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Morti violente

Portofino: dal ministro Bisaglia alla contessa Vacca Agusta

Ci sarà un'inchiesta senza colpevoli per la morte del turista americano a Portofino. Il Borgo è cassa di risonanza di ogni fatto e lo fu in particolare per la morte violenta dell'ex ministro Bisaglia e di Francesca Vacca vedova Agusta

Portofino

A Portofino i casi di morte violenta diventano epocali. Forse per questo ieri mattina le primissime informazioni davano come avvenuta a Paraggi, anziché nel Borgo, la morte del turista americano caduto in strada e morto mentre tentava di calarsi dal poggiolo dell’hotel dove alloggiava. Certo è in corso un’inchiesta per appurare perché era chiusa (se lo era effettivamente) la porta del terrazzo che avrebbe potuto consentire di rientrare nel corridoio dell’albergo. Ma di misterioso nella morte del giovane turista non c’è proprio nulla: la moglie che era con lui ha chiarito ogni particolare.

Ben altro eco ebbe nel giugno 1984 la morte dell’ex ministro Antonio Bisaglia mentre era in rada a bordo dello Yacht “Rosalù” di proprietà della moglie; sarebbe stata un’onda anomala a fargli sbattere la testa contro una struttura dell’imbarcazione. La morte di Bisaglia fu materia di ipotesi per anni; anche a seguito dell’uccisione nel 1992 del fratello don Mario e dell’affogamento nell’Adige, in condizioni mai chiarite, del suo segretario.

L’altra morte misteriosa è quella di Francesca Vacca, vedova del conte Agusta (elicotteri) avvenuta nel gennaio del 2001. Un decesso che contribuì a modificare il turismo portofinese poi rilanciato grazie al concerto di Boccelli trasmesso in mezzo mondo; alla cittadinanza  onoraria al principe Ranieri; alla Ferrari color rosso Portofino; alla portofinesità di Savoretti; al concorso lirico internazionale. Al lavoro e ai progetti dell’amministrazione Viacava i cui risultati, eccezionali, si sono concretizzati già quest’anno.