Chiavari: "Dalle elezioni allo sciopero generale per il clima" - LevanteNews
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Politica

Chiavari: “Dalle elezioni allo sciopero generale per il clima”

Il "diario" settimanale di Luca Garibaldi, capogruppo Pd in Consiglio regionale che riguarda i temi politici della settimana

Luca Garibaldi
Luca Garibaldi

Da Luca Garibaldi consigliere e capogruppo Pd in Regione

Ciao,
parto, per una volta dalla politica nazionale e non solo. Poche ore fa si sono chiuse le elezioni in Germania, in un quadro ignoto, dopo i decenni di governo Merkel. Il sistema politico tedesco è sempre stato di grande stabilità, e i governi nascono da un confronto lungo tra le varie forze politiche, ma i risultati che abbiamo visto dovrebbero essere uno sprone anche per il mio partito, e il centrosinistra, al livello nazionale.

La SPD, che fino a pochi anni fa viveva una crisi di credibilità e di voti, ha raggiunto un risultato ragguardevole, mettendo al centro della campagna elettorale un tema: l’introduzione del salario minimo, punto centrale di una nuova proposta politica con al centro il tema del lavoro, delle questioni sociali e della riduzione delle disuguaglianze.

Ecco, penso che sia anche da qui che debba ripartire il PD, e la discussione va fatta anche in Italia sul salario minimo, su una nuova legge per la rappresentanza sindacale che dia più potere nella contrattazione, sulla riduzione delle tipologie di contratti (molti dei quali contratti pirata, che abbassano i diritti dei lavoratori), sulla riforma degli ammortizzatori sociali universali, garantendo diritti ai lavoratori, indipendentemente dalla tipologia di attività – dipendente, autonomo, precario. Penso che sia questa l’idea cardine su cui debba ripartire il nostro partito e il centro sinistra, per il futuro.

LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE. Domenica e lunedì si voterà anche per un turno importante di elezioni amministrative: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna. Ma anche Savona come Comune più imporante per la nostra regione, assieme a tanti comuni. Vedremo i risultati, ma ad ogni livello c’è un elemento che voglio sottolineare: la forza e la capacità di costruire proposte concrete ed aperte da parte del centrosinistra, con una grande attenzione ai progetti e alle idee della comunità, mentre la destra – in Liguria e non solo – sembra stare assieme principalmente perchè deve essere una coalizione, più che per progetti di comunità, con conflittualità interne piuttosto evidenti.

Così come è evidente che, nonostante le veline e i bollettini di propaganda, anche nella maggioranza regionale non è che ci sia proprio un clima serenissimo. A parte le punzecchiature tra Toti e il Presidente del Consiglio Regionale, della Lega, sul Green Pass, che non si vuole ancora far partire pienamente anche in aula, è interessante vedere che oggi, in una delle rare interviste che il Presidente della Giunta concede alla stampa locale, si parlasse del fatto che la sua delega alla sanità – caso unico in Italia di presidente che svolge anche questo compito – potesse passare di mano, visto che “nessuno l’aveva voluta” durante la pandemia ma che fosse tempo di valutare un cambio;  nella stessa giornata, un altro quotidiano sosteneva che il successore fosse stato individuato in Marco Scajola, di Cambiamo (o Coraggio, non ho ancora capito come si chiama), attuale Assessore all’Urbanistica e già lettore delle risposte in aula sulla sanità, quando Toti non c’è, cioè sempre. Non so se leggere le risposte alle interrogazioni faccia curriculum, ma a parte questo, dopo poche ore è arrivata la smentita della Giunta. Il problema è che la delega rimane a Toti o Lega e Cambiamo stanno litigando su chi lo farà? Nel frattempo la ripresa della sanità ligure è solo sulla carta e la nave va d’inerzia.

