Chiavari: "Dall'uliveto alla colmata, dalla collina al fronte mare" - LevanteNews
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Chiavari: “Dall’uliveto alla colmata, dalla collina al fronte mare”

uliveto

Da Antonio Segalerba  “Avanti Chiavari – Di Capua” riceviamo e pubblichiamo

‘Si sa che la gente dà buoni consigli
Sentendosi come Gesù nel tempio
Si sa che la gente dà buoni consigli
Se non può più dare cattivo esempio’
Questa splendida canzone di Fabrizio De’ Andre mi è venuta in mente questa mattina appena ho ricevuto le foto – postate sopra – di un intervento edilizio (autorizzato dalla precedente amministrazione) in un contesto unico di Chiavari, in fregio all’uliveto dell’ex Monastero delle Clarisse area coperta da un vincolo ambientale e monumentale.
Questo biscione di cemento – visibile anche da piazza Roma – ne impedirà la la sua godibilita’ di insieme danneggiando irrimediabilmente la nostra natura e il paesaggio di questo splendido uliveto.
Avevamo ancora bisogno di case e di cemento rovinando definitivamente l’ambiente conservato bene da millenni dalle suore, che lo avevano difeso, in un posto unico nel cuore di Chiavari?
L’imprenditore che lo ha voluto e lo sta portando avanti su una sua rivista in line – proprio questa mattina – ha scritto ‘un editoriale’ dove si leggono queste parole:
‘Le vicende recenti di Chiavari e di Lavagna sono segnate dalla prospettiva delle costruzioni di enormi ‘muri’ di cemento da realizzarsi in zone di grande pregio paesistico e ambientale:…
Questi giganteschi muri, figli di progetti di intervento sbagliati e incapaci di prendere in seria considerazione il valore ambientale delle aree su cui si pensa di realizzarli, rischiano di compromettere anche un’idea di futuro economico sostenibile delle nostre comunità.
Questi muri testimoniano anche di gravi errori della politica in fasi più o meno recenti, e soprattutto mostrano: il suo grave sfasamento rispetto ai bisogni e alle visioni dell’opinione pubblica, sempre più attenta alle questioni ambientali e del territorio.’
Direi che le sue stesse parole sono le più adeguate per commentare il suo stesso intervento nel cuore di Chiavari.
Io aggiungerei: due pesi e due misure però’!
Passando ad un altra area di Chiavari – la colmata – (sempre trattata nel citato editoriale) mi preme ricordare che la nostra amministrazione ha cancellato oltre 50.000 metri cubi di cemento che erano stati previsti dalla precedente amministrazione.
Se li avessimo lasciati avremmo trovato questi biscioni di cemento anche sul fronte mare al fianco del porto turistico!
Magari qualcuno lo avrebbe chiamato sviluppo ecosostenibile!
Noi invece faremo un grande parcheggio interrato gratuito di interscambio comprensoriale con sopra aree verdi godibili da tutti i cittadini, spostando le auto sotto terra.
Realizzeremo una nuova passeggiata mare fruibile di 300 metri di lunghezza in una zona sul mare ad oggi mai stata accessibile e realizzata con il riempimento di materiale di scarto dello scavo delle gallerie autostradali negli anni 70’ (e non in un uliveto ben conservato).
Noi abbiamo chiare le esigenze della nostra città partendo da una vera tutela dell’ambiente senza fare sermoni a cui non seguono i fatti.
Questo lo dimostra anche la nostra formale richiesta di estendere il parco Nazionale di Portofino sulla collina delle Grazie per evitare che qualche mattina ci si possa svegliare con altre foto simili a quelle postate.
Fatti, non parole.

 

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