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Classica

Moneglia: lunedì 6 concerto del Trio Jani

Da Francesca Marcone, Associazione Romani, Moneglia

Concerto del Trio Jani – Moneglia Classica-Tesori di Liguria 2021 – 40° edizione. Appuntamento: 6 settembre 2021, Oratorio dei Disciplinanti, Moneglia, ore 21.15. Artisti: Trio Jani con

Matteo Armanino, baritono

Giulio Glavina, violoncello

Patrizia Priarone, Pianoforte

Titolo del concerto: Musica folk in Inghilterra da Elgar a Britten

Introduzione alle musiche

La musica popolare inglese è una musica basata sulla tradizione che si perpetua sin dal medioevo; si tratta per lo più di testi e melodie conservati e trasmessi oralmente all’interno della comunità. Dalla fine del XIX secolo ci furono una serie di musicisti che tentarono di raccogliere, registrare, conservare e in seguito riarmonizzare ed eseguire queste antiche melodie.

Può sembrare strano iniziare un percorso dedicato alla musica folk partendo da Edward Elgar (1857-1934), visto che per sua stessa ammissione non aveva particolarmente a cuore la musica tradizionale inglese. Tuttavia è indubbio che ogni trattazione e ogni esecuzione di musica inglese del 900 non può prescindere dall’esecuzione di questo compositore che, ancorché all’estero sia soverchiato nella memoria dei contemporanei dall’ingombrante figura di Benjamin Britten può a giusta causa definirsi capostipite della scuola nazionale inglese.

Due figure molto importanti della generazione successiva a Edgard ne presero il testimone e furono decisamente importanti per il futuro di Britten: Frank Bridge (1879-1941), tutore privato del giovane Benjamin che in seguito sostenne la musica del suo maestro e gli rese omaggio nelle Variazioni su un tema di Frank Bridge (1937) e soprattutto Ralph Vaughan Williams (1872-1958). Se è vero che Vaughan Williams non ebbe nel triennio di studi del giovane Britten presso il Royal College of Music parole molto tenere (definì la sua musica “molto ingegnosa ma bestiale”), nei fatti fu l’unico che si profuse alla ricerca di opportunità di esecuzioni pubbliche di opere del giovane compositore. Il suo stile compositivo è molto aderente all’originale, e si limita ad aggiungere un accompagnamento alla linea melodica recuperata sovente andando a cercare in loco presso i custodi di quella che fondamentalmente era una tradizione orale.

Vaughan Williams si dedicò intensamente a ricerche sulla musica antica inglese e sui canti popolari, di cui pubblicò varie raccolte; i Sei studi sulle English Folk songs, una raccolta di composizione edita da Vaughan Williams nel 1926, furono scritti per violoncello accompagnato dal pianoforte. Ogni brano ha la medesima struttura: presentazione della melodia da sola, poi ripetizione integrale con accompagnamento ornato del pianoforte.

George Butterworth, compositore fra i più promettenti della sua generazione, incontrò la morte nella battaglia della Somme; fu grande amico di Vaughan Williams, di cui condivideva la passione per la ricerca dei canti flolklorici della tradizione, collezionando oltre 450 composizioni viaggiando per la campagna inglese. La raccolta delle Six Songs from a Shropshire Lad pur non essendo legate direttamente ad alcuna melodia folk, ne rispecchiano indubbiamente lo stile strofico e melodico.

Ezra Jenkinson (1872-1947, Todmorden) è stato un compositore e violinista inglese. La sua opera più conosciuta, la Danza degli elfi (da cui è tratto il brano eseguito in concerto), fa ampio uso dello spiccato. Secondo l’autore e artista inglese William Holt, Jenkinson aveva ricevuto una borsa di studio da un mecenate locale per studiare musica a Lipsia, in Germania, in gioventù. Dopo sette anni, tornò nella sua città natale per vivere da solo ed evitò il pubblico dopo aver venduto i diritti sulle sue composizioni.

