Chiavari: "A 20 anni dal G8 di Genova e i vaccini" - LevanteNews
LA REDAZIONE
010 8935042 Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto
Diario

Chiavari: “A 20 anni dal G8 di Genova e i vaccini”

a 20 anni da G-8 GenovaR

Da Luca Garibaldi consigliere e capogruppo regionale del Pd riceviamo e pubblichiamo

Ciao,

sono passati vent’anni dal G8 di Genova. Le commemorazioni e le iniziative sono moltissime, e culmineranno nella manifestazione a Piazza Alimonda il 20 luglio, per ricordare la morte di Carlo Giuliani. Nonostante vent’anni siano passati resta ancora difficile parlare del G8, come se ci fosse ancora una forma di rimozione e di ritrosia, da parte di una città e di una generazione.

Ma l’esercizio della memoria non è solo ricordo e commemorazione di quelli che sono stati i fatti di Genova, da Piazza Alimonda, alla Diaz a Bolzaneto, ma una riflessione più profonda su quello che è stato il movimento, sulla sua attualità, su come la richiesta di un altro mondo possibile, vent’anni fa, avesse individuato i temi centrali nel dibattito di oggi, dal clima alla crisi del neoliberismo, dalle migrazioni, al ruolo delle multinazionali.

Una riflessione che vent’anni dopo anche le forze progressiste europee dovrebbero rilanciare proprio partendo dai semi di quell’esperienza.

Ci sono decine di contributi, articoli e racconti sul G8: vi lascio una minima – e arbitraria selezione di articoli, link e consigli di lettura. Dal reportage “Ritorno a Genova” al podcast di Internazionale, Limoni, di Annalisa Camilli. Agli approfondimenti di Valigia Blu sul G8 spiegato a chi ora ha vent’anni, al numero speciale di Internazionale.

IN GERMANIA NON E’ SOLO L’ALLUVIONE DEL SECOLO – Più di 100 morti, 1500 dispersi, una quantità di acqua caduta inimmaginabile fino a pochi anni fa. La catastrofe ambientale tra Germania e Belgio non si può definire solo come una alluvione. Il termine non dà fino in fondo la consapevolezza di quello che è accaduto, e che continuerà ad accadere nei prossimi anni. I fenomeni meteo stanno diventando sempre più estremi, rapidi e rovinosi.

Si parla da anni di cambiamento climatico, e spesso gli effetti del fenomeno appaiono lontani da noi, in un orizzonte che spesso ci rende ciechi nel valutare gli impatti. Ma quello che è accaduto nel cuore dell’Europa, peraltro in una delle realtà che ha sempre fatto vanto della capacità di manutenzione del paesaggio, è la prova evidente di una tendenza che continuerà ad accelerare ad ogni livello, e per la quale occorrono soluzioni rapide e drastiche, perché gran parte degli obiettivi di riduzione delle emissioni, di transizione ecologica sono già ora ardue da raggiungere e non si può perdere altro tempo.

STOP AL FINANZIAMENTO DELLA GUARDIA COSTIERA LIBICA.  In questi giorni il Parlamento ha discusso e approvato il rifinanziamento alla missione internazionali, e in particolare al sostengo alla Guardia costiera libica. E’ stato approvato un ordine, voluto dal PD, per chiedere che dal 2022 sia l’Unione Europea a tornare ad occuparsi del dramma dei profughi nel Mediterraneo, come con la missione internazionale Mare Nostrum, per tornare ai corridoi umanitari e ad un superamento della situazione attuale, anche nel rapporto con la Guardia Costiera libica.

Capisco la mediazione, ma non sono d’accordo. Perchè non è più accettabile che il nostro Paese continui a riconoscere la legittimità della Guardia Costiera libica, arrivata perfino a sparare sulle imbarcazioni dei migranti usando le motovedette fornite dall’Italia. Non si può non vedere come si continuino a calpestare i diritti umani di migliaia di persone trattenute in centri di detenzione senza aver commesso alcun crimine, con il sostegno attivo di quella guardia costiera libica che continuiamo a finanziare.

Il processo di pacificazione e democratizzazione della Libia deve vederci protagonisti, ma non si possono continuare a sostenere iniziative e politiche contrarie ai diritti umani. Per questo condivido la posizione di chi del PD si è espresso in dissenso al gruppo.

LA DISCUSSIONE IN SENATO SUL DDL ZAN – Secondo l’Eurobarometro l’Italia è uno dei paesi europei più arretrati dal punto di vista del riconoscimento dei diritti per le minoranze LGBTQI.

