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Festa del sacro cuore di maria

Rezzoaglio: Lovari, la campana, restaurata, suonerà ogni sera per i Caduti

Ricordati i caduti della 2ª guerra mondiale e in particolare l’alpino Bacigalupi Terenzio e il carabiniere Pagliughi Sisto

Dal Comitato Lovari

Domenica 29 agosto a Lovari, frazione del Comune di Rezzoaglio si è svolta la Festa del Sacro Cuore di Maria, giornata in cui abbiamo ricordato i caduti della 2ª guerra mondiale e in particolare della frazione: l’alpino Bacigalupi Terenzio e il carabiniere Pagliughi Sisto.

In questa occasione è stata  ripresentata alla comunità presso il Tempio della Fraternità la campana restaurata e con un nuovo impianto di automazione curato dalla ditta Giampaolo Picasso, discendenti di chi aveva fuso e creato la campana più di 60 anni fa.

Per volontà degli abitanti di allora e del parroco e cappellano militare Don Antonio Pagliughi, la campana unica doveva suonare ogni sera commemorando tutti i caduti della grande guerra e invitando i superstiti alla preghiera ed a una sincera volontà di bene, per un’Italia piú unità e compatta, ad una vera fratellanza senza divisioni e distanze.

Il campanile è stato adornato a festa, con tre fasce di colore verde, rosso e bianco che scendevano sopra la campana. Il taglio del nastro è stato eseguito da due “madrine” da sempre presenti a questa cerimonia, Cuneo Rita e Ghirardelli Marcella.

I primi rintocchi della campana hanno suscitato qualche brivido tra i presenti.

Il parroco presente Don Emilio ha posto l’attenzione sull’importanza di tale restauro e ha sottolineato come questa campana scandisca i nomi di tutti i caduti, di tutte le persone e la bellezza di questo luogo.

E’ seguita la S.Messa alla presenza dell’Amministrazione di Rezzoaglio, della Croce Rossa locale, dei gruppi alpini di Rezzoaglio, Santo Stefano e Rapallo, dell’Associazione carabinieri in pensione di Lavagna, del Consorzio Ospitalità Diffusa e dell’Osservatorio Raffaelli.

Nell’omelia Don Emilio ha parlato di Lovari, come di un luogo bello e solitario, in cui tutta la preparazione dell’evento non rimane nel nulla, ma nel cuore anche di chi non c’è piú. Molti sono i luoghi a lui cari, dove ogni anno si celebrano importanti avvenimenti e a cui sono legati incredibili ricordi, lontani dalle brutture del mondo di oggi.

Sempre intensa la lettura della preghiera dell’alpino e del carabiniere, per poi deporre la corona di alloro, al monumento ai caduti con il suono del silenzio militare.

Finita la celebrazione ci siamo spostati ad Alpepiana, presso il Circolo Lagin per il pranzo a base di piatti tipici avetani. Ai cuochi, ai camerieri e a tutto il circolo il nostro grazie, per il loro lavoro e la loro ospitalità. Appuntamento al prossimo anno, con l’augurio che la pandemia finisca e il suono della campana alle 20 di ogni sera possa accompagnarci e darci forza nelle nostre vite.