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Circolare ministero

Covid, arriva il certificato per gli esenti dalla vaccinazione

I documenti potranno avere una validità massima fino al 30 settembre 2021

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Per chi non ne fosse venuto a conoscenza esiste una “certificazione di esenzione alla vaccinazione” che consente alle persone che non possono vaccinarsi contro il Covid, non per loro libera scelta ma perché le loro condizioni di salute non lo permettono, di ottenere una via di fuga. Si tratta infatti di un particolare documento introdotto da una circolare del Ministero della Salute emessa il 4 agosto, 48 ore prima che entrasse in vigore il decreto sul Green pass obbligatorio per locali al chiuso, palestre, piscine e attività simili e riguarda una minoranza di persone che tuttavia necessitavano di avere delle certezze. La certificazione di esenzione alla vaccinazione anti Sars-Cov-2 viene rilasciata “nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la controindichino in maniera permanente o temporanea”.

Le persone che ottengono una esenzione alla vaccinazione, si legge, “devono essere adeguatamente informate sulla necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione” come uso delle mascherine, distanziamento, evitare assembramenti. Le certificazioni di esenzione alla vaccinazione Covid potranno essere rilasciate in formato cartaceo e potranno avere una validità massima fino al 30 settembre 2021, salvo ulteriori disposizioni. La durata di validità, “sulla base delle valutazioni cliniche, verrà aggiornata quando sarà avviato il sistema nazionale per l’emissione digitale delle stesse per consentirne la verifica digitale”. Temporaneamente e fino al 30 settembre, sono validi i certificati di esclusione vaccinale già emessi dai Servizi Sanitari Regionali.

La circolare del ministero riporta una tabella che contempla rari casi: per tutti i vaccini disponibili si indica la situazione di “ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti“. Segnatamente ai sieri a vettore virale (AstraZeneca e Johnson & Johonson) la somministrazione viene esclusa per i “soggetti che in precedenza hanno manifestato episodi di sindrome da perdita capillare” (Cls): si tratta di un disturbo raro che porta a shock, emoconcentrazione, ipoalbuminemia e una potenziale conseguente insufficienza d’organo con associati un rapido gonfiore delle braccia e delle gambe, un improvviso aumento di peso e sensazione di mancamento a causa della bassa pressione arteriosa. Basterebbe però vaccinarsi con Pfizer e Moderna (che non riportano questa controindicazione) per superare il problema. Il documento cita anche le sindrome di Guillain-Barré, segnalata molto raramente in seguito alla vaccinazione con AstraZeneca, e casi “molto rari” di miocardite e pericardite associati a Pfizer e Moderna: in questi casi non ci sono controindicazioni preventive ma solo problemi sul richiamo (che potrebbe anche non essere fatto a seconda della valutazione medica). Al tempo stesso niente richiamo con AstraZeneca a chi ha già manifestato sindrome trombotica associata a carenza di piastrine in seguito alla prima dose. Chi ha manifestato una reazione allergica grave dopo la prima dose potrebbe usare un vaccino diverso per completare l’immunizzazione, ma “vista la possibilità di reazioni crociate tra componenti di vaccini diversi è opportuno effettuare una consulenza allergologica e una valutazione rischio/beneficio individuale“.

La vaccinazione anti-SarsCoV2 “non è controindicata in gravidanza”. “Qualora dopo valutazione medica si opti per rimandare la vaccinazione, alla donna in gravidanza potrà essere rilasciato un certificato di esenzione temporanea alla vaccinazione“, precisa il ministero, sottolineando che anche “l’allattamento non è una controindicazione alla vaccinazione anti-SarsCoV2”