Sestri: "Commissione di soli uomini, ignorata la legge" - LevanteNews
LA REDAZIONE
010 8935042 Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto
Politica

Sestri: “Commissione di soli uomini, ignorata la legge”

Villa Rovereto, Sestri Levante

Da Albino Armanino, consigliere comunale in Sestri Levante riceviamo e pubblichiamo

Invio la mozione urgente, l’esposto alle Pari Opportunità Regionale e la Determinazione Dirigenziale, con una breve descrizione:

Come noto, da alcuni anni, la legge prevede che un terzo dei posti delle commissioni esaminatrici per i concorsi pubblici sia riservato alle donne, fatta salva motivata impossibilità di reperire persone idonee di genere femminile nelle amministrazioni pubbliche o fuori da esse.

Tuttavia il Comune di Sestri Levante ha recentemente costituito la commissione per un importante posto da dirigente, nominando esclusivamente commissari uomini (tre su tre), senza che vengano fornite giustificazioni di tale scelta.

I consiglieri leghisti Albino Armanino e Paolo Smeraldi hanno dunque presentato un esposto alla Consigliera di Parità presso Regione Liguria, dottoressa Laura Amoretti e, al contempo, una mozione urgente da discutere nel Consiglio Comunale di domani martedì 13 luglio 2021.

Nelle parole di Armanino e Smeraldi si evidenzia la contraddittorietà dell’operato dell’Amministrazione comunale di Sestri Levante:
“La maggioranza porta in Consiglio Comunale una mozione per ridurre l’IVA sugli assorbenti nonostante si tratti di materia di competenza statale e non sembra seguire con la dovuta attenzione le questioni di sua competenza, rispetto alle quali il Comune può davvero intervenire.In questo sta la differenza sul modo di intendere il mandato amministrativo conferito dai cittadini di Sestri Levante: noi preferiamo occuparci dell’attività degli uffici comunali e difendere concretamente i diritti delle donne; il Sindaco, invece, preferisce cavalcare le varie campagne mediatiche del momento e inseguire una visibilità personale a tutti i costi.”

*****

Mozione urgente

Oggetto: ATTO DI INDIRIZZO PER LA MODIFICA DELLA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE ESAMINATRICE DEL CONCORSO PUBBLICO PER L’ASSUNZIONE DI UN DIRIGENTE PER L’AREA 4 PER RISPETTARE LA RISERVA DI UN TERZO DEI POSTI A FAVORE DI ESAMINATRICI DONNE

I sottoscritti consiglieri comunale Albino Armanino e Paolo Smeraldi

Visto l’art. 19 “Mozioni urgenti” del Regolamento per lo svolgimento del Consiglio Comunale del Comune di Sestri Levante, il quale recita:“

1. In apertura di seduta, prima che abbia inizio la trattazione dell’ordine del giorno, è data facoltà ai Consiglieri di illustrare “Mozioni urgenti” che si differenziano da quelle Ordinarie di cui all’art. 48 del presente Regolamento per il loro oggetto caratterizzato da problemi o fatti di notevole urgenza e gravità o comunque fatti su cui la discussione non posa essere differita ad altra seduta, stanti i motivi di particolare rilevanza sotto il profilo di pubblico interesse e che abbiano la precisa finalità di provocare una manifestazione di sentimento del Consiglio e che non comportino l’adozione di provvedimenti amministrativi durante la trattazione delle stesse.

2. Per consentire ai Capigruppo Consiliari di essere a conoscenza in tempo ragionevole degli argomenti oggetto di “Mozioni urgenti”, i Consiglieri proponenti dovranno far pervenire le mozioni di che trattasi al protocollo generale del Comune non più tardi di 10 ore prima dell’ora di convocazione del Consiglio, a pena di inammissibilità delle stesse.

3. Il giudizio di ammissibilità della trattazione degli argomenti proposti come“Mozioni urgenti” spetterà all’ufficio di Presidenza. Le mozioni urgenti per poter essere discusse dovranno essere giudicate ammissibili dall’ufficio di Presidenza almeno un’ora prima dell’inizio della seduta.

4. E’ data facoltà ai presentatori di Mozioni Urgenti respinte riproporle nella forma ordinaria di cui all’art. 48 del presente Regolamento in una successiva seduta.

