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‘Santa’: si decide il futuro delle donne, anche afghane

La ministra alle Pari Opportunità ha presieduto oggi il summit del G20 che ultimerà alle 17

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La questione femminile è sicuramente uno dei punti più caldi nell’agenda dei leader mondiali (soprattutto alla luce di quanto sta accadendo in Afghanistan) e oggi a Santa Margherita per il “G20 delle donne” sono riuniti in presenza o in teleconferenza quasi tutti coloro che devono occuparsene e decidere a livello globale: e cioè i ministri delle pari opportunità delle nazioni più ricche del mondo. E’ la prima riunione di questo tipo al mondo organizzata dal G20. Nella sala congressi del Grand Hotel Miramare  per parlare dell’empowerment femminile (e cioè il processo di crescita basato sull’incremento della stima di sé e dell’autodeterminazione, per portare la donna ad appropriarsi del suo potenziale) ci sono i ministri delle nazioni più all’avanguardia, e anche quelli di nazioni in cui la condizione della donna è quantomeno precaria.

A gestire un dibattito che si preannuncia acceso, c’è Elena Bonetti, il ministro italiano per le pari opportunità e la famiglia. Sono 24 le nazioni presenti, in gran parte da remoto: Argentina, Australia, Brasile. Brunei, Canada, Repubblica democratica del Congo, Unione Europea (nel suo insieme), Francia, Germania, India, Indonesia, Giappone, Messico, Russia, Ruanda, Arabia Saudita, Singapore, Sud Africa, Corea del Sud, Spagna, Olanda, Turchia, Regno Unito e Usa. Ci sono sette organizzazioni internazionali, dall’Agenzia spaziale europea all’Unesco, alla Banca Mondiale; cinque “gruppi di impegno” internazionali che si occupano specificamente del ruolo della donna nei vari settori dell’economia e della società; vari rappresentanti della società civile internazionale, dal Women’s Forum all’università Bocconi.

Oggi dalle 9 alle 11 c’è stata la sessione plenaria, con tutte le delegazioni riunite. A fare il discorso d’apertura è stata la ministra Elena Bonetti. Poi si sono riuniti i gruppi di lavoro. La chiusura è prevista per le 17.

“Sono tante le sfide che le donne hanno fronteggiato nella pandemia di Covid-19 e ancora affrontano – ha detto la ministra Bonetti-  quelle sanitarie in primis e quelle causate dal gravare dei carichi di cura familiare in maniera preponderante sul ruolo femminile. Simili sfide chiedono una risposta coordinata in seno al G20. La pandemia ha segnato anche un drammatico aumento dei casi di violenza contro le donne, aggravando un fenomeno che resterà difficile contrastare se non creando condizioni di vera parità tra uomini e donne. Per gran parte delle vittime, l’empowerment, anche economico, è la sola possibilità di una via d’uscita dalla violenza.

In questa giornata è inevitabile pensare all’Afghanistan, alla popolazione civile e in particolare alla condizione delle donne, delle bambine, delle ragazze. Il rischio di violenze, di abusi e di violazioni dei diritti umani cui l’intera popolazione femminile, di ogni età, si trova ora esposta, richiede una chiara assunzione di responsabilità dei membri del G20 e dell’intera comunità internazionale”.

“Non possiamo voltare lo sguardo dall’altra parte – ha proseguito la ministra – Per questo ho convocato nel corso della giornata di oggi una riunione dei Ministri responsabili per le pari opportunità, sulla condizione delle donne in Afghanistan, per esaminare più approfonditamente il tema e lavorare a una linea di convergenza G20 sulla questione femminile in Afghanistan. Davanti ad uno scenario così trasversale e articolato, ritengo che il nostro approccio necessiti ora di sistematizzazione e di continuità. Per questo, un altro obiettivo che questa Conferenza si pone è dare vita ad una piattaforma strutturale di discussione interna al G20: al tema dell’empowerment delle donne dobbiamo garantire condivisione, continuità di approccio e una prospettiva concreta di raggiungimento degli obiettivi. E’ il tempo di mettere convintamente le donne al centro delle nostre scelte strategiche, ed è il tempo di condividere le nostre strategie e dare basi solide e comuni alla parità di genere.   Per l’agenda dei lavori di oggi abbiamo attribuito particolare attenzione a quelli che riteniamo essere i punti più urgenti da affrontare: quello del lavoro e dell’empowerment economico delle donne; l’ equilibrio vita-lavoro; ambiente e sostenibilità; l’accesso da parte delle donne alle materie scientifiche, le cosiddette materie STEM, e alle competenze finanziarie e digitali”.

Il convegno ha un taglio operativo. Gli interventi hanno ribadito che i governi devono sostenere l’empowerment economico delle donne, migliorando l’accesso delle donne al mondo del lavoro, con attenzione particolare alla parità dei diritti, alla retribuzione e alla crescita professionale

Questo nell’ottica della creazione di nuove opportunità professionali, anche per le donne vittime di violenza.

“È inoltre importante valorizzare le esperienze positive e di successo di lavoratrici e imprenditrici, soprattutto in relazione alle imprese creative e culturali, al settore finanziario e tecnologico, all’economia circolare, green e sostenibile” ha detto ancora la ministra Bonetti.