All’approccio molto scientifico da etnomusicologo nei confronti delle folk songs di Vaughan Williams, si contrappone un trattamento molto più libero del materiale popolare da parte di Benjamin Britten che assorbiva completamente la melodia data e ne scriveva un accompagnamento pianistico che anziché limitarsi a sostenere la voce, lo “interpretava e sottoponeva a soggettivazioni modali” (Alessandro Macchia, Benjamin Britten, l’Epos 2013).

È bello riportare quanto scriveva lo stesso Britten a questo proposito: “Il fascino principale dei folk songs inglesi risiede nella dolcezza delle melodie, nella stretta connessione tra parole e musica, e nell’atmosfera piuttosto tranquilla. Questa tranquillità, comunque, è parte della debolezza delle melodie, che raramente hanno ritmi sorprendenti o memorabili lineamenti melodici. Come molta della campagna inglese, esse s’insinuano nelle emozioni, invece di prenderle d’assalto”.

Il programma si conclude con due brani di area russa: il primo è di Dmitri Shostakovich, che intrattenne con Britten sinceri rapporti di amicizia e di stima reciproca.  La Gadfly Suite op. 97° è una suite per orchestra composta da Shostakovich nel 1955 per la pellicola sovietica “The Gadfly”, invero una delle numerosissime colonne sonore per film che ideate dal compositore sovietico. Di particolare suggestione proprio l’ottavo movimento, Romance, con la sua splendida melodia (nel nostro caso affidata al violoncello) ispirato alla Meditation da Thais di Massenet. L’ultimo brano del concerto invece è tratto da una raccolta di lied creati nel 1894 dal non molto noto compositore, pianista e professore di musica Anton Stepanovich Arenskij. Allievo di Rimskij-Korsakov, fu direttore della cappella imperiale a Pietroburgo e docente di Rachmaninov e Skrjabin. Scrisse opere teatrali (Sogno sul Volga, 1882), 2 sinfonie, 1 concerto e 1 fantasia per pianoforte e orchestra, 1 concerto per violino e varia musica da camera. Subì di volta in volta l’influenza del folclore russo, di Cajkovskij, di Wagner e degli impressionisti francesi.

Programma

EDWARD ELGAR (1857-1934) Salut d’amour, op. 18 (vcl, pf); A song of Autumn (voce, pf)

FRANCK BRIDGE (1879-1941) Spring Song (vcl, pf)

RALPH VAUGHAN WILLIAMS (1872-1958) Linden Lea (voce, pf); Silent Noon (voce, pf); Six studies on English Folk songs (vcl, pf)

GEORGE BUTTERWORTH (1885-1916) Da “Six Songs from A Shropshire Lad”: Look not in My eyes (voce, pf); The lads in their hundreds (voce, pf);

EZRA JENKINSON (1872-1947): Danse des Sylphes (vcl, pf)

BENJAMIN BRITTEN: (1913-1976) Folk Songs: The Salley Garden (voce, pf); Voici le printemps (voce, pf); dalla “Sonatina Romantica (1940)”: Notturno (pf); Avenging and bright (voce, pf); Greensleeves (voce, pf); The Plough Boy (voce, pf)

DMITRI SHOSTAKOVICH (1906-1975) da “The Gadfly Suite, op 97a”:VIII Romance (vcl, pf)

ANTON STEPANOVICH ARENSKIJ (1861-1906) da “Sei Romanze, op. 38”: n° 2, Il giglio nella valle (voce, vcl, pf)

Curricula degli esecutori

Matteo Armanino

Matteo Armanino ha iniziato i suoi studi vocali sotto la guida di Stephen Woodbury, perfezionandosi in seguito con Riccardo Ristori e Alessandro Inzillo.

Esordisce ventiduenne come solista al Teatro Carlo Felice di Genova nel Magnificat di J. S. Bach con la formazione de “I Polifonici di Genova” diretto dal M° Fabio Macelloni.