Già questo dovrebbe essere sufficiente per procedere spediti verso l’approvazione del DDL Zan, ma purtroppo lo spettacolino indegno che alcuni Senatori ci hanno riservato la settimana scorsa in Aula ci fa capire che con ogni probabilità il disegno di legge che andrebbe a tutelare le vittime, finirà per essere trattato dopo la pausa estiva del Parlamento. Lo spettacolo indegno, dicevo, si è composto di un misto di ignoranza becera e di menzogna, un insieme che crea maggiore confusione tra gli italiani.
Si tratta di una legge, lo ripeto e continuerò a ripeterlo fino a che l’Italia non si dimostrerà un paese civile anche dal punto di vista normativo, che non va a ledere la libertà di parola di nessuno, in cui non viene in nessun modo toccato l’argomento della genitorialità o dell’utero in affitto o di altri argomenti, come l’eutanasia legale, da cui una certa parte si dimostra ancora impaurita.

Da una parte quindi chi è assolutamente contrario all’approvazione del DDL, a costo anche di mentire al proprio elettorato, dall’altra però un numero troppo elevato di parlamentari “progressisti” ancora troppo timidi sull’argomento, i quali vorrebbero presentare degli ordini del giorno (non degli emendamenti che modificherebbero il testo di legge) per impegnare il Parlamento su alcuni temi specifici che il disegno di legge comunque tocca.

Sono certo che tutto il Pd seguirà la linea del Segretario Letta abbandonando una volta per tutte, alla luce del sole, le indicazioni che ancora arrivano da Italia Viva, che per l’ennesima volta sta cercando di bloccare e rallentare il processo parlamentare solo ed esclusivamente “perché se non posso giocare io, allora il gioco ve lo rovino”. Peccato che non si tratti di un gioco.

Un grazie da parte mia a tutte le forze politiche, tra cui il Movimento Cinque Stelle o alcuni parlamentari singoli di Forza Italia che hanno deciso di votare favorevolmente a questa legge di civiltà, senza apportare modifiche e senza far perdere ulteriore tempo.

Domani ci sarà la prossima seduta di discussione sul DDL, sperando di non dover nuovamente assistere ad uno spettacolo indegno per i cittadini e per le istituzioni tutte.

COVID: CAMPAGNA DI VACCINAZIONE E GREEN PASS – Meno del 50% della popolazione in Italia ha completato il ciclo vaccinale, il dato purtroppo non è confortante e sintomo che ci sono grosse fasce della popolazione dimenticate, la fascia degli under 50 in primis.

I casi dei nuovi positivi sono in aumento quotidiano, con numeri più alti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: ricordiamoci però che nel 2020 ne venivamo da un lungo periodo di totale quarantena che non ha permesso al virus di diffondersi; l’età dei contagiati si è notevolmente abbassata perché gli anziani sono per la maggior parte vaccinati e che soprattutto il numero dei positivi ospedalizzati è sempre più basso, segno che anche se vaccinati il virus riesce ad essere meno pericoloso.

In Liguria la situazione non migliora, tutt’altro.
Nonostante i tanti open day e le tante open night i risultati non stanno arrivando, infatti siamo tornati ad essere la penultima Regione per vaccini fatti in base ai vaccini consegnati: dopo di noi, solo la Calabria. È un dato che non ci deve spaventare, ma è il segnale che qualcosa si è inceppato e che qualcosa quindi, deve essere modificato.
Le campagne trash di Regione Liguria, e i manifesti con gli insulti ai liguri che non si vogliono vaccinare non hanno funzionato (e chi lo avrebbe mai detto!), bisogna mettere in campo quella campagna di contatti che come opposizione da mesi chiediamo che venga utilizzata: medicina di prossimità e medici di famiglia che possano chiamare e cercare di contattare tutte quelle persone che ad oggi non hanno ricevuto il vaccino.

Ci sono poi tutti i grandi allergici, che per motivi di salute non hanno potuto prenotare ancora il vaccino. Ci sono quindi tra di loro, che aspettano da mesi una chiamata dalla ASL, persone che vorrebbero avere la loro dose di vaccino per tornare a fare una vita semi normale ma che la struttura ospedaliera ligure non è ancora in grado di sostenere.

E nel frattempo il Presidente e Assessore alla Sanità Toti parla di Green Pass, in totale disaccordo con gli altri partiti che compongono la sua maggioranza in Regione.
Da una parte il Presidente che chiede l’uso del green pass per ogni tipo di attività, dall’altra chi quello strumento lo reputa anticostituzionale (l’avessero letta almeno una volta la Costituzione).

Noi abbiamo proposto una semplice azione, che metterebbe da parte le interviste e forse anche le polemiche politiche: le Regioni hanno potere di intervento, per cui la Giunta potrebbe approvare una legge regionale per l’introduzione del green pass per i grandi eventi che prevedono un alto numero di persone e quindi maggior difficoltà ad evitare l’assembramento (sempre che la macchina organizzativa ne sia in grado), lasciando da parte quindi il settore della ristorazione che ad oggi ha già ampiamento pagato la crisi dovuta alla pandemia da Covid.

