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Lettere/ “Recco: quando un cinghiale limita la libertà”

cinghiali

Da Carlo Serafini

Recco. Due sere fa, poco oltre la mezzanotte, dopo una serata di bridge, ho accompagnato a casa, in auto, una socia del nostro circolo. In prossimità dell’abitazione, via Speroni bassa, abbiamo l’avventura di trovare la strada sbarrata da un cinghiale intento a grufolare tra i bidoni dell’immondizia. L’animale, di grosse dimensioni, disturbato nel pasto, ci guarda bieco. Io piano piano faccio marcia indietro. Poi a distanza di sicurezza pazientemente attendiamo i comodi della bestia. Dopo una ventina di minuti finalmente l’animale lentamente si allontana e l’amica può rientrare a casa. Il giorno dopo l’amica mi telefona per informarmi la sua intenzione di rinunciare alle serate di bridge causa lo spavento provato. Orbene mi domando com’è possibile che, causa il proliferare incontrollato degli ungulati, i cittadini vedano limitata la propria sicurezza e la libertà di uscire di casa nelle ore serali per incontrare gli amici, andare al cinema o a teatro insomma avere, Covid permettendo, una normale vita sociale?

Ricordo ai nostri amministratori che la mancata garanzia della sicurezza e della libertà di movimento dei propri cittadini fa parte delle loro responsabilità.

A quando un’azione decisiva per affrontare il problema?

 

 

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