l’assoluta correttezza della nostra amministrazione e nessuna lesione dell’interesse della collettività e dei chiavaresi da parte dei nostri componenti dell’amministrazione”.

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