"Viaggio nel crepuscolo", a Venezia il film che parla genovese - LevanteNews
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Cinema

“Viaggio nel crepuscolo”, a Venezia il film che parla genovese

Festival Venezia

Da Genova Liguria Film Commission 

Oggi è stato presentato il Film “Viaggio nel crepuscolo” di Augusto Contento, prodotto da Cineparallax e Articolture in collaborazione con Rai Cinema, con il supporto di CNC-Centre national du cinéma et de l’image animée e MiC – Direzione generale cinema e audiovisivo, in selezione Fuori Concorso alla 78a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, con la presenza del Presidente della Genova Liguria Film Commission Cristina Bolla e l’Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Genova Barbara Grosso.
Il film è stato realizzato in collaborazione con Dream Film-Ila Palma, Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, Teatro della Tosse e Teatro del Navile, con il sostegno di Genova Liguria Film Commission e Regione Emilia Romagna Film Commission ed è un progetto cofinanziato dal fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020 POR FESR di Regione Liguria.

Di seguito la sinossi e le note di regia.

Sinossi
Viaggio nel crepuscolo percorre le strade che portano nella fredda oscurità del declino italiano: della famiglia, della società patriarcale, delle istituzioni scolastiche, della religione. Si tratta di una terra dove lo spazio comune, pubblico, condiviso, dagli interni di un egoismo incolore, amorfo, dove persino ideali rivoluzionari, socialisti, comunisti, miscelati al cattolicesimo manicheo, si sono tramutati in dogmi fideistici e totalitari. Fin dalla sigla iniziale l’animazione creata esprime questo misto di luoghi fantasmatici, austeri e decadenti, eleganti e fatiscenti. Mescolando di continuo finzione e documentario, il film ha una struttura capace di decostruire radicalmente le forme narrative.
I film di Bellocchio da cui il regista è partito diventano dei versi poetici che, disposti in un particolare ordine narrativo, creano nuovo senso; stesso discorso vale per gli archivi, dove il loro utilizzo non è più funzionale alla narrazione ma alla poesia.
Viaggio nel crepuscolo si fonda su un montaggio “quantistico”. Il regista usa molteplici stilemi e generi cinematografici come fossero universi paralleli che si riflettono, sdoppiano, moltiplicano l’uno nell’altro determinando forma, ritmo e contenuto dello spazio-tempo filmico. Il fine ultimo è quello di giungere a parlare delle principali questioni italiane e internazionali attraverso prospettive insolite, partendo da Bellocchio e proseguendo, come viaggiando su una sottile linea di confine, verso un universo che vuole ridare voce a operai e contadini cristallizzando alcune svolte epocali. La scena finale del film, con un cavallo che svanisce nella strada ghiacciata di un non luogo che può essere ovunque e da nessuna parte, in un universo diverso, utopico, è emblema del film stesso.

Note di regia
Sono persuaso che la nostra parte razionale sia quella meno autentica. Credo che la nostra dimensione onirica racconti molto di più che non le apparenze e la nostra supposta identità. Viaggio nel crepuscolo indaga gli anni Sessanta-Settanta partendo da alcuni film di Marco Bellocchio. Li utilizzo come uno strumento investigativo con cui dissezionare la mentalità, la società e alcuni episodi chiave dell’Italia. Gli artisti, intellettuali, pensatori protagonisti del nucleo documentaristico non appaiono mai dal vero ma in versione animata con tecnica neopittorica 2D perché la ricerca della bellezza, della verità poetica e storica è una impresa avventurosa, una missione adatta a esploratori che non si spaventano dell’ignoto.

 

 

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