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Urbanistica

‘Santa’: la lettera di De Marchi e i commenti di Delpino

La città si trasforma e resta senza un Piano urbanistico comunale

TETTI SANTA

Da Marco Delpino , direttore di “Tigulliana” e “Bacherontius”

Ho letto con interesse le considerazioni, in buona parte condivisibili, scritte dall’ex sindaco di Santa Margherita Ligure Roberto De Marchi riguardo al più che evidente cambio urbanistico della Città sia nell’area portuale, sia sulla spalliera di San Lorenzo della Costa e alle propaggini del Monte di Portofino e allo “scarso” controllo da parte di chi, in passato, accanto a convinti ambientalisti disponibili al dialogo, era in prima linea forse per non nobili fini.

Certo: se le cose fossero andate diversamente, se alcuni “estremismi” fossero stati smussati, se alcune “intemperanze” governative fossero state mitigate, al G20 di questi giorni a parlare di “pari opportunità” e di ambiente avremmo potuto presentare in vetrina una Santa Margherita Ligure dotata di un Puc rispettoso del territorio (e non una jungla urbanistica come l’attuale), un porto condiviso dai Cittadini, una Città con molti più alberi, più ordinata, pulita e sicura, con la vocazione per un “parco nazionale” visto come “opportunità” e non come… fardello.

Col senno di poi si possono fare tante considerazioni, ma indietro non si torna.

E la Santa Margherita Ligure di ieri l’abbiamo ormai lasciata alle spalle. Toccherà ai giovani ripensare alla Santa Margherita Ligure di domani.

Ma Roberto De Marchi dovrebbe sapere che non sempre le “ciambelle” amministrative vengono sfornate come si vorrebbe.

Nel nostro caso, più che una ciambella, questa amministrazione assomiglia a un pezzo di groviera.

I gatti, in questi ultimi anni, in città sono diminuiti spaventosamente. E quando i gatti mancano, si sa, i topi ballano. Col groviera, poi…