24.09 SCIOPERO GLOBALE PER IL CLIMA. Venerdì c’è stato il terzo sciopero globale per il clima.
In tutto il mondo le piazze si sono riempite, soprattutto di giovani, che chiedevano di essere ascoltati e che i problemi, dovuti al cambiamento climatico, non siano più rimandati.
Sono sceso in piazza anche io, perchè credo che le istituzioni in primis, e lo ripeto per l’ennesima volta, debbano mettere in atto una serie di politiche ambientali che ad oggi non sono state nemmeno prese in considerazione.

Il Consiglio Regionale della Liguria nel 2019 aveva dichiarato lo stato di emergenza climatica, ma da quel momento sono totalmente mancate le azioni concrete per la lotta al cambiamento climatico, e di supporto alla sostenibilità ambientale. Anzi, la strada messa in campo è quella di traccheggiare, di continuare con un modello di sviluppo che invece va cambiato il prima possibile. Siamo una delle poche Regioni che taglia i parchi invece che ampliarli, che non rispetta gli obiettivi dei piani energetici per quanto riguarda le energie rinnovabili, che continua a favorire il consumo di suolo, piuttosto che ridurlo, per fare alcuni esempi.

Iniziamo da un nuovo Patto per l’Ambiente e per il Lavoro, perchè non si possono ormai più tenere separati i concetti di giustizia sociale e giustizia ambientale.

LA GIUNTA TOTI. UN ANNO DOPO. Domani la Giunta Toti farà una conferenza stampa in cui racconterà i “grandi traguardi raggiunti”.
Immagino come andrà, e sarà un autoelogio. Chissà se partiranno nel raccontare l’inizio della gestione della campagna vaccinale, o del continuo mancato sostegno alla sanità pubblica, di come sono riusciti a non spendere 32 milioni di euro per la riduzione delle liste d’attesa, di come sono state gestite le partite legate ai lavori autostradali, oppure raccontare del cieca visione di futuro che stanno continuando ad applicare nei confronti del Parco Nazionale di Portofino, ad esempio.

Se racconteranno di quando i loro compagni di maggioranza hanno provato a far entrare nei consultori e negli reparti ospedalieri, le associazioni prolife o magari di quando l’Assessore allo Sport ha fatto slittare l’approvazione di una legge regionale per riuscire ad avere il tempo di copiarla (male) per poterla ripresentarla a sua volta o magari dell’assenza di un piano preciso di rietro in aula per cui non è stato nemmeno previsto un ampliamento dell’offerta dei trasporti. O di come non si sia preparato minimamente un piano regionale per cogliere le occasioni del Recovery Plan.

Questo anno di pandemia è stato difficile. All’inizio della nuova consiliatura avevamo detto che andava fatto uno sforzo per cambiare tutto, perché nulla sarà come prima: sostenibilità, equità, sanità e beni comuni sono le strade da cui ripartire. E su questo non si è visto nulla, se non una monetizzazione dei servizi (più facile dare i voucher che aprire un asilo nido) e qualche mano di vernice green, perché ormai va di moda, l’importante è dirlo solo e non esserlo.

Insomma, sono sinceramente incuriosito da che parte inzieranno. Dopo un anno, stiamo lavorando ad un controbilancio – non solo delle cose che non sono state fatte ma delle proposte alternative che sono state presentate.

CONSULENZE, NOMINE E INOPPORTUNITÀ. Da un po’ di tempo compaiono diverse note di stampa, articoli sul sistema di consulenze e professionisti che ruotano attorno alla Giunta Toti. Ovviamente i professionisti possono fare il loro lavoro, anche se hanno ruoli pubblici, e non è questa la questione, ma oltre il tema delle incompatibilità, c’è quello dell’inopportunità.

Ultimo piccolo esempio, che ho trovato un po’ per caso.
Regione Liguria ha deciso di farsi carico della gestione della sicurezza sanitaria del Salone Nautico. Una spesa di circa 185 mila euro, con 40 mila euro legati alla comunicazione della campagna “io mi vaccino”, un punto per i tamponi ai fini del green pass e un centro di vaccinazione. Già che c’era ha pagato anche tutto il progetto di sicurezza, gestione COVID e protocolli, che Salone Nautico aveva approntato, introducendo un precedente, per cui di fronte a manifestazioni private di grande rilievo, il sistema pubblico si fa carico delle spese sanitarie.

