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Camogli: cinque mesi fa il crollo dei loculi in mare

Generico luglio 2021

Cinque mesi fa, nel pomeriggio di lunedì 22 febbraio, alcuni loculi e cappelle di famiglia del cimitero di Camogli, furono trascinate a mare dal crollo della falesia su cui fu costruita parte del camposanto. I corpi o le ceneri di 415 defunti finirono a mare. Dopo cinque mesi la sensazione è che sul fatto, tanto tragico da attirare l’attenzione dei media di tutto il mondo, si voglia stendere un velo. Nessuna notizia ufficiale sui resti recuperati e identificati, sulla loro futura sistemazione (anche se al cimitero sono stati realizzati nuovi loculi ed altri sono previsti); su come ricordare i defunti non restituiti dal mare; né alcuna proposta su come “blindare” la frana per evitare che il problema si ripeta in futuro. Da cinque mesi il cimitero è chiuso al pubblico; non si hanno neppure notizie circa l’inchiesta aperta dalla Procura che dovrebbe chiarire eventuali responsabilità e dissipare dubbi su persone che non ne avrebbero.

In realtà il crollo del cimitero non è affatto dimenticato. Intanto il rammarico delle persone che trovavano conforto nel recarsi al cimitero a portare un fiore, recitare una preghiera, lavare il loculo dove si trova la salma di una persona amata e defunta. Poi il dolore di chi ricorda agli amici che la salma della propria madre, fratello, zia o altro parente non è stata trovata. Sullo sfondo di tutto questo, le elezioni amministrative.