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Cultura e spettacolo

Rapallo: il “Coraggio delle donne” raccontato dalle protagoniste

Dalla parrocchia di San Michele di Pagana riceviamo e pubblichiamo.

Parrocchia di san Michele di Pagana

Dopo il grande interesse di pubblico delle serate a tema su i “Confini” e su “Arte&Musica” inizia il ciclo su il “Coraggio delle Donne”. La rassegna “Sotto il campanile termina il 28 agosto

14.08.2021. H 21.00 “Non è un momento dedicato solo alle donne e non vuole esaltare le qualità femminili, in antitesi a quelle maschili” sottolinea don Paolo, Parroco della chiesa di San Michele di Pagana. “Questo ciclo vuole invece sottolineare alcune caratteristiche prevalentemente femminili legate alla cura, alla forza che ti spinge ad andare avanti, quella che trova soluzioni creative anche per affrontare e superare situazioni personali difficili che la vita inevitabilmente a volte ti pone davanti”. E così si è voluto aprire un dialogo su “Il coraggio delle donne: e la loro capacità di nascere, rinascere, vivere, costruire e accogliere”

Per metterlo in evidenza sono state individuate due figure femminili che ben rappresentano il tema della serata che gira intorno a: nascere, rinascere, vivere, ricostruire, accogliere.

Rosanna D’Antona, milanese di adozione, imprenditrice, viene colpita da un tumore al seno a 45 anni, nel pieno della carriera lavorativa. Si ferma, riprende ma con una visione diversa delle priorità della vita. Segue il professore che l’ha salvata (il prof Umberto Veronesi) nelle sue campagne di prevenzione. Oggi a distanza di anni guida in Italia un’Associazione di Volontariato Europea (Europa Donna) che ha l’obiettivo di sensibilizzare i decisori della sanità a fare leggi più consone per le circa 54.000 donne che ogni anno in Italia si ammalano di tumore al seno. Proprio il mese scorso si è ottenuto un fondo di 20 milioni dal Ministero della Salute per il rimborso dei test genomici che, se positivi, potranno evitare la chemioterapia ad almeno il 30% di donne affette da tumore al seno. Ha creato una rete di 170 altre associazioni che ogni giorno cercano di alleviare i tanti bisogni delle migliaia di donne che devono affrontare il percorso di cura di questa malattia tra ospedali, medici, famiglia e richieste del sistema sanitario nazionale nelle diverse città del nostro Paese. Di questa esperienza ha scritto un libro per Piemme-Mondadori editore “Il mio Professore”.

Zita Barabino, genovese di origine, madre di due figli, una madre-coraggio (anche se non ama definirsi così) poiché a pochi giorni dalla nascita del primo figlio viene informata che è affetto dalla sindrome di down. Non si arrende, anzi fa di questo evento un progetto di ripresa. Desidera che il bimbo abbia le migliori opportunità di partecipazione alla vita sociale. Non lo lascia solo, lo prepara allo studio, al lavoro e allo sport tra basket e calcio. Se ne prende cura anche quando altre malattie lo aggrediscono. Ha cercato di farlo diventare autonomo come tutti gli altri ragazzi tanto che ora sta bene ora e lavora da anni come giardiniere al Parco di Nervi .

Intanto, sempre con la stessa forza lavora, cresce un’altra figlia, sostiene le fragilità del marito e conduce la propria vita senza cedimenti di fronte agli eventi avversi che incontra.

Due storie di donne, due vite diverse e intense e a volte difficili. Tanto in comune: la forza per ricominciare e l’amore per la vita. Esempi, per fortuna non unici, che faranno riflettere su come le donne sappiano trovare le risorse per non arrendersi e la creatività per trovare soluzioni nuove. Non a caso in questo momento, il nostro Paese sta puntando alla valorizzazione e alla partecipazione delle sulle risorse femminili per “ricostruire”, per “ricominciare” e per “riprendere” il percorso che abbiamo interrotto in questo ultimo difficilissimo periodo.

Rosanna D'Antona

Rosanna D’Antona

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