Diretto dal M° Claudio Gallico esegue in qualità di solista gli Scherzi Musicali con Intermedi di C. Monteverdi al Teatro Regio di Parma nel corso della Stagione Concertistica 1999-2000.

Dal 2001 collabora con il Coro Filarmonico “Ruggero Maghini” di Torino, impegnato in numerose produzioni con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai esibendosi anche in Die Rosenkavalier di R. Strauss, in qualità di solista del coro.

È presente al Festival di Musica Lirica di Aarhuus (Danimarca) come solista ne La Boheme di Puccini e nel Rigoletto di Verdi.

Dalla stagione 2002-2003 è Artista del Coro presso il Teatro Carlo Felice di Genova, e interprete, nelle Stagioni Lirico Sinfoniche della medesima Fondazione, di alcune parti solistiche (Billy Bud, Petite Messe Solemnelle, Der Rosenkavalier, Don Pasquale, Chichester Psalms, Fedora, Roberto Devereux, Andrea Chenier, Pagliacci, Lakmé, Rigoletto).

Ha al suo attivo incisioni per le case discografiche Brilliant, Bongiovanni e Philarmonia.

Giulio Glavina

Nato a Genova, si è diplomato con il massimo dei voti presso il conservatorio “N. Paganini” di Genova

Vincitore di diverse borse di studio, ha partecipato come 1° violoncello nell’Orchestra Giovanile Italiana, suonando in vari teatri (Amsterdam, Parigi, Edimburgo), è inoltre risultato idoneo nell’Orchestra della Comunità Europea

Ha effettuato vari concerti da solista con orchestra (recentemente con l’Orchestra Sinfonica di Massa Carrara nel Concerto di Schumann) ed in duo con pianista Massimo Anfossi, dove è stato invitato ad esibirsi in diverse Associazioni Concertistiche come il Festival Internazionale di Alghero, Riva del Garda, Trieste, Montecarlo, Assisi, Bolzano, Milano, Perugia, Firenze, ecc.

Nel 1997 ha eseguito per il poeta Hobsbawn la “Suite per Cello e jazz Piano Trio” Claude Bolling al Teatro Carlo Felice di Genova, riscuotendo un vivo e caloroso consenso di pubblico e di critica.

Ha al suo attivo diverse importanti registrazioni, come l’integrale della musica d camera di Francesco Cilea per la casa discografica Agorà di Milano, e altri lavori del 900 italiano per la Rusty Records di Milano, come la Sonata per Violoncello e Pianoforte di B. Bettinelli per Rugginenti Editore di Milano. Recentemente ha realizzato la “Suite for Cello and jazz piano trio” di Claud Bolling per la casa discografica VideoRadio di Milano.

Patrizia Priarone

Patrizia Priarone, dopo aver ottenuto il diploma di pianoforte, ha svolto attività di accompagnatore e nel 1996 ha vinto la borsa di studio presso “La Bottega” di Treviso in qualità di Maestro Sostituto sotto la direzione del Maestro Peter Maag e ha partecipato alla realizzazione de Il Matrimonio segreto diretto dal Maestro G. Samale.

Ha diretto concerti con Soli, Coro e orchestra fra cui Missa brevis di W. A. Mozart “Gloria” e Magnificat di A. Vivaldi, estratti da Il Messia di G. F.  Haendel, Stabat Mater di G. B. Pergolesi, Missa Criolla di A. Ramirez e Little Jazz Mass di B. Chilcott.

Nel 1997 ha partecipato alla realizzazione del CD Il Campanello di G. Donizetti in qualità di clavicembalista.

Nel 1999 ha ottenuto il diploma di Direzione d’Opera Lirica presso l’Accademia Filarmonica di Bologna.

Dal 1999 presta la sua attività lavorativa al Teatro “Carlo Felice” di Genova come Maestro Collaboratore e dal 2011 come Altro Maestro del Coro.

 

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