La mamma di riserva - LevanteNews
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La mamma di riserva

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Di mamma ce n’è una sola.

L’affermazione tende a costituire un dogma: in quanto tale, non tarda ad introdurre un decisivo handicap nelle ordinarie dinamiche sentimentali.

Andando al punto ed evitando ermetismi, il tradizionale sistema educativo-culturale familiare e le conseguenti propagazioni affettive sono confezionati in modo da desiderare repliche della figura materna,  quale convitato di pietra, quale com-presenza immanente.

Cosicché, gli effetti educativi precipitano sull’individuo con la forza e il peso di un macigno, laddove gli producono ammaccamenti tanto visibili quanto devastanti, anche a livello di relazione affettiva standard.

In tale direzione  va inquadernato il bisogno di un certo genere maschile, giammai  ultimata la fase di passaggio filiale,  di affiancare alla figura materna una nuova figura qualitativamente sostitutiva, cui delegare l’andamento sentimental-familiare.

Di ciò non è difficile trovare palese riferimento, tra l’altro, nell’ orchestrazione di certe pubblicità televisive, laddove la presenza della madre dominante sul figlio adulto caratterizza lo scenario domestico.

Tali orchestrazioni di natura commerciale rappresentano indicatori inequivocabili, tra l’altro, di un genere maschile immobile nella crescita, in fase del perenne svezzamento.

E’ evidente il potenziale adescamento implicato nella relazione sentimentale  in conseguenza della sacralità in capo alla figura materna,  analogamente al precedente adescamento educativo madre/figlio.

Una relazione che, a voler ribadire il concetto, essuda l’immagine di un accudimento protratto senza termine. Un’immagine in cui aleggia la vicaria figura della mamma-di-riserva,  che prima affianca e poi sostituisce la mamma-titolare.

Trasponendo un pensiero di W. Thesiger secondo cui “al mercato dell’esistenza le cose si acquistano non con denaro ma con i fatti, con azioni concrete”, alcune dinamiche di coppia non esitano a manifestare nel concreto tali modalità, mimetizzate solo in modo parziale.

La mamma-di-riserva é  un’entità imprescindibile in molte dinamiche sentimentali  nel ri-editare la formula familiare originaria.

Pur nella contemporanea pretesa di autonomia, la dinamica affettiva resta ancorata ad una liturgia  familiare che fonda l’educazione su una inconfessata subalternità filiale.

Una liturgia magistralmente enucleata nella irriverente considerazione di A. Strindberg:  “l’immagine del menage familiare mi distoglie dall’idea dell’amore”.

 

 

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