5. Qualora la “Mozione urgente” sia stata giudicata “ammissibile” dopo che il Presidente ne avrà data lettura, il Consigliere proponente illustrerà l’argomento per non più di 15 minuti. E’ ammesso l’intervento di ciascun Consigliere per non oltre 5 minuti. Prima della chiusura della discussione è data facoltà al Sindaco od Assessore di intervenire per non più di 15 minuti. Il diritto di concludere la discussione spetta inderogabilmente al proponente della mozione e nel caso di più firmatari ad uno dei firmatari, per non più di 10 minuti

.6. In ogni caso, prima che si concluda la discussione, ciascun Consigliere può presentare per iscritto non più di un ordine del giorno riguardante l’argomento oggetto della “Mozione urgente”. Per la discussione degli ordini del giorno di cui al precedente comma si applicano le norme di cui all’art. 30 del presente Regolamento.Gli ordini del giorno di cui al presente articolo sono di “norma” posti in votazione subito dopo la chiusura della discussione medesima, secondo l’ordine della loro presentazione, salvo il caso in cui la maggioranza dei Consiglieri decida di rinviare a successiva seduta la votazione medesima per permettere, con l’apporto della conferenza dei Capigruppo Consiliari e ove possibile,l’espressione unanime del Consiglio, tramite un affinamento ed eventuale modifica od integrazione dell’ordine del giorno, che medi le varie posizioni presenti in Consiglio.”Visto il Decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, “Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi.”, il quale all’art. 9 recita:

“1. Le commissioni esaminatrici dei concorsi previste dagli articoli precedenti sono nominate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nei casi di concorsi unici, o con decreto dell’autorità competente negli altri casi. Questa ne dà comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica.

2. Le commissioni esaminatrici di concorso sono composte da tecnici esperti nelle materie oggetto del concorso, scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime e non possono farne parte, ai sensi dell’art. 6 del decreto legislativo 23 dicembre 1993, n. 546, i componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione interessata, coloro che ricoprano cariche politiche o che siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali. Almeno un terzo dei posti di componente delle commissioni di concorso, salva motivata impossibilità, è riservato alle donne, in conformità all’art. 29 del sopra citato decreto legislativo.

”Visto il Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165, ad oggetto “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.”, il quale all’art. 57 “Pari opportunità” recita:

“01. Le pubbliche amministrazioni costituiscono al proprio interno, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il “Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni” che sostituisce, unificando le competenze in un solo organismo, i comitati per le pari opportunità e i comitati paritetici sul fenomeno del mobbing, costituiti in applicazione della contrattazione collettiva, dei quali assume tutte le funzioni previste dalla legge, dai contratti collettivi relativi al personale delle amministrazioni pubbliche o da altre disposizioni.

02. Il Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni ha composizione paritetica ed è formato da un componente designato da ciascuna delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello di amministrazione e da un pari numero di rappresentanti dell’amministrazione in modo da assicurare nel complesso la presenza paritaria di entrambi i generi.Il presidente del Comitato unico di garanzia è designato dall’amministrazione.

03. Il Comitato unico di garanzia, all’interno dell’amministrazione pubblica, ha compiti propositivi, consultivi e di verifica e opera in collaborazione con la consigliera o il consigliere nazionale di parità. Contribuisce all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico, migliorando l’efficienza delle prestazioni collegata alla garanzia di un ambiente di lavoro caratterizzato dal rispetto dei principi di pari opportunità, di benessere organizzativo e dal contrasto
qualsiasi forma di discriminazione e di violenza morale o psichica per i lavoratori.

04. Le modalità di funzionamento dei Comitati unici di garanzia sono disciplinate da linee guida contenute in una direttiva emanata di concerto dal Dipartimento della funzione pubblica e dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.

05. La mancata costituzione del Comitato unico di garanzia comporta responsabilità dei dirigenti incaricati della gestione del personale, da valutare anche al fine del raggiungimento degli obiettivi.

1. Le pubbliche amministrazioni, al fine di garantire pari opportunità tra uomini e donne per l’accesso al lavoro ed il trattamento sul lavoro:

a) riservano alle donne, salva motivata impossibilità, almeno un terzo dei posti di componente delle commissioni di concorso, fermo restando il principio di cui all’articolo 35, comma 3, lettera e); in caso di quoziente frazionario si procede all’arrotondamento all’unità superiore qualora la cifra decimale sia pari o superiore a 0,5 e all’unità inferiore qualora la cifra decimale sia inferiore a 0,5;

b) adottano propri atti regolamentari per assicurare pari opportunità fra uomini e donne sul lavoro, conformemente alle direttive impartite dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica;

c) garantiscono la partecipazione delle proprie dipendenti ai corsi di formazione e di aggiornamento professionale in rapporto proporzionale alla loro presenza nelle amministrazioni interessate ai corsi medesimi, adottando modalità organizzative atte a favorirne la partecipazione, consentendo la conciliazione fra vita professionale e vita familiare;

d) possono finanziare programmi di azioni positive e l’attività dei Comitati unici di garanzia per le pari opportunità, per la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni, nell’ambito delle proprie disponibilità di bilancio.

