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Levanto-Pignone-Porto Venere e isole, patrimonio dell’Umanità

Si potrebbe definire un'area di Cornice che diventa patrimonio dell'Umanità come le Cinque Terre. Un'area che riguarda porzioni di Levanto e Pignone, in Val di vara, e le isole Palmaria, Tino, Tinetto

Cinque Terre
Buffer Zone

Da Marzia Vivaldi riceviamo e pubblichiamo

Approvata la buffer zone del sito Unesco Porto Venere Cinque Terre e Isole (Palmaria, Tino e Tinetto), in occasione della 44a Sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale svoltasi dal 16 al 31 luglio a Fuzhou, capoluogo della provincia orientale cinese del Fujian, che ha anche decretato, per la prima volta in modalità virtuale, l’inserimento nella lista del patrimonio mondiale del ciclo pittorico della Padova del Trecento con la Cappella degli Scrovegni, dei portici di Bologna e delle terme di Montecatini.

La buffer zone, o fascia di rispetto, individuata per garantire un maggiore livello di tutela dei valori materiali e immateriali custoditi dal sito stesso, copre una zona di 15.695 ettari (di cui 5.607,5 in terra e 10.087,5 in mare) e comprende le municipalità di Beverino e Riccò del Golfo, porzioni di territorio dei Comuni della Spezia, Levanto e Pignone, della frazione delle Grazie di Porto Venere e ampie porzioni di mare: una che si estende dall’Area Marina Protetta delle Cinque Terre al Parco regionale naturale di Porto Venere ed un’altra rappresentata dalle acque intorno alle tre isole.

“L’approvazione della zona di rispetto da parte del Comitato del Patrimonio Mondiale fissa un ulteriore tassello nel percorso di evoluzione del nostro sito, protagonista, negli ultimi anni, di alcuni passaggi decisivi: – dichiara Donatella Bianchi, Site Manager del sito UNESCO Porto Venere Cinque Terre e Isole –  dalla firma dell’Accordo di Programma del 2016 che ha dato una struttura di governace al sito, all’approvazione del Piano di Gestione, revisionato nei suoi obiettivi strategici, azioni e modalità attuative per promuovere progetti di conservazione e valorizzazione sempre più coordinati, condivisi, ed efficaci nell’assicurare la conservazione a lungo termine di un complesso patrimonio di valori determinanti nello sviluppo sostenibile del territorio. La definizione della buffer zone –  continua la Bianchi – rappresenta il riconoscimento di un sistema di valori che si riverberano oltre il perimetro dell’area iscritta ed appartengono ad un territorio più ampio, con una valenza strategica anche in termini di protezione. Un territorio caratterizzato da una comune radice storica e socio culturale, ancora visibile nella continuità delle pratiche agricole tradizionali, nel tramandarsi del sapere tecnico locale, nel patrimonio integrato di insediamenti rurali, terrazzamenti a muri a secco, sistemi di  fortificazioni e valori archeologici e naturalistici che, insieme alle attività tradizionali legate alla terra e al mare, concorrono a quel mosaico di eccezionale qualità paesaggistica conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.”

Tra le raccomandazioni aggiuntive indicate da ICOMOS, Consiglio internazionale per i monumenti e i siti, nell’istruttoria presentata al Comitato del Patrimonio Mondiale, vi è l’inclusione del perimetro della buffer zone in tutti gli strumenti e programmi esistenti a livello nazionale, regionale e locale, compreso il Piano Territoriale Regionale e la garanzia che le sinergie nella protezione dei valori naturali e culturali del sito, siano perseguite attraverso tutti i piani e i programmi riguardanti il territorio iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale.

“Molti valori ed elementi peculiari del nostro sito sono concentrati anche nella buffer zone  – spiega Nicoletta Portunato, responsabile dell’Ufficio del Sito UNESCO Porto Venere Cinque Terre e Isole – come è emerso nel corso dei tavoli di lavoro partecipati, organizzati sul territorio a partire dal 2019, con i portatori di interesse e i rappresentati istituzionali, nell’ambito del progetto Gestione integrata dei valori, degli attributi e dei rischi del paesaggio del sito e attraverso il quale abbiamo potuto coinvolgere un’ampia platea di consultazione. Il progetto, finanziato ai sensi della Legge 77/2006 e diretto all’approfondimento dell’analisi degli attributi e dei rischi è risultato determinante della definizione puntuale delle attività di tutela ed intervento recepite poi dal Piano di Gestione del sito in funzione delle azioni sui territori.”

Il riconoscimento giunge a chiusura dell’anno di mandato annuale come Site Manager ricoperto da Donatella Bianchi in qualità di presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre che, a partire dall’8 agosto prossimo, passerà il testimone al Sindaco di Porto Venere, Matteo Cozzani.