E fin qui tutto bene (più o meno).

La Giunta prende i progetti, stanzia i soldi e dice ad ALISA, l’azienda Ligure Sanitaria emanazione della Regione, di pagare i professionisti. Cosa che fanno, tranquillamente. Peccato che tra i professionisti c’è anche un avvocato che 6 giorni prima dell’incarico da parte di ALISA, era diventato Presidente di FILSE, la Finanziaria dello Sviluppo Economico, anch’essa emanazione della Regione.

Ora, domanda: ma a nessuno è venuto in mente che – oltre ad avere possibili elementi di incompatibilità – c’è anche un discreto problema di opportunità? O va bene tutto? Non è il primo caso, e temo non sarà l’ultimo.

COSA E’ SUCCESSO IN CONSIGLIO? Martedì scorso in aula del Consiglio abbiamo discusso alcune pratiche che giacevano all’ordine del giorno da un po’ di tempo.
Si tratta di interrogazioni o mozioni che potrebbero non sembrare di stretta attinenza con la politica regionale ma, come spesso accade, anche con questo tipo di proposte si riesce ad avere chiara l’idea di come la Giunta Toti e la sua maggioranza intendano il futuro della nostra Liguria.

Fratelli d’Italia presenta una mozione con cui si chiede di non far fare educazione sessuale e all’affettività ai ragazzi nelle scuole. In realtà il documento parla di richiesta di consenso informato, che tradotto significa un banale pretesto per chiedere che ai nostri ragazzi non vengano spiegato, da professionisti, i concetti di affettività e l’educazione sessuale. Sono temi che dovrebbero essere obbligatori nelle scuole, che se spiegati in maniera chiara e semplice darebbero un contributo importante, non solo ai ragazzi ma alle stesse famiglie. Fortunatamente non tutta la maggioranza si è allineata a questo Medioevo di proposta, che quindi è stata respinta.

Avevamo chiesto che Regione Liguria diventasse una delle Regioni proponenti del referendum sull’eutanasia legale. Purtroppo la proposta non ha raggiunto la maggioranza e quindi è stata respinta.
Fortunatamete i cittadini si sono ampiamente espressi sul tema, per l’ennesima volta, con la raccolta firme dell’Associazione Luca Coscioni che ha superato le 500.000 firme per richiedere il Referendum.
Nonostante la delusione per la bocciatura della proposta, io ho votato convintamente a favore, perchè non si tratterebbe di scegliere di morire, ma di che morte morire, perché con l’eutanasia legale non aumenterebbero le morti, ma diminuirebbero le sofferenze.

LA PIU’ BRUTTA PAGINA DI POLITICA REGIONALE: LA MAGGIORANZA ABBANDONA L’AULA PER IL PONTE MORANDI. Martedì scorso sarebbe stato forse l’ultimo Consiglio utile per votare la richiesta di costituzione di parte civile di Regione Liguria nel processo sul Ponte Morandi.
La maggioranza, specialmente Cambiamo con Toti, ha abbandonato l’aula, per far sì che la proposta non venisse votata.

Non ne capiamo, sinceramente, i motivi.

Sappiamo solo che un comportamento del genere lascia un segno indelebile di vergogna nei luoghi delle istituzioni. Lì dove avrebbe dovuto esserci il pieno rispetto per Genova, per le vittime, per le loro famiglie e per i liguri tutti, alcuni componenti della maggioranza hanno deciso di abbandonare gli scranni per far in modo che il numero sufficiente per la discussione in aula non ci fosse.

IL CANALE YOUTUBE E IL CANALE TELEGRAM. Vi lascio il link al mio canale Youtube, che sto iniziando a riempire di contenuti, interviste, video, qualche intervento in aula e le dirette Facebook.

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