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Lavagna: “Se sul lungo Entella spuntano nuove strade”

Piana dell'Entella. Il nuovo accordo dei sindaco prevede la costruzione di una nuova strada sul lungofiume? Lo teme il Comitato "Giù le mani dal fiume Entella".

Piana Entella

Da Giovanni Melandri, per il Comitato  “Giù le mani dal fiume Entella”

Le contraddizioni dei sindaci
I Sindaci dei Comuni dell’Entella, quindi quelli di Lavagna, di Chiavari, di Cogorno, di Carasco e di Leivi hanno revocato, qualche mese, l’assenso all’accordo di programma relativo al secondo lotto delle opere di mitigazione idraulica sul fiume Entella, che riguarda la zona a monte del Ponte della Maddalena.

Tale revoca, nonostante il diverso parere della Città Metropolitana, è stata ritenuta, dal Sindaco di Lavagna in particolare, sufficiente per fermare la realizzazione dell’intero progetto di mitigazione idraulica, compresa la famigerata “Diga” d’argine sull’Entella, facente parte del primo lotto dei lavori.

Sempre il Sindaco di Lavagna ha sostenuto correttamente, a proprio parere, che il venire meno delle infrastrutture viarie, come il prolungamento di Viale Kasman, rispetto al quale l’Amministrazione di Chiavari ha assunto una posizione contraria, nonché la diversa allocazione del depuratore costituiscono presupposti importanti per abbandonare i noti interventi voluti dalla Città Metropolitana.

Il 20.09.2021, i suddetti Sindaci si sono riuniti per addivenire ad una proposta per un nuovo Accordo di programma, “che abbia ad oggetto la mitigazione del rischio idraulico della piana dell’Entella, nonché la realizzazione di tutte le infrastrutture necessarie allo sviluppo del territorio”.

Dalla richiesta, tutto fa supporre un ritorno alla volontà di aprire nuove strade sul lungofiume, come se quello fosse il modo di risolvere le problematicità del traffico, proponendo, quindi, interventi chiaramente non sostenibili per un territorio fragile, che non necessita certo di infrastrutture aggiuntive, che, peraltro, richiederebbero a propria volta difese passive di protezione.

Continuano a non essere prese in considerazione modalità più semplici, come, fra tutte, un piano del traffico comprensoriale, certamente di grande giovamento per migliorare la viabilità.

Neppure si è accennato alla foce, dove l’ostruzione, determinata dal progressivo accumulo di sedimenti, comporta alterazioni evidenti per chiunque.

Non si ritiene, dunque, sia, quanto convenuto dai Sindaci, modo di conciliare la tutela dell’ambiente con la sicurezza ed il buon vivere della gente che abita il nostro territorio.