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Calvari: a Expo dalla mostra di pittura alla torta di nocciola

Prosegue Expo Fontanabuona, nata come vetrina delle attività, delle prospettive, dei problemi e del futuro della vallata.

expo fontanabuona
Alessandra Ferrara presidente del gal e regista di Expo

Dall’ufficio stampa di Expo Fontanabuona riceviamo e pubblichiamo

“Aspetti e colori della Fontanabuona”.  Con questo titolo dal 2017, in occasione dell’Expo,  viene organizzata in vallata una estemporanea di pittura. Quella di quest’anno è la quarta edizione, perchè lo scorso anno, a causa del Covid, non venne fatta. Il tema è il paesaggio, l’ambiente, con i suoi scorci caratteristici. Il genere di pittura è quello figurativo, che rende l’opera realizzata più vicina alla realtà. La tecnica invece è libera.

Nel corso delle quattro edizioni vi hanno preso parte trentacinque artisti; quest’anno sono dieci ed è giusto farne i nomi: Mario Anselmi, Daniele Celle, Roberto Curotto, Diego De Martini, Luca De Paoli, Eugenio Feresin, Fulvio Galli, Mauro Giuffra, Francesco Piccolo, Valeria Scorza.

Ognuno ha interpretato a modo suo  il soggetto prescelto e c’è anche chi ha voluto accostarlo alla figura di Dante Alighieri. In un caso si vedono addirittura Dante e Alagia Fieschi (la “buona Alagia” figlia di Nicolò dei conti di Lavagna, sposa di Moroello Malaspina)  che stanno osservando la fiumana bella. In un altro la trasparenza azzurrina del torrente lascia intravedere persino i pesci guizzanti a mezz’acqua.

La giuria tecnica ha già deciso chi sono i primi tre. Ma ci sarà spazio anche per il giudizio dei visitatori, che potranno esprimere con un voto la loro preferenza nel corso dell’esposizione, che sarà fatta sabato 14 a partire dalle 16,30 in Piazzale San Lorenzo, a Calvari.  La premiazione avrà luogo alle 18,30.

L’organizzazione dell’iniziativa è del Centro Culturale del Lascito Cuneo e della Pro Loco di San Colombano Certenoli, che in questa occasione ripresenteranno anche la serie di oltre cinquanta fotografie riprese con il drone da Davide Valentino Solari per “raccontare” la dantesca “fiumana bella” da Siestri alla foce.

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La Pro Loco di San Colombano Certenoli continua imperterrita a cercare di valorizzare la nocciola, fino agli anni ’80 uno dei pilastri dell’economia locale, tant’è vero che venivano sradicati non solamente i castagni ma anche gli ulivi per fare posto a redditizi cespi di avellane.
Anche se la produzione è ormai scarsa e i produttori si contano sulle dita di una mano, la Pro Loco, nell’intento di far conoscere come possano essere utilizzate, le nocciole, nella pasticceria, da anni indice un concorso per la miglior torta che abbia come componente questo gustoso frutto, di cui vanno ghiotti i ghiri, che ne sono i principali ……consumatori.
Aperto a chiunque intenda partecipare, ll concorso non ha particolari prescrizioni se non la consegna delle torte alle ore 16 di sabato 14 agosto in Piazzale San Lorenzo a Calvari, dove una speciale commissione di degustatori stabilirà una graduatoria.  La premiazione sarà fatta alle 18,15.

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E’ tradizione che a Calvari, in occasione di Expo Fontanabuona, si presentino libri che hanno attinenza con l’entroterra. Se ne fa carico il Centro Culturale del Lascito Cuneo, espressione della Civica Biblioteca, che questa volta ha anche direttamente curato una delle due pubblicazioni che saranno presentate.

Si tratta di una ricca raccolta di immagini riguardanti la Val d’Aveto, frutto della passione e della capacità artistica di Cesare Ferrari, un fotografo rimasto nella storia del Tigullio per averne saputo cogliere gli aspetti meno conosciuti nel periodo in cui era in atto una trasformazione nel modo di vivere e nel rapporto con l’ambiente.

Siamo a cavallo tra gli anni ’60 e gli anni ’70 del secolo scorso e allora Cesare Ferrari fotografava prevalentemente in bianco e nero. Il colore lo adottò dopo, per rispondere alle mutate esigenze editoriali.
Gli scatti di quell’epoca sono pertanto da considerare dei veri e propri documenti e bisogna dire grazie alle sue figlie se i negativi sono giunti fino a noi.

Nel libro sulla Val d’Aveto, che fa seguito a quello sulla Val Cichero pubblicato e presentato nel 2019, vi sono fotografie che riguardano il paesaggio, l’architettura rustica e le attività agropastorali, ma quelle che fanno comprendere quanto lo scorrere del tempo si è portato via sono i “barchi”, quelle caratteristiche e originali costruzioni in legno dal tetto scorrevole sostenuto da quattro pali e coperto di paglia sotto il quale veniva accumulato il fieno raccolto sui monti.  Facevano parte del paesaggio e i pochi che ancora si possono vedere,  con il tetto in lamiera, hanno perso la poesia di una volta.

A presentare questa pubblicazione sarà Osvaldo Garbarino, studioso dell’architettura comunemente detta “minore”, che lui ha invece definito, in uno studio dimostratosi fondamentale, “eulitica”, ossia “della bella pietra”.