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Giovedì sera

Estate Spettacolo, all’Arena del Mare torna Angelo Branduardi

È il musicista per eccellenza che da sempre coniuga lo spirito pop con la poesia di tutti i tempi e la tradizione "colta", da Bach a Wagner

angelo branduardi

Dopo sei anni di assenza dal capoluogo ligure torna giovedì 5 agosto sul palco dell’Arena del Mare Angelo Branduardi.

Poeta, polistrumentista, compositore, cantore e cultore delle musiche antiche, Angelo Branduardi è uno dei più importanti esponenti di quella canzone d’autore italiana che dagli anni Settanta a oggi ha mantenuto intatta la sua freschezza, senza risentire degli effetti di un salto temporale. È il musicista per eccellenza che da sempre coniuga lo spirito pop con la poesia di tutti i tempi e la tradizione “colta”, da Bach a Wagner. Straordinario il legame con la città di Genova che si ritrova nella sua essenza, nelle sue qualità artistiche. L’interprete di canzoni immortali e per molte generazioni indimenticabili come “Cogli la prima mela”, “Il ciliegio”, “Alla fiera dell’est”, “Il dono del cervo” e “Gulliver” festeggia i suoi 45 anni di carriera con il suo ultimo album intitolato “Il cammino dell’anima”.

Con “Il Cammino dell’anima”, Angelo Branduardi ritorna a cantare la spiritualità, risvegliando dal sonno dell’anno mille l’opera visionaria di Hildegarde von Bingen, monaca, reclusa secondo la regola di San Benedetto, fin dall’età di otto anni e poi badessa di Bingen. Hildegarde fu mistica e poeta, musicista, filologa ed erborista, era e rimane ammirata per avere esplorato senza paura il posto dell’anima nel Cosmo e per avergli dato voce con la sua visione musicale unica. Nella sua epoca, come nella nostra, quella che fu chiamata “La Sibilla del Reno” e parlò alla pari con Papi ed Imperatori, resta fonte di stupore per coloro che sono disposti ad ascoltarla. Hildegarde definì “Sinfonia” il ciclo lirico delle sue opere, per lei l’anima è “sinfonica” e trova la sua espressione nell’accordo segreto di anima e corpo nell’atto musicale, nell’armonia prodotta dal suono degli strumenti e dalla voce umana, nell’armonia celeste e nell’accordo misterioso che viene dal profondo dell’anima.

La sua musica è molto bella ed è molto eseguita nel circuito dei cultori di musica antica e il suo pensiero, rivoluzionario per l’epoca, è stato molto studiato dalle femministe dagli anni ’70 -’80 in quanto riconosce un aspetto femminile del principio divino.

Hildegarde è una figura con un vasto seguito di musicisti, intellettuali e femministe (è stata oggetto di studi fondamentali per il femminismo, la medievalista Michela Pereira è tra le massime esperte mondiali della santa).

Nel 2019 il percorso di spiritualità, che aveva avuto inizio, ai tempi del suo esordio, con le canzoni ispirate alla tradizione orale degli indiani d’America per proseguire con il lavoro dedicato al Santo di Assisi, porta Branduardi alla riscoperta dell’opera di Hildegarde von Bingen, Santa e Dottore della Chiesa.

“La musica è nata con la religione”, racconta Branduardi, con “lo sciamano che faceva da tramite tra l’uomo e Dio” e per Hildegarde von Bingen “la musica è la forma più alta dell’attività umana, quella che meglio riflette l’ineffabile suono delle sfere celesti.”