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Ambiente

Val d’Aveto: “Giornata dei sentieri invasi da 40 jeep”

lago delle lame, rezzoaglio, museo del bosco

Da Laura Arciola, Guglielmo Bellone, Marco Bertolini, Marina Chella, Davide Costa, Giulia Cozzino, Mara Iervasi, Evelina Isola, Giuseppe Maggiolo, Marian Mocanu, Gabriella Motta, Guglielmo Nencioli, Rosa Bianca Paneri, Greta Pastorino, Andrea Percivale, Heidi Pfeiffer, Pietro Piana, Chiara Polla, Andrea Pucci, Mauro Raco, Roberto Rinaldi, Sabrina Russo, Marco Salvo, Silvia Simonelli, Roberto Spada, Stefano Spadacini, Marco Trombino, Britta Ullrich

(La giornata dei Sentieri è stata comunque rinviata causa allerta ndr)

Domenica 26 settembre, in barba all’allerta arancione, ma soprattutto a
discapito del rispetto delle regole che dovrebbero vigere all’interno di un area
protetta, 40 jeep invaderanno la foresta demaniale delle Lame, un’area di
immenso valore naturalistico da sempre chiusa al traffico veicolare. Come è
possibile? La domanda va fatta all’Ente parco che ha autorizzato la
manifestazione

*****

Rezzoaglio, 26 settembre 2021
È appeso alla sbarra che impedisce al traffico veicolare privato l’ingresso nella
riserva generale della Foresta Demaniale delle Lame, il cartello che avvisa della
manifestazione di domenica 26 settembre. Una manifestazione sportiva non
competitiva “fuoristradistica 4X4” che prevede il passaggio di 40 jeep in uno
dei luoghi protetti più belli e suggestivi di tutta la Liguria. Il cartello precisa ”sarà
fatto del nostro meglio per non arrecare disturbo a escursionisti e ciclisti”.
Precisazione che sembra ancora di più una presa in giro nella giornata dei
sentieri liguri. Ma nessuno, finora, si è preoccupato del disturbo che si può
arrecare alla fauna e alla flora tutelate, in teoria, da quell’Ente che ha autorizzato
la manifestazione stessa. Siamo in un parco naturale, il cui fatto stesso di esistere dovrebbe impedire manifestazioni di questo tipo, i cui obiettivi dovrebbero essere conservazione
della biodiversità, sviluppo (sostenibile!) ed educazione.

L’area, nell’entroterra del Tigullio, è un parco regionale, poco più di 3000 ha, la
cui estensione negli anni si è sempre più ridotta, erosa dagli interessi di privati
che mai ne hanno compreso il valore. Ma adesso è troppo, se la Natura non può
parlare, a darle voce sono le guide ambientali escursionistiche della Liguria che
chiedono come sia possibile che il Consiglio direttivo del Parco abbia potuto
dare il consenso. L’ area è inoltre “Zona Speciale di Conservazione”, ZSC
(secondo la Direttiva Europa “Habitat” 92/43/CEE), il cui scopo è “salvaguardare
la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della
flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri al quale si
applica il trattato” (art 2).

Le guide, tutte persone con competenze professionali e accademiche,
sottolineano come una manifestazione di questo tipo possa essere ancora più
impattante proprio perché normalmente non è concesso il passaggio di mezzi a
motore (se non dei Carabinieri Forestali o del Parco stesso per motivi di ricerca e
di lavoro). La fauna locale, infatti, in luoghi protetti come questo non è abituata
al passaggio di mezzi e, con le recenti piogge e il clima umido, moltissimi anfibi
(tutelati dall’art. 16 della Legge regionale 10 luglio 2009, n. 28) in questi giorni si
sposteranno, finendo inevitabilmente vittime del passaggio di 160 ruote motrici.
Un massacro annunciato!

Anche l’ex Presidente del Parco dell’Aveto, Giuseppe Maggiolo, si unisce allo
sconcerto: “pur nei controlli, nelle precauzioni e nelle misure che di certo sono
state previste per questo evento, il mio pensiero è che una manifestazione
siffatta debba essere svolta al di fuori di qualsiasi area protetta, specie se così
sensibile come la zona delle Lame – Agoraie”.

C’è da chiedersi chi si prenderà la responsabilità di aver creato un precedente
del genere che avrà conseguenze pesantissime sul benessere della fauna e di
tutta l’area in generale. In questa storia a perderci non è solo il Parco dell’Aveto,
ma tutti noi, il cui benessere e salute dipendono dalla biodiversità. Ma ancora
non lo abbiamo capito.

 

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