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Lettere/ “Ipotesi parco Portofino nazionale con caccia a pagamento”

Confini parco portofino

Da Pino Lanata – Chiavari

Parco Grande Nazionale di Portofino: una proposta che potrebbe accontentare cacciatori, ambientalisti seri, agricoltori e “contadini della domenica”.

Nell’ipotesi dell’istituzione  funesta del Parco Grande Nazionale di Portofino, in base alla vigente legge sui Parchi  e al comma 1 dell’art. 4 del Decreto del 6/8/2021 pubblicato in G.U. nr. 201 del 23/8/2021, scatta subito al momento della nomina del Presidente del Comitato di Gestione del Parco, il divieto assoluto di caccia (restano solo prelievi necessari per ricomporre squilibri ecologici accertati).

Considerando però che in molte, se non tutte, aree protette europee e mondiali, la caccia non è vietata, ma il patrimonio faunistico è gestito anche con prelievi venatori a pagamento. Mi spiego meglio: in diversi Parchi Nazionali si può esercitare qualche tipologia di caccia individuale, a pagamento, per ottenere risorse finanziarie per l’Ente di Gestione. Non è una eresia.

Anche per il Parco Grande Nazionale di Portofino si potrebbe varare un provvedimento legislativo abbastanza semplice.

Con un Decreto Legge del Governo, su iniziativa del Ministro della Transizione Ecologica Cingolani, soggetto alla ratifica parlamentare entro 60 giorni, si potrebbe stabilire che solo nel parco di Portofino, in via sperimentale, è consentito:

–          esercitare la caccia di selezione agli ungulati (cinghiali, caprioli, ecc.);

–          la caccia tradizionale da appostamento  (a colombacci e turdidi);

–          la caccia ai corvidi (cornacchie, gazze, ghiandaie, ecc.);

–          la caccia alla beccaccia con il cane.

Tale attività, regolamentata in collaborazione con il Comitato di Gestione del Parco e l’Ambito Territoriale di Caccia Ge2, potrebbe fornire anche entrate supplementari per l’Ente Parco stesso.

Credo che i cacciatori sarebbero ben contenti di vedere riconosciuto il loro ruolo gestionale; gli ambientalisti seri comprenderebbero che da collaborazione con il mondo venatorio si avrebbero frutti positivi, con riduzione della conflittualità e del bracconaggio, si potrebbero avere studi seri sulla consistenza del patrimonio faunistico e sulla migrazione degli uccelli.

Considerato che, in base a voci circolanti, il Parco di Portofino ha già un notevole numero di Guardiaparco ci sarebbero anche tutte le garanzie per una corretta applicazione di tali nuove norme.

Sto sognando o c’è qualche possibilità di essere ascoltato?

Sulla carta, molti sono i parlamentari e i partiti che si dichiarano “amici dei cacciatori”, quindi sarebbe ora di vederli all’opera.

 

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