Chiavari: diga Perfigli, arriva in consiglio la revoca - LevanteNews
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Chiavari: diga Perfigli, arriva in consiglio la revoca

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Dall’ufficio stampa del Comune di Chiavari

“Recedere dall’accordo di programma siglato dalla precedente amministrazione Levaggi – Garibaldi per la realizzazione della diga Perfigli e tutelare la piana dell’Entella. Lo abbiamo affermato, sottoscritto e approvato il 28 luglio 2017 con la delibera n. 38, ed ora lo confermiamo con la proposta che porteremo, in accordo con Lavagna, Carasco e Cogorno, all’attenzione del consiglio comunale” lo dichiara il primo cittadino Marco Di Capua a pochi giorni dalla convocazione della seduta pubblica.

Nel testo si delibera la necessità di interpellare il presidente della giunta regionale su due questioni fondamentali: la convocazione del collegio di Vigilanza per dichiarare nullo l’accordo di programma (in quanto non approvato con atto formale dal presidente stesso, né pubblicato sulla gazzetta ufficiale di Regione Liguria) e la sospensione di ogni attività in esecuzione dei progetti approvati fino all’effettuazione di un’approfondita istruttoria da affidare ad un soggetto terzo qualificato, sulla rispondenza della progettazione a suo tempo approvata e la situazione attuale della piana.

“È giunto il momento di mettere fine alle sterili strumentalizzazioni che cercano di additare la mia amministrazione come favorevole, incerta, spaccata o ambigua sul tema della diga Perfigli. Nessun vicolo cieco o miopia, nessuna divisione sul tema. Siamo sempre stati contrari alla realizzazione di un’opera impattante chiamata diga Perfigli, e lo abbiamo messo nero su bianco – prosegue Di Capua – Gli impegni presi con i cittadini li rispettiamo, lavoriamo seriamente affinché alle intenzioni e alle prese di posizione seguano i fatti, motivati da pareri amministrativi e legali. Sino ad oggi sono le opere a parlare, sono i cittadini con i loro occhi ad essere il metro di giudizio per definire la credibilità di un’amministrazione che lavora per loro”.

“Inoltre, ritengo che la via più corretta per fermare la costruzione della diga sia quella di far apporre il vincolo sull’argine napoleonico sito nella piana di Lavagna: si tratta di un’opera che ha un suo significato e valore storico-culturale che verrebbe distrutta con la costruzione del nuovo argine, un aspetto non del tutto emerso durante l’approvazione del progetto – conclude il sindaco – Sono argomenti di competenza diretta del comune di Lavagna, territorio nel quale le opere vengono realizzate e si trova il bene da tutelare, la cui amministrazione ha avviato specifiche interlocuzioni con la Soprintendenza per valutarne l’impatto rispetto al vincolo paesistico”.