Camogli: "Io, orgoglioso di chiamarmi Dante" - LevanteNews
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Camogli: “Io, orgoglioso di chiamarmi Dante”

dante ghisoli
Dante Ghisoli

Nella notte tra il 13 e 14 settembre di 700 anni fa a Ravenna moriva il sommo poeta Dante Alighieri. Nessun Comune sembra avere preso iniziative per ricordare, almeno con una corona di alloro, le vie dedicate all’autore della Divina Commedia. E chi porta il suo nome celebra l’anniversario? Ne abbiamo parlato con Dante Ghisoli, classe 1936, presidente dell’Asilo Umberto I° di Camogli.

C’è un motivo per cui i suoi genitori le imposero il nome Dante?  “Semplicemente perché questo era il nome del mio padrino di battesimo, Dante Boattini. Un omaggio alla sua persona”.

Un nome impegnativo. Soddisfatto della scelta? “Ne sono orgoglioso; un  nome che ho sempre portato con grande piacere”.

Che rapporto ha con le opere di Dante? “Ho letto ripetutamente la Divina Commedia. Tutti i canti dall’inizio alla fine. Opera che ho sempre apprezzato e di cui conosco alcune parti a memoria”.

A scuola e nella vita compagni, amici, insegnanti e colleghi hanno mai accostato il suo nome a quello del poeta? “Mai. Non ricordo nulla del genere. Né a scuola, né all’Accademia militare di Livorno in cui sono diventato ufficiale della Marina dopo il diploma all’Istituto Nautico”.

A proposito: cosa ha fatto nella vita? “Dopo il servizio militare ho navigato nella marina mercantile per poi entrare e far carriera in quello che allora si chiamava Cap, Consorzio Autonomo del Porto di Genova”.

Lei ha dato anche molto di sé nella vita sociale e civile della sua Camogli. “Intanto ho la qualifica di assistente sociale. Poi ho svolto un’intensa attività nell’ambito della parrocchia e nelle Opere Pie quale braccio destro di monsignor Natalino Garaventa; a fianco dell’avvocato Filippo Degregori presidente dell’Azienda di promozione turistica e inventore della Sagra del pesce; a fianco di Giacinto Crescini ideatore del Premio fedeltà del cane. Ho anche organizzato iniziative come ‘Campanile sera’ con Enzo Tortora e ‘Il microfono d’argento’ con Alighiero Noschese”.

Ed ora alla presidenza dell’asilo privato cittadino. “Un compito che svolgo con grande piacere, ripagato dai genitori che ci scelgono per affidarci i loro bambini e dalla stessa gioa con cui i piccoli, grazie alle maestre, vivono questa importante esperienza”.

Rimpianti? “Nel crollo dei loculi del cimitero, è finito in mare il feretro di mia mamma, Maria Pirchi, una santa donna. Non è mai stato più ritrovato. E’ un grande cruccio”.

Lei ricorderà in qualche modo l’anniversario della morte del suo omonimo? “No. Non saprei come e non ne avrei motivo. Mi piace semplicemente, e da sempre, portare il suo nome”.

 

 

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