Chiavari: Saharawi, un popolo sconosciuto - LevanteNews
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Cultura e spettacolo

Chiavari: Saharawi, un popolo sconosciuto

Fiori nell'hammada

Termina – per il momento –  con la presentazione del libro di Ciro Bruno Linardo, “Fiori nell’hammada” la rassegna di scrittori nella location di Calata Ovest. Il romanzo di Linardo, che fa seguito a “Procida non deve morire” affronta una realtà di grande sofferenza, quella del popolo saharawi che è privo della propria terra e non vorrebbe riconquistarla con la guerra ma con una rivoluzione culturale, una guerra bianca. Ma si trova a lottare con l’indifferenza, la disinformazione, il Marocco, le dichiarazioni fasulle di Trump che, a suo tempo, dichiarò il Sahara Occidentale territorio marocchino e che venne poi smentito da Biden. L’ONU dovrebbe occuparsi della questione ma solo se giungerà alla ribalta internazionale, cosa  alquanto ardua. La Francia, che appoggia il regno del Marocco, ha interessi molto concreti: i fosfati del deserto, il petrolio, i chilometri di costa che si affacciano sul pescosissimo oceano Atlantico.

Ciro Bruno Linardo

Su questo sfondo si muovono i personaggi che appaiono quanto mai vivi e palpitanti, con la loro cultura straordinaria (indimenticabile il rito del tè in tre fasi: tè amaro come la vita, tè dolce come l’amore, tè soave come la morte) cresciuta nell’hammada (che tradotto significa “inferno”). Questo è un popolo pacifico, altamente alfabetizzato, con la maggioranza dei giovani che sono laureati a Cuba o in Spagna ma che non trovano lavoro e, purtroppo, rischiano di credere nella guerra come soluzione ai loro problemi.

Generico settembre 2021
Generico settembre 2021

A noi spetta il compito di dare voce a questo milione di persone racchiuse nei campi profughi. Come? Aderendo alle associazioni, anche molto vicine a noi, che si occupano dei più deboli ai quali recano aiuti materiali e morali.

Alcuni passi del libro sosno stati letti da Lorena Valente.
Al termine Eugenio Michelino, presidente di Calata Ovest, ha chiuso la rassegna e ha ceduto la parola a Silvia Stanig che ha raccolto l’importante eredità di Marco Di Capua e intende portarla avanti con la collaborazione della sua squadra politica.

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