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Camogli: sette mesi fa il crollo dei loculi in mare; una ferita aperta

Sette mesi fa, il 22 febbraio, il crollo di parte dei loculi del cimitero di Camogli, finiti in mare con 415 defunti; altri loculi vennero in seguito sgombrati e demoliti nel timore potessero crollare; una ferita ancora aperta e tanti interrogativi

Il 22 febbraio scorso crollava una parte dei loculi del cimitero di Camogli. Tra feretri, ossari ed urne cinerarie ben 415 defunti finirono a mare. Sono passati sette mesi e oggi, sul cancello del cimitero, la data viene ricordata con alcuni palloncini bianchi sistemati dal Comitato “Caligo su Camogli 22 febbraio 2021”.

Ogni tanto nel borgo incontri un conoscente che non vedi da tempo e la prima cosa che ti dice è che il feretro della mamma o dei genitori, o del fratello o del marito non è stato ritrovato. Dice un anziano: “Vorrei sapere quante ore sono state impiegate nella ricerca; se hanno chiesto tempestivamente alle associazioni sub di monitorare il fondale ed avvertire la guardia costiera in caso di ritrovamenti; vorrei sapere se dopo le mareggiate hanno perlustrato il litorale verso Recco, dove gira la corrente, per verificare se il mare ha restituito dei resti”.

C’è sconcerto per un crollo annunciato; perché la Procura non si è ancora pronunciata su eventuali responsabili; perché le non facili operazioni di ricollocazione dei feretri rimossi da altri loculi pericolanti non sono ancora concluse; soprattutto perché nel paese del Festival della Comunicazione le informazioni al riguardo sono carenti; sembra ci sia la tendenza a voler dimenticare un fatto di inaudita gravità che è invece ben presente non solo nelle famiglie colpite dal crollo.

Dopo oltre sette mesi, a breve, dovrebbero iniziare le verifiche attraverso il dna per dare un nome ai resti ritrovati. E a metà ottobre, a pochi giorni dalla celebrazione dei Defunti martedì 2 novembre, aprirà il cimitero che avrà però, ancora, zone inaccessibili.

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