Chiavari, a Villa Rocca l'omaggio di Libertango ad Astor Piazzolla - LevanteNews
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"obiettivo creatività"

Chiavari, a Villa Rocca l’omaggio di Libertango ad Astor Piazzolla

Un omaggio al compositore argentino che è stato capace di riscrivere i canoni di un genere e di farlo conoscere in tutto il mondo

Generico agosto 2021

Dall’ufficio stampa di Lunaria Teatro

“Obiettivo Creatività”, il progetto promosso da Lunaria Teatro e Comune di Chiavari per la valorizzazione del complesso di Villa Rocca, si conclude domani, martedì 10 agosto, all’insegna della danza: “Il tango di Astor Piazzolla” è un omaggio al compositore argentino che è stato capace di riscrivere i canoni di un genere e di farlo conoscere in tutto il mondo, a cura di Pasquale Bloise della Compagnia Libertango e delle sue ballerine, accompagnati dall’orchestra dei Los Casares.

Nato nel 1921 a Mar del Plata, in Argentina, da una famiglia di immigrati italiani, all’età di quattro anni si spostò con i genitori a New York: proprio in questa città il giovane Piazzolla iniziò a suonare il bandoneón, una specie di fisarmonica a due mani che è tradizionalmente associata ai gruppi musicali che suonano il tango. Sempre a New York compose, undicenne, il suo primo tango, seguì le lezioni di Bela Wilda, allievo del grande pianista Rachmaninoff, e infine conobbe una delle leggende della musica tanguera di allora, Carlos Gardel.

Imbevuto di influenze musicali classiche ma dell’influsso della scena jazz newyorchese, Piazzolla tornò a Mar del Plata nel 1936, cominciando a suonare in svariate orchestre di tango. Trasferitosi poi a Buenos Aires e iniziata anche la carriera di arrangiatore, il musicista fondò nel 1946 la sua Orquesta Típica, per poi studiare a Parigi insieme alla grande compositrice e direttrice d’orchestra Nadia Boulanger. Una volta tornato in Argentina, Piazzolla si cimentò in quello che sarà chiamato nuevo tango, un approccio innovativo e rivoluzionario che mescolava elementi della musica da camera e di improvvisazione jazz, ma senza parti cantate, con grande scorno dei puristi del tango argentino tradizionale.

Seguirono anni di grande successo internazionale, con diversi soggiorni all’estero, Italia compresa, dove nel 1973 compose forse il suo album più famoso, Libertango. Durante la dittatura dei militari in Argentina dal 1976 al 1983 Piazzolla si trasferì nuovamente nel nostro Paese, nonostante la sua relazione con il dittatore Jorge Rafael Videla rimane oggetto di controversie. In quegli anni partecipò a diversi progetti, come la colonna sonora per il film Enrico IV di Marco Bellocchio nel 1982. Nell’agosto 1990, mentre si trovava a Parigi, fu colpito da un’emorragia cerebrale che lo lasciò in coma per quasi due anni. Morì il 4 luglio 1992 senza mai riprendere conoscenza.

Astor Piazzolla ha portato a tutto il mondo musicale un’energia senza precedenti e ha modificato gli schemi canonici del tango, sia nella danza che nella musica.