Green pass, al lavoro per una mediazione su bar e ristoranti - LevanteNews
LA REDAZIONE
010 8935042 Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto
Economia

Green pass, al lavoro per una mediazione su bar e ristoranti

Molto probabilmente il certificato diventerà obbligatorio per entrare in tutti i luoghi a rischio assembramento.

panoramica 'Santa'

Qualcosa cambierà, di sicuro, ma è in questi giorni di mediazione che si deciderà come e quanto cambierà. Che si metterà mano al green pass è comunque cosa certa e molto probabilmente il certificato diventerà obbligatorio per entrare in tutti i luoghi a rischio assembramento come palestre, stadi, teatri, discoteche, cinema, sale per eventi e congressi. Diversamente, per quanto riguarda bar e ristoranti, potrebbe servire soltanto nell’occasione di un pranzo, di una cena o comunque di una consumazione al chiuso. Su questo scenario si lavora, con Fratelli d’Italia e Lega scettici sulle soluzioni proposte. Ieri sera sull’argomento è tornato anche il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti: “I contagi aumentano ovunque e, verosimilmente, cresceranno ancora. Ma se i contagiati non saranno tanto gravi da andare in ospedale, tutto sommato possiamo reggere anche tenendo aperto tutto. Ora, chi è che non va in ospedale anche se prende il Covid? Semplice: i vaccinati. Dei nuovi ricoverati in Liguria, compresa variante Delta, la maggior parte non era vaccinata o aveva una sola dose. Nessuna persona che abbia completato il ciclo sta arrivando negli ospedali.

Dunque, vaccinarsi è indispensabile. E chiedo a commercianti, ristoratori, baristi, gestori di discoteche, organizzatori di eventi e spettacoli e molto altro: è meglio fare uno sforzo e controllare in certe situazioni il green pass oppure richiudere di nuovo le attività se cresceranno i ricoveri a causa dei non vaccinati? Lo dico ora perché chi oggi si oppone a un uso estensivo del green pass non venga a piangere lacrime di coccodrillo se dovremo ricorrere di nuovo alle chiusure”.

Si vuole scongiurare insomma il ricorso a nuove chiusure programmate, che scatta in modo e misura diversa in in caso di passaggio in zona gialla o, peggio, arancione. E sull’interpretazione dei numeri, pesati anche sulla base della pressione sugli ospedali, c’è ovviamente discussione aperta, ma è chiaro che una decisione definitiva va presa in tempi certi. I ristoratori liguri non hanno nessuna intenzione di chiudere ancora dopo tanti mesi d’incertezza e alla fine il compromesso potrebbe proprio finire per essere una distinzione tra tavoli al chiuso e all’aperto, oppure stabilendo un limite alla capienza superabile solo col ricorso al green pass.