1-bis. L’atto di nomina della commissione di concorso e’ inviato, entro tre giorni, alla consigliera o al consigliere di parità nazionale ovvero regionale, in base all’ambito territoriale dell’amministrazione che ha bandito il concorso, che, qualora ravvisi la violazione delle disposizioni contenute nel comma 1, lettera a),diffida l’amministrazione a rimuoverla entro il termine massimo di trenta giorni. In caso di inottemperanza alla diffida, la consigliera o il consigliere di parità procedente propone, entro i successivi quindici giorni, ricorso ai sensi dell’articolo 37, comma 4, del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, e successive modificazioni; si applica il comma 5 del citato articolo 37 del codice di cui al decreto legislativo n.198 del 2006, e successive modificazioni. Il mancato invio dell’atto di nomina della commissione di concorso alla consigliera o al consigliere di parità comporta6
responsabilità del dirigente responsabile del procedimento, da valutare anche al fine del raggiungimento degli obiettivi.

2. Le pubbliche amministrazioni, secondo le modalità di cui all’articolo 9, adottano tutte le misure per attuare le direttive dell’Unione europea in materia di pari opportunità, contrasto alle discriminazioni ed alla violenza morale o psichica, sulla base di quanto disposto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri- Dipartimento della funzione pubblica.”

Vista la determinazione dirigenziale n. 1342 del 08/07/2021 ad oggetto “Costituzione commissione esaminatrice del concorso pubblico, per esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di un dirigente per l’area 4 “Lavori pubblici e manutenzione, ambiente e gestione discarica, demanio marittima””, nella quale è scritto:“-

Vista la deliberazione GC 53 del 24/03/2021 relativa al piano occupazionale2021, con la quale si è stabilita l’assunzione a tempo indeterminato di un Dirigente per l’Area 4 “Lavori Pubblici e Manutenzione, Ambiente e Gestione Discarica, Demanio Marittimo”;-

Ritenuto necessario procedere all’espletamento della selezione pubblica per l’assunzione del Dirigente Area 4 di cui al punto precedente;-

Ritenuto di dover procedere alla nomina della Commissione Esaminatrice che,ai sensi del combinato disposto dell’art. 25 e dell’art. 5 del Regolamento per l’accesso, approvato con deliberazione G.C. 54 del 15/04/2010, provvederà a stabilire:

a) gli specifici titoli d’accesso;

b) la definizione della tipologia della/e prova/e d’esame;

c) le materie oggetto della/e prova/e d’esame;

d) i criteri di valutazione dei titoli, nel rispetto di quanto indicato nell’allegato A

e) in caso di preselezione, oltre che i contenuti della stessa anche il numero  massimo di concorrenti da ammettere alle prove d’esame;-

Visto il Regolamento per l’accesso, approvato con deliberazione G.C. 54 del15/04/2010;-

Vista la propria deliberazione GC 102 del 9/6/2021 relativa all’adeguamento degli importi relativi ai compensi per i componenti esterni delle commissioni di concorso;-

Visto l’art. 43 dello Statuto Comunale;-

Osservato che il controllo di regolarità amministrativa sul presente atto (art. 147– bis D.lgs. n. 267/2000) è esercitato dal sottoscritto, il quale, con la firma digitale della determinazione, ne garantisce la regolarità e la correttezza;

D I S P O N E

1) di nominare, per quanto esposto in premessa, la Commissione Esaminatrice del concorso pubblico, per esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di un Dirigente per l’Area 4 “Lavori Pubblici e Manutenzione,Ambiente e Gestione Discarica, Demanio Marittimo”; nelle persone di:

Dott. Domenico Scrocco Segretario Generale – Presidente

Dott. Stefano Chioggia Dirigente Area 1 – membro esperto

Ing. Gianluigi Gatti Dirigente del Comune di Genova – membro esperto”

Accertato che la commissione esaminatrice è composta esclusivamente da uomini in contrasto con quanto dettato dalle norme sopra citate che riservano a donne almeno un terzo della composizione delle commissioni esaminatrici;

Accertato che la determina in oggetto non motiva l’impossibilità di determinare un terzo dei posti di componente della commissione di concorso alle donne, come da art. 9 del DPR9 maggio 1994, n. 487 e lettera a) dell’art. 57 del D.lgs. 30 marzo 2001 n. 165;

Considerato che appare improbabile che non sia possibile reperire un commissario donna fra tecnici esperti nelle materie oggetto del concorso, siano essi funzionari delle amministrazioni,docenti ed estranei alle medesime;Ritenuto opportuno che il Consiglio comunale si attivi tempestivamente per assicurare il rispetto della normativa in materia di pubblico impiego e specialmente degli obblighi previsti a tutela della parità di genere

IMPEGNANO IL SINDACO E LA GIUNTA

ad adottare un atto di indirizzo per:

i)l’annullamento in autotutela della determina in oggetto e

ii)l’adozione di una nuova determina di nomina della commissione esaminatrice del concorso pubblico per l’assunzione del Dirigente dell’Area 4 nel rispetto degli obblighi previsti a tutela della parità di genere, provvedendo ad assicurare a) la presenza di un terzo dei commissari di sesso femminile o b) in subordine, adeguata e comprovata motivazione della mancata nomina di almeno un commissario donna.

Albino Armanino Paolo Smeraldi

 

Più informazioni