L’INGRESSO NEGLI OSPEDALI, LE CRISI INDUSTRIALE E LA CICLOVIA DEI PARCHI LIGURI –
Durante lo scorso Consiglio la pratica più importante che è stata votata è stata quella relativa alla possibilità di fare entrare i parenti dei pazienti negli ospedali con apposito Green Pass. La Legge regionale votata all’unanimità del Consiglio è stata fortemente voluta dall’opposizione tutta che da mesi chiedeva alla Giunta un passo del genere.

Ovviamente poco dopo il Presidente Toti ha abbandonato l’aula per andare su Sky, quindi le interrogazioni a lui destinate sono state rimandate alla prossima seduta del Consiglio. Nulla di nuovo purtroppo, e sembra che all’atteggiamento vacanziero di Toti si siano ispirati anche alcuni membri della sua Giunta che invece di stare in Liguria a provare a trovare delle soluzioni per alcuni problemi piuttosto urgenti, preferiscono andare a Roma per organizzare il nuovo partito nazionale del Presidente.

I Tavoli di crisi industriali. Ad oggi ci sono 7 tavoli di crisi aperti con il MISE per un totale di 3.500 lavoratori a rischio occupazionale. Per questo motivo abbiamo chiesto alla Giunta l’apertura di nuove sedi di confronto e un impegno per riaprire i tavoli già esistenti. E’ importante poi, l’istituzione di un osservatorio permanente regionale sulle crisi industriali perché non basta affrontare le singole crisi con dossier separati, ma serve una visione d’insieme per poter incidere a livello regionale sul tema del lavoro.

È stato poi approvato all’unanimità l’ordine del giorno che impegna Regione Liguria ad accogliere la proposta di Federparchi per la realizzazione della ciclovia dei parchi liguri. Un progetto del genere potrebbe poi rientrare tra i fondi del Next Generation, sarebbe un doppio peccato quindi se Regione Liguria non accogliesse questa opportunità unica nel più breve tempo possibili.

IL PROSSIMO CONSIGLIO: I MINORI NON ACCOMPAGNATI E IL SOVRAFFOLLAMENTO DEI TRENI –
Purtroppo, come ho scritto più volte, i tempi dell’aula e delle discussioni portano spesso a trattare argomenti di cui vi avevo accennato da qualche settimana. Nonostante questo credo che due argomenti siano particolarmente importanti e attuali per cui, sperando di poterne parlare in aula domani, ve li ricordo qui:

La possibilità di avere un controllo sulle campagne di vaccinazione per i minori non accompagnati che in questo momento si trovano nei centri di accoglienza in Liguria. Si tratta di un tema di salute generale, per loro, per chi lavora per loro e per la cittadinanza. Per questi motivi ho chiesto alla Giunta di approfondire questo tema e nel caso di intervenire urgentemente.

Al momento il tema degli spostamenti in Liguria non è un problema risolto. Purtroppo il caos Autostrade e il periodo estivo con l’arrivo massiccio di turisti non fanno altro che peggiorare una situazione già drammatica in precedenza, in quanto le alternative al trasporto su ferro non sono percorribili.
Ci arrivano, infatti, segnalazioni quotidiane circa l’impossibilità di sfruttare il trasporto treni causa il sovraffollamento degli stessi.
Per questo ho chiesto all’Assessore competente di convocare un Tavolo con i rappresentanti del Governo, delle associazioni dei consumatori e di Trenitalia per valutare la problematica del sovraffollamento dei treni e individuare possibili soluzioni.

PS. LA CENTESIMA “CRONACHE DAL CONSIGLIO” – Quando abbiamo iniziato a lavorare alle “Cronache dal Consiglio”, la newsletter settimanale, poco più di due anni fa, non avevamo immaginato  che sarebbe diventato un appuntamento fisso che per molto tempo ha obbligatoriamente sostituito la politica sul territorio, la capacità di raccogliere informazione, di diffonderle e un momento di scambio continuo di idee e proposte coi lettori di questa iniziativa. Grazie

Siamo arrivati a cento newsletter, e come tutte le macchine, è giusto fare una revisione. Vi lascio qui un questionario, per chi vorrà, per raccogliere suggerimenti su come migliorarla. Mi farebbe piacere sapere il vostro contributo

IL CANALE YOUTUBE E IL CANALE TELEGRAM – Vi lascio il link al mio canale Youtube, che sto iniziando a riempire di contenuti, interviste, video, qualche intervento in aula e le dirette Facebook.

E qui vi lascio il link al mio canale Telegram, assicuro pochi messaggi al giorno di aggiornamento della politica regionale e la privacy di chi vorrà iscriversi.

 

Più informazioni