Lavagna: "Stabilire il costo dei terreni da espropriare" - LevanteNews
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Diga perfigli

Lavagna: “Stabilire il costo dei terreni da espropriare”

paolo Perfigli
Paolo Perfigli, l'ex assessore che, suo malgrado, ha dato il nome alla diga prevista

Da Federico Cardelli riceviamo e pubblichiamo il testo della pec inviata a Città metropolitana e Enti interessati

Oggetto: appalto arginamento fiume Entella. Scrivo la presente quale privato cittadino nonché in qualità di conduttore di due fondi oggetto d’esproprio (e comunque in applicazione del principio di collaborazione tra ciattadino e pubblica amministrazione) dopo avere appreso dalla stampa locale che, a breve, avreste intenzione di concludere con la ditta “TMG Scavi” di Sondrio il contrao d’appalto per il primo lotto di nuovo arginamento dell’Entella – così detta diga Perfigli.

Per quello che ne so (non sono in grado di fornire ulteriori deagli, trattandosi di un’iniziativa di cui ho avuto notizia, ma nella quale non sono direttamente coinvolto, non rientrando fra i soggetti;espropriati), non risultando ad oggi comunicate agli aventi diritto le indennità definitive è ancora in attesa di definizione (eventualmente sub iudice) la questione delle indennità d’asservimento, specialmente per quanto riguarda il calo di valore delle porzioni residue di fondi rustici e fabbricati (anche residenziali) esistenti, cagionato, ad esempio, dal frazionamento dei fondi, dall’interruzione di impianti e dalla perdita/compromissione di accessi carrabili: considerato, fra l’altro, il valore di ben 35 €/mq da voi attribuito, per la parte “non connessa agli usi legati all’edificabilità”, ai fondi oggetto d’asservimento (cfr. det. n°658/prot.15569 del 23.2.2015, pag.3), anche per i soli terreni potrebbe trattarsi di cifre veramente importanti.

E’ evidente che un eventuale contenzioso con esito favorevole per gli espropriati potrebbe provocare un ingente aumento della spesa per gli asservimenti (spesa peraltro già assai consistente nella sua attuale quantificazione in via provvisoria, in rapporto al costo totale dell’opera), costituendo ulteriore elemento che renderebbe la realizzazione dell’opera non più sensata sul piano economico (oltre che sul piano dell’utilità oggetto di ampio dibattito in tutte le sedi, e recentemente di una analitica perizia da parte di un tecnico esperto del seore che a breve formerà oggetto di segnalazione) tanto più che, dopo la conclusione del contratto d’appalto, un eventuale recesso potrebbe costare all’ente una penale nei confronti della ditta assegnataria Oggetto: Appalto arginamento fiume Entella1 di 208/07/2021, 09:29
dell’appalto. Tuo ciò premesso si ritiene che sarebbe quanto mai opportuno, anche a prevenire un possibile futuro danno erariale, che l’ente avesse la certezza delle spese definitive per indennità d’esproprio/asservimento/occupazione temporanea prima della conclusione dell’appalto e dell’avvio dei lavori.