Parco Portofino: quel marziano che ha disegnato i confini - LevanteNews
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Parco Portofino: quel marziano che ha disegnato i confini

l fatto più logico sarebbe stato superare i confini a Ruta,  superare il monte Esuli, Caravaggio e spingersi dalla Spinarola di Uscio al monte Fasce attraverso la strada "tavianea", già vincolata per 300 metri a monte e a valle

parco portofino large
Il crinale dei monti che da Uscio arrtivano al Monte Fasce

La diffidenza è diffusa. Perché è chiaro che a esprimere giudizi sul futuro del parco di Portofino è soprattutto la politica. Per sinistra e 5 Stelle il parco è la panacea di tutti i mali; per il centro destra tutto il contrario. Per i favorevoli il parco è una miniera che porta posti di lavoro e ricchezza; si dicevano le stesse cose per l’Area marina di Portofino dove i sub sono sempre stati una presenza importante e dove fiumi di soldi non ne sono arrivati; l’area viene ricordata per la significativa vicenda del peschereccio Margherita e lo studio (eseguito da diverse aree) sulle patelle. Riduttivi? Probabilmente sì.

I parchi sono necessari e la stessa richiesta di quelli urbani privi di auto e ricchi di verde lo dimostra; i giardini per quanto curati sono dei surrogati. Il turismo sempre più green, ha moltiplicato gli escursionisti che amano percorrere i sentieri delle nostre colline e montagne, osservando scorci bellissimi di mare dall’alto.

Ci si chiede tuttavia chi ha disegnato i confini estesi a undici Comuni del parco portofinese. Il fatto più logico sarebbe stato superare i confini a Ruta, attraversare un breve tratto della strada provinciale per San Martino di Noceto,  superare il monte Esuli, Caravaggio e spingersi dalla Spinarola al monte Fasce attraverso la strada “tavianea”, già vincolata per 300 metri a monte e a valle e dove (caso raro) è stato perfino distrutto lo scheletro di una casa. Un parco accessibile anche ai disabili, una incantevole finestra sul Golfo di Genova, un terreno teatro di storiche battaglie. I vincoli sulla caccia potrebbero essere derogati e si porterebbe il parco nello stesso capoluogo. (m.